giovedì 25 maggio 2017

In cammino sulla via francigena: Orvieto - Roma

1° gruppo

27 maggio - 03 giugno
completo

2° gruppo

17 giugno - 24 giugno

completo

si accettano pre-adesioni per il gruppo di settembre-ottobre


In cammino valorizzando questo straordinario territorio. Dopo la visita alla città di Orvieto, ci si sposta a Bolsena dove inizia il nostro cammino. Dalle pendici dei monti Volsini, accompagnati da bei panorami sul lago, giungeremo a Montefiascone, con la sua Rocca dei Papi e racconteremo la leggenda di Defuk. A Viterbo, la "Città dei Papi", arriveremo calpestando uno splendido basolato della antica Via Appia. Ci riposeremo un giorno per visitare la splendida Civita di Bagnoregio, continueremo poi verso l'antichissima Sutri ed infine arriveremo alla Città Eterna per entrare in San Pietro con la gioia nel cuore.

Lunghezza dell’itinerario: km 122
Dislivello: due tappe 550 m, le rimanenti dai 150 ai 250

 

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mercoledì 24 maggio 2017

Genova, il prato dei narcisi diventa un parcheggio: pioggia di multe

Auto parcheggiate sul prato dei narcisi
Al Parco dell'Antola, domenica compilati 29 verbali da 204 euro l'uno, 3 tra 100 euro e due da 102 euro


Brutta giornata per il parco dell'Antola. Il più bel prato di narcisi in località Casa del Romano è stato devastato da un posteggio abusivo. Domenica gli agenti di polizia amministrativa hanno compilato ventinove verbali da 204 euro per i parcheggi selvaggi, tre da 100 euro per la raccolta di flora protetta e due per circolazione fuori strada di moto sui prati da 102 euro. Le multe sono state comminate secondo la legge regionale 38 del 1992 che disciplina la circolazione dei mezzi motorizzati al di fuori delle strade, la sanzione è di 102 euro ma viene raddoppiata se - come in questo caso - ci si trova all'interno del parco. A fine giornata sono stati sequestrati 500 narcisi: «In 30 anni di vigilanza non avevo mai visto niente del genere - racconta Guglielmo Jansen coordinatore regionale del Wwf - escursionisti e finti amanti della montagna hanno distrutto i prati di narcisi, c'era chi scorrazzava con la moto lasciando olio sull'erba e solchi e chi ha posteggiava direttamente sui fiori". 

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martedì 23 maggio 2017

venerdì 19 maggio 2017

Sentiero dei Santuari

Sentiero "Alessandro Davite" tracciato dal CAI di San Salvatore Monferrato (AL).




n.727- Casale e il Monferrato

Percorso adatto anche all’utilizzo in mountain bike
Insieme al sentiero 602 questo percorso costituisce il lungo itinerario denominato “Sentiero Alessandro Davite”, (dedicato allo scomparso socio del Club Alpino di San Salvatore e caratterizzato dai segnavia con la sigla MPC) che unisce il Santuario della Madonna del Pozzo al Santuario del Sacro Monte di Crea, con una lunghezza complessiva di 36,50 km.
Dal paese di Mirabello Monferrato si seguono le indicazioni per la Pieve di San Giovanni, nei cui pressi si può parcheggiare l'auto; oltrepassata la chiesetta campestre si  giunge al ponticello sul Torrente Grana, ove ha inizio il sentiero.

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La mappa del percorso 

Sentiero dei Santuari “Alessandro Davite” MPC 602/727

 

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martedì 16 maggio 2017

Domenica 21 maggio: Riserva Naturale dell'Adelasia (SV)

La Riserva prende nome dall'omonima rocca così chiamata in onore della principessa Adelasia, figlia dell'imperatore Ottone I di Sassonia, che secondo la leggenda popolare durante la sua fuga in Liguria con l'amato Aleramo, lo scudiero e che ella aveva sposato contro il volere del padre, proprio in questi boschi trovò un sicuro rifugio prima di raggiungere la costa dove fondarono la citta di Alaxia, l'odierna celebre Alassio. Le sue peculiarità geomorfologiche (Rocca dell'Adelasia, grotte e fenomeni carsici), ricchezza di acque e maestosi boschi di faggio, cui si affiancano a formazioni di tipo mediterraneo, praterie e radure, rappresentano le principali caratteristiche dell'unica Riserva ligure interamente di proprietà pubblica.

La Riserva prende nome dall’omonima rocca così chiamata in onore della Principessa Adelasia figlia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, che secondo la leggenda popolare durante la fuga in Liguria con l’amato Aleramo, lo scudiero che ella aveva sposato contro il volere del padre, proprio in questi boschi trovò un sicuro rifugio prima di raggiungere la costa dove, con il suo sposo, fondò la città di Alaxia, l’odierna e celebre Alassio.

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Riserva Naturale dell'Adelasia


lunedì 15 maggio 2017

Disavventura a lieto fine per una comitiva sul Beigua

Varazze (SV). Disavventura a lieto fine per una comitiva di 42 escursionisti della Brianza. Il pullman sul quale si trovavano a bordo è finito in una strada troppo stretta. La comitiva ha iniziato allora a camminare su un sentiero del Beigua fino al rifugio Pratorotondo.

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sabato 13 maggio 2017

Case cantoniere, torri e locande sui cammini italiani: cambiare vita si può…

È il progetto di riqualificazione "Valore Paese - Cammini e Percorsi" del Demanio: vecchie case cantoniere, locande, masserie, piccole stazioni, torri e monasteri da recuperare e trasformare in strutture turistiche per chi va a piedi o in bicicletta. Quasi gratis...

Gli ostelli più caratteristici della Via Francigena sono forse quelli di Cassio e del Passo della Cisa: due vecchie case cantoniere dell’Anas ristrutturate e adibite all’accoglienza dei pellegrini. Un’idea di recupero del nostro patrimonio architettonico messo al servizio di quanti scelgono un turismo lento e a basso impatto. Oggi è possibile estendere questa esperienza a livello nazionale dando l’oportunità di intraprendere una nuova attività imprenditoriale a chi desidera… cambiare vita.

Vecchie case cantoniere, locande, masserie, ostelli, ma anche piccole stazioni, caselli idraulici, ex edifici scolastici, torri, palazzi storici, monasteri e antichi castelli, tutti da recuperare e pronti a diventare strutture turistiche da scoprire rigorosamente a piedi o in bicicletta. È il concetto di riuso nell’ottica della riqualificazione culturale il fulcro di Valore Paese – Cammini e Percorsi, il progetto dell’Agenzia del Demanio, con Mibact e Mit, per promuovere l’idea di un turismo lento ed esperienziale, più consapevole e di qualità, sfruttando oltre 100 immobili pubblici (43 gestiti dall’Agenzia del Demanio, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas) dislocati lungo gli itinerari storico-religiosi e i percorsi ciclopedonali da Nord a Sud dello Stivale.

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Domenica 25 giugno: Garbagna Trail Montebore (AL)



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giovedì 4 maggio 2017

Trekking: origini e significato del termine

Il significato di trekking deve essere ricercato nel verbo inglese to trek, che significa fare un viaggio lungo, camminando piano. Un mix tra camminata in mezzo alla natura ed escursionismo. Gli appassionati di questa attività prediligono ampiamente le zone di montagna. In Italia infatti la meta più gettonata, per la pratica del trekking, è proprio il Trentino, un’area ricca di percorsi, che possono variare dal più semplice a quello più complesso, magari in quota e durante la stagione invernale. E’ un’attività molto salutare, a patto di essere preparati per svolgerla.

Fonte immagine
Trekking, il significato del termine ha avuto origine in Sudafrica nel XIX secolo, dopo la conquista inglese del territorio. Gli olandesi, sconfitti, dovettero andarsene e attreversare spinosi sentieri; da qui la parola trekking. Nell’ultimo decennio questa attività sportiva è molto amata in Italia e in Trentino si è espansa a macchia d’olio, soprattutto in estate. Camminare in montagna e in mezzo alla natura è la scelta più salutare che si possa fare. L’aria pura e fresca aiuta a rilassarsi e ad allontanare lo stress della settimana lavorativa.

E’ consigliabile essere in buona forma fisica per affrontare le pendenze dei sentieri, l’alta quota, le stradine sterrate e scoscese dei pendii. Esistono diversi tipi di trekking, quello itinerante e quello residenziale. Il primo prevede un tour ad anello dove ogni notte si cambia rifugio, il secondo prevede di dormire sempre nello stesso posto e di scoprire ogni mattina un nuovo sentiero da percorrere. Il trekking è un’attività che può essere svolta in solitaria o in gruppo. Se i percorsi che dovrete affrontare saranno particolarmente impervi, è consigliabile organizzarsi con altre persone.

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mercoledì 3 maggio 2017

La balconata del Bianco (AO)

Trekking della Val Vény e Val Ferret: sono due delle più belle valli alpine da cui ammirare il Monte Bianco. Entrambe offrono sentieri per trekking semplici ed alla portata di tutti oltre che scorci mozzafiato sulla Catena del Tetto d’Europa.

 

 

Val Veny, il Balcone sul Bianco.

Questo trekking classico, che unisce i sentieri dall’Arp Vielle al Col Chécrout passando per il Mont Fortin e Chetif, è uno dei migliori itinerari per godere di “sua maestà” il Monte Bianco in tutta la sua imponenza e a distanza ravvicina. La camminata ha uno sviluppo circolare, si parte dalla Visaille in Val Vény, passando per il sentiero del Mont Fortin, i laghetti alpini dei Vesses e del Col Chécrout fino ad arrivare al rifugio Maison Vielle. Questo trekking inoltre è un buon modo per vivere in estate il comprensorio di sci, arrivati alla Maison Veille, si può scegliere se proseguire a piedi verso la Val Vény, oppure fermarsi per un bagno ristoratore e una sauna alla piscina alpina di Plan Chécrouit.

La Balconata della Val Ferret

La balconata della Val Ferret, è uno spettacolo nello spettacolo dove il panorama la fa da padrone. Si percorre fondamentalmente il sentiero n.1 (TMB) che si affaccia sul Monte Bianco e la sua catena così vicina, che sembra poter toccare la neve delle Jorasses o il granito del Dente del Gigante. L'itinerario trekking prevede diversi sentieri e varianti più o meno difficili o impegnative (Mont de la Saxe, Col de Malatrà, Valle Arminaz). La via classica e più semplice parte da Planpicieux, ed arriva al Rifugio Bertone. Da qui, giunti alla baite di Leuchey si imbocca un sentiero pianeggiante immerso tra prati punteggiati di rododendri e pascoli fino al Rifugio Bonatti. Dal Rifugio Bonatti si riparte verso l’Apr Nouvaz in discesa.

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Il Monte Bianco in diretta dalla webcam




domenica 30 aprile 2017

Teramo, due alpinisti morti sul Gran Sasso Tratti in salvo altri 3 compagni di scalata


Due alpinisti sono morti quest’oggi sul Gran Sasso in un tentativo di ascesa verso la vetta del massiccio appenninico. Altri tre alpinisti (che non erano in cordata ma erano partiti insieme alle vittime) si sono salvati, ma sono in stato di choc e lievemente feriti.

La tragedia si è verificata intorno alle ore 9/9.30 sul lato teramano non lontano dalla vetta del monte Brancastello: a provocare la disgrazia sarebbe stata una slavina in fase di ascesa, facendo precipitare le due vittime nel canalone San Pietro.

Le salme sono state recuperate a 2.100-2.200 metri di altezza e trasportate all’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo. Entrambi gli alpinisti erano originari di Teramo ed esperti di alpinismo: si tratta di Francesco Carta, 45 anni tra pochi giorni, residente a Cermignano e trasferitosi a Bisenti dopo il terremoto, ed Enrico Faiani, artigiano 60enne stimato e conosciuto.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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