sabato 26 settembre 2020

Alla scoperta dei sentieri e delle pietre delle Alpi Liguri

 

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Percorrendo la Statale 28 si raggiunge, al confine fra le Province di Imperia e di Cuneo, la località Ponte di Nava: da qui si prosegue sulla provinciale per Viozene (frazione di Ormea) fino ad incontrare sulla sinistra, dopo circa 5 km, un’ampia area attrezzata per pic-nic. È questa la confluenza fra il Rio Negrone ed il Rio Tanarello da cui ha origine il Fiume Tanaro e da dove inizierà l’escursione. In breve, lungo un’agevole pista sterrata, si raggiungerà il Ponte Schiarante, via di transumanza verso l’Alpe di Cosio, e l’attacco del sentiero che – all’ombra di una gradevole faggeta – condurrà alla grotta “Tana Cornarea” e all’omonima falesia. La parte iniziale di questo anfratto è facilmente accessibile: i nostri progenitori lo abitarono nell’Età del Bronzo e vi sono stati trovati resti di orso delle caverne (Ursus speleo).

Lungo la valle, la ricchezza della vegetazione e la varietà di eco-ambienti a contorno del corso d’acqua rendono particolarmente gradevole il percorso durante la stagione estiva e favoriscono la presenza di molte specie botaniche, ornitologiche e ittiche.L’itinerario si sviluppa attraverso scenari incantevoli, con cascatelle, marmitte dei giganti e splendidi scorci panoramici, permettendo di osservare da vicino le eccezionali caratteristiche delle rocce.

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giovedì 24 settembre 2020

La bici sulla Est del Monviso

Giovanni Giustetto, classe 1980, di Villafranca Piemonte, appassionato alpinista da almeno 20 anni, socio del CAI di Cavour e autore di numerose immagini che trovate sui ‘social’ e sul sito del Parco, è l’autore del primo articolo qui sotto riportato, un “piccolo giallo, con l’appello che chi ne sa di più ci aiuti a ricomporre la storia di questa bicicletta arrivata in punta al Viso. Scrivete a didattica@parcomonviso.eu“.

L’appello non è caduto nel vuoto: la leggendaria guida alpina Clemente Berardo ha chiarito quasi del tutto il mistero. Potete leggere la sua intervista nel secondo articolo qui riportato.

In seguito ai due articoli potete leggere anche due considerazioni finali.


La bici sulla Est del Monviso
di Giovanni Giustetto
(pubblicato su parcomonviso.eu l’8 agosto 2020)

Sono le cinque in punto.
Andrea ed io partiamo dal Pian del Re diretti alla vetta del Monviso attraverso la Via Est. Il cielo è completamente stellato.
Indossate le pile frontali risaliamo il sentiero che porta al rifugio Quintino Sella.
Al lago Chiaretto evitiamo la frana passando per il sentiero che lo costeggia alla sua sinistra e riprendiamo quello che porta al rifugio più in alto… l’acqua luccica al bagliore della luna, il Monviso è di fronte a noi e si sentono solo i massi che cadono dalla Nord.

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mercoledì 23 settembre 2020

Sabato 3 ottobre: Le rupi e le grotte di Rocca d'Olgisio

TRA PREISTORIA E MEDIOEVO IN UNO DEI LUOGHI PIU’ MISTERIOSI DELL’APPENNINO


In cammino alla scoperta di uno dei luoghi più misteriosi dell’Appennino Piacentino. Si risale la Val Chiarone raggiungendo il Castello di Rocca d’Olgisio attraverso il panorapico sentiero delle rupi. Un susseguirsi di grotte dai nomi curiosi ( Grotta della Goccia, Grotta delle Sante, Grotta Nera ) di altari sacrificali megalitici, antichi gradini scavati nella roccia e altre formazioni misteriose.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA e SCHEDA TECNICA TREKKING
https://wildtrek.it/trekking/rupi-e-grotte-rocca-dolgisio

PREZZO: 15 €
La quota comprende:
- costo dell’accompagnamento ad opera di una Guida Escursionistica Ambientale AI SENSI DELLA LEGGE n° 4/2013 e regolarmente iscritta ad AIGAE ( Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche )
- copertura assicurativa di legge della responsabilità civile professionale della guida.

POSTI LIMITATI

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (per motivi assicurativi) entro il 02/10/2020 alle ore 13:00

LA PRENOTAZIONE VA EFFETTUATA ONLINE https://wildtrek.it/trekking/rupi-e-grotte-rocca-dolgisio
OPPURE: info@wildtrek.it o 339-2183945

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martedì 22 settembre 2020

Il Lago di Braies, il lago più bello in Trentino Alto Adige

Il Lago di Braies è uno dei laghi più belli di tutta Italia. Situato ad un'altitudine di 1494 metri sul livello del mare, questo lago alpino in Alta Pusteria di 31 ettari di superficie, affascina tutti con il suo colore turchese e con l'imponente massiccio della Croda del Becco, che gli fa da sfondo. Il suo punto più profondo misura 36 metri.


Dove si trova il Lago di Braies?

Il Lago di Braies, una delle mete escursionistiche più amate dell'Alto Adige, si trova alla fine dell'omonima valle, la Valle di Braies nell'Alta Pusteria, nell'estremità settentrionale del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies. Arrivando da ovest si gira a destra dopo Monguelfo, mentre arrivando da est, dopo Villabassa si gira a sinistra e si entra nella Valle di Braies. Si superano poi le località di Ferrara e San Vito fino ad arrivare in fondo alla valle con il suo meraviglioso lago.


Come arrivare e raggiungere il Lago di Braies?

Il lago è preso letteralmente d'assalto soprattutto in estate, specialmente da quando è diventato il set cinematografico della fortunata serie TV “Un passo dal cielo” (Rai 1). Per questo ti diamo anche un consiglio speciale se vuoi goderti il lago (quasi) completamente indisturbato: vale la pena fare un'escursione in un giorno durante la bassa stagione, di prima mattina o verso sera.


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lunedì 21 settembre 2020

Verona, mamma, papà e figlia di 4 anni cadono dal ponte tibetano della Val Sorda

MARANO DI VALPOLICELLA  - Un'intera famiglia, composta da mamma, papà e figlia di 4 anni è caduta oggi pomeriggio, domeniva 20 settembre, poco dopo le 17, nel sentiero del ponte Tibetano che sovrasta la Val Sorda nel comune di Marano di Valpolicella. Allertati da altri escursioni immediatamente sono arrivati sul posto con l'elicottero di Trento Emergenza ed una squadra del soccorso alpino. I tre feriti sono stati recuperati e soccorsi e trasportati all'ospedale di Negrar. 
 

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mercoledì 16 settembre 2020

Tramonto a San Fermo percorrendo un'antica via del sale

La Via Saia” o “Anello Dovanelli - San Fermo - Agneto” è un lungo itinerario che separa in alta Val Borbera le valli Gordenella e Agnellasca. Il percorso ad anello, di cui percorreremo solo alcune tratte, segue un’antica “via del sale” lungo la linea di crinale che attraversa il Monte Saia. La denominazione “via del sale” (o “vie salarie”) è legata agli antichi percorsi del commercio che mettevano in comunicazione il mar Ligure con la pianura Padana: il sale, infatti, per le sue proprietà alimentari e di conservazione dei cibi, era la più preziosa e tassata delle merci trasportate.


Resti archeologici rinvenuti nell'area di Dova superiore confermano l’attraversamento della dorsale montuosa appenninica fin dai tempi dei “liguri iriati”, che circa 3000 anni fa si spinsero verso la pianura alla ricerca di nuove terre da colonizzare.

Le vie del sale sono quindi antichi percorsi che da secoli caratterizzano i territori che collegano entroterra e mare, ma come si sono evolute nel tempo? A questa e altre domande cercheremo di dare una risposta lungo il cammino, integrando le informazioni di carattere storico con quelle relative al paesaggio.

L'escursione, effettuata tra i colori e le luci del tramonto, renderà ancora più suggestivo il panorama che sarà possibile osservare da San Fermo, località in cui effettueremo il ristoro prima del rientro in camminata notturna verso Agneto.

PROGRAMMA
Partendo da Agneto (761 m s.l.m.), percorreremo il sentiero 257 che conduce in cresta attraverso un’antica mulattiera. Giunti alla radura di Pian degli Orsi (1065 m s.l.m.), dove si incrociano i sentieri 257 (per Agneto) e 258 (Dovanelli – San Fermo) di questo anello, proseguiremo lungo il sentiero 258 in direzione San Fermo. La linea di cresta offre scorci panoramici sia sulle valli Gordenella a est e Agnellasca a ovest, che sulla Val Borbera, offrendo un punto di vista privilegiato per l’osservazione del paesaggio e di alcuni vistosi fenomeni di dissesto di versante. Giunti a San Fermo, dove lo sguardo può spaziare a 360° sull’Appennino ligure-piemontese e sulle Alpi occidentali, effettueremo la cena al sacco.
Proseguiremo all'imbrunire lungo il sentiero 257 per Agneto, percorrendo il versante idrografico sinistro della Valle Agnellasca fino a chiudere l'anello.

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domenica 13 settembre 2020

Monte Bego dal Lac des Mesches


Il Monte Bego è una massiccia montagna , tozza e rocciosa , che domina la zona della cosiddetta Valle delle Meraviglie , presso Casterino in Alta Val Roya . La zona è celebre per le migliaia di incisioni rupestri preistoriche presenti su di un ampio territorio , a cui si può accedere solo accompagnati da guide . Questa via di accesso al monte però rimane fuori dal territorio off limits .

A Saint Dalmas de Tende si imbocca la strada per Casterino , raggiungendo l’ artificiale Lac des Mesches ( 1390 m. – attualmente svuotato per lavori ) , nei cui pressi si può parcheggiare . Al quarto tornantino dopo il lago si stacca la carrareccia per il Vallone de la Miniere che conduce alle strutture ricettive e poi si inoltra nel bel lariceto sempre in leggera pendenza . Si può seguire questa lunga strada fino al Refuge des Merveilles ( 2130 m. ) , oppure approfittare di diversi sentieri che tagliano nel bosco , abbreviando di poco il tragitto . Ad ogni modo , superati i primi laghetti si giunge al rifugio , costruito sul grande Lac Long Superieur . Si passa alla base della diga e , sull’altra sponda , si inizia a salire le ripidi pendici del Bego . Il sentiero è lungo , piuttosto faticoso ma non presenta difficoltà . Quasi in cima , spiana e ho trovato ancora un grande nevaio . Dall’anticima sembra che il tracciato costringa a seguire la rocciosa cresta che può presentare qualche difficoltà , ma sulla sinistra c’è invece un sentierino facile che aggira la cresta e conduce a pochi metri dalla vetta ( 2872 m. – ometto con bastone ) . I panorami dalla cima ( ma già dal sentiero di salita ) sono notevoli , sulla decina di laghi e laghetti circostanti e sulle maestose vette del circondario , come la Cime du Diable , il Grand Capelet , il Gelas , la Maledia , il Clapier e la Rocca dell’Abisso . Dopo una lunghissima sosta a godermi il sole ed i panorami , sono quindi ridisceso seguendo in buona sostanza lo stesso itinerario di salita , per un totale di circa 22 km , con 1500 metri di dislivello complessivo .

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mercoledì 9 settembre 2020

Domenica 13 settembre: Torrentismo lungo le Strette con aperitivo letterario a Boscopiano

EVENTO ANNULLATO!

Avete già programmi per domenica 13 settembre?
Se vi piace camminare 👣 vi suggeriamo l'escursione (con partenza alle 15:00) lungo le strette di Pertuso con la Guida Ambientale Escursionistica di BorberAmbiente
L’escursione consente di attraversare uno del “Luoghi della Memoria” della Resistenza partigiana e visitare l’area monumentale della Battaglia di Pertuso. Al termine dell'escursione (durata circa 3 ore) possibilità di partecipare alla rassegna letteraria "Bollicine di letteratura" (ore 18.30) che prevede una lettura interpretata in costumi d'epoca e un aperitivo a Boscopiano.

Prenotazione Tour e pagamento quota entro venerdì 11 settembre: Irene Zembo Tel. +39 328.1229709.
Quota: 12 euro adulti - gratis bambini /ragazzi fino a 10 anni.
Partecipazione a Bollicine di Letteratura con inclusa la degustazione di due Spumanti Brut della DOC Colli Tortonesi "Terre di Libarna" costo a persona € 10,00.
#novesedascoprire con l'app gratuita #VisitDN
Foto di @marci_locanda_pertuso

martedì 8 settembre 2020

Il Monte Antola di notte, escursione sotto le stelle nel parco

Sabato 12 settembre 2020


Il Monte Antola, che regala panorami molto suggestivi, è protagonista sabato 12 agosto 2020 (ritrovo alle ore 16.30) di una escursione notturna per ammirare le stelle e ascoltare i rumori dell'ambiente circostante tra flora e fauna, a cura delle guide di Escursionismo Liguria. Il Monte dei Genovesi è il primo attore di una escursione guidata dai due volti, dal giorno alla notte.

Genova -Presso Casa del Romano, baciati dal sole, si sale fra i prati dell’ampia dorsale, con spunti panoramici su località di fondovalle e sul lago del Brugneto. Una volta ammirato il tramonto è possibile contemplare la volta celeste, ma prima di riprendere la via del ritorno si scende al Rifugio Antola. Sulla via del ritorno, si può scoprire che camminare di notte è un'esperienza interessante: lungo il crinale, nel mezzo della faggeta, avvolti dall’oscurità si apprendono nuove informazioni, nuove sensazioni, nuove emozioni. Udito, tatto e olfatto entrano in gioco quando arriva la notte, il momento più bello per immergersi nei profumi, nei suoni e nelle suggestioni della natura… camminando. Ora le info per partecipare all'escursione notturna sull'Antola:

Tipologia itinerario: percorso escursionistico notturno;
Iscrizione obbligatoria entro le ore 22 di mercoledì 9 settembre oppure al raggiungimento del numero massimo previsto di partecipanti. Bisogna scrivere a questa e-mail specificando i seguenti dati: nome, cognome, numero di cellulare, codice fiscale e residenza. In caso di rinuncia, si prega di avvertirci tempestivamente;
Appuntamento ore 16.30 alla sella compresa tra Casa del Romano (GE) e il Passo Capanne di Carrega (Alessandria); rientro alle auto fine gita previsto per le 23.30 circa;
Cena al sacco e caffè al rifugio; difficoltà: E (Escursionistica); dislivello: + - 350 metri; durata della camminata: 5 ore circa, non comprensive delle soste con le spiegazioni delle Guide e cena al sacco;

Equipaggiamento consigliato: abbigliamento comodo e sportivo. Oltre alla torcia e all’equipaggiamento specifico per le escursioni notturne (ricordatevi spray o creme per proteggere la pelle dalle punture di zanzare), anche l’attrezzatura classica va rivista in ottica serale: in questo caso suggeriamo un capo caldo da indossare dopo il crepuscolo, quando la temperatura volge al fresco.

Enrico Bottino

Fonte

lunedì 7 settembre 2020

Il ghiacciaio dell'Adamello si ritira e restituisce il corpo di un soldato

Il militare sarebbe morto durante la prima guerra mondiale. I resti sono stati trovati da un escursionista avvolti nella bandiera tricolore.

AGI -  Il ghiacciaio dell'Adamello ogni anno perde metri di fronte e sulla cima del Cornicciolo di Presena, dove si è combattuta la 'guerra bianca' 100 anni fa, riaffiorano ricordi delle battaglie ma anche resti umani.



Così è accaduto ad un escursionista che sulla via del ghiacciaio si è imbattuto in un tricolore che spuntava tra il ghiaccio e la roccia nuda.
Avvolti nella bandiera a 2.900 metri, ha trovato i poveri resti di un soldato della prima guerra mondiale.

domenica 6 settembre 2020

Osprey lancia un concorso su Instagram: in palio un kit per avventure outdoor

Gli amanti del trekking e della montagna hanno la possibilità di pubblicare una foto su Instagram e di vincere i premi in palio: ecco come funziona l'iniziativa

Scenari mozzafiato, sport ad alta quota e tanta voglia di avventura. Sei un amante della montagna e del trekking? Con @OspreyEurope & @LowaUK puoi metterti in gioco su Instagram e avere la possibilità di vincere alcuni premi, fondamentali per le tue escursioni. Perché l’attrezzatura è parte fondamentale di un viaggio!

COME FUNZIONA – Il requisito fondamentale di questo progetto è essere social! Posta una foto delle tue fantastiche esperienze sui monti, durante un trekking o un hiking. Avrai l’opportunità di vincere un Osprey Archeon 25, lo zaino sostenibile da trekking, accessori vari e uno scarponcino da trekking di Lowa INNOX PRO GTX MID. Per partecipare, bisogna seguire su Instagram i profili @ospreyeurope & @lowauk. Pubblicare un post con una tua foto durante un trekking con questi #: #OspreyHikingAdventures e #LowaAdventures.

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sabato 5 settembre 2020

Escursionista 17enne muore nel Bresciano

Grave una 49enne bergamasca precipitata nel Trentino


(ANSA) - BRESCIA, 05 SET - Una ragazza di 17 anni è morta precipitando durante una gita in montagna. È accaduto lungo il sentiero che da Vezza d'Oglio porta al Lago Aviolo, in provincia di Brescia. Quando sono intervenuti i soccorritori la giovane era già morta. Avrebbe compiuto 18 anni tra 15 giorni.

    Una donna di Bergamo di 49 anni è invece stata elitrasportata in gravi condizioni all'ospedale Santa Chiara di Trento dopo essere precipitata per alcuni metri in parete sul Diedro Armani - Torre d'Ambiéz (Dolomiti di Brenta).

    La donna stava affrontando il quarto tiro da prima di cordata quando, per cause da accertare, è precipitata sbattendo violentemente sulla roccia e perdendo conoscenza. 

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giovedì 3 settembre 2020

La Ripida - Anello di Bruggi (AL)

Cascatelle del Curone
Zona geografica: Basso Piemonte/Alta val Curone
Località di partenza: Bruggi (AL, mt. 1023)
Sviluppo: Bruggi; pendici M.te Chiappo; M.te Garavé; Piani d'Inforca; Bruggi
Lunghezza percorso: km 10,8 circa
Tempo indicativo di percorrenza: 4,00 h.
Dislivello complessivo (+/-): 825/814 mt.
Segnavia: 116 fino alle pendici del M.te Chiappo; assente per un tratto; 105 fino al M.te Garavé; assente nell'ultima parte
Difficoltà: E/EE nelle parti non segnalate (difficoltà di orientamento)

Accesso in auto: da Tortona (uscita A7), avvicinarsi all'Iper Oasi attraverso, alternativamente, la tangenziale di Tortona ovvero la SR10. Dalla rotatoria nei pressi dell'Iper, seguire la SP99 fino a Castellar Guidobono, quindi tenersi a destra sulla SP100 della val Curone. Seguire la SP100 per circa 30 km; oltrepassata la località Garadassi (sede Comunale), prendere a sinistra la SP113 e seguirla fino al suo termine.
A Bruggi è possibile parcheggiare l'auto lungo il torrente Curone, nei pressi della Chiesa parrocchiale intitolata a San Rocco.

Sull'asfalto si passa davanti alla Chiesa di San Rocco, svoltando poco dopo, in prossimità di una fontana, verso destra su una sterrata. Si segue il segnavia 116, che si mantiene a sinistra ad un primo bivio, e si prosegue per una decina di minuti in leggera salita, fino ad incontrare un evidente bivio, a cui ci si tiene a destra (è presente una bacheca in legno con le indicazioni del sentiero 116).

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A un passo dalla vetta

martedì 1 settembre 2020

Camminatola


Due appuntamenti nel mese di settembre per conoscere e approfondire la biodiversità e le emergenze del Parco. Per queste iniziative l’accompagnamento da parte della Guida del Parco è gratuito (grazie al finanziamento del progetto Strategia Regionale Sviluppo Sostenibile). Prenotazione obbligatoria compilando il modulo on-line, n. massimo di partecipanti per ciascuna escursione 12 persone.

domenica 6 settembre - Il Sentiero dei Castellani

Da Vobbia seguiremo la Guida del Parco lungo il canyon del torrente, percorrendo il Sentiero dei Castellani fino a raggiungere il Castello della Pietra, arroccato fra due torrioni di roccia. Al termine dell’escursione visita guidata al Castello (€ 5,00 a persona). Prenotazione obbligatoria on-line

domenica 27 settembre - Sulle tracce del daino


In occasione della Giornata dei Sentieri Liguri 2020 con la Guida del Parco partiremo da Torriglia per percorrere un itinerario sulle tracce della fauna selvatica. Questa è la stagione degli accoppiamenti dei daini e nelle valli echeggia il caratteristico bramito accompagnato dal rumore degli imponenti palchi che si scontrano. Prenotazione obbligatoria on-line

Parco Antola

Il cammino di San Vicinio tra i monti dell'eremita

E' un percorso circolare di 280 km completamente immerso nella natura che incrocia i luoghi della vita del Santo


Ecco i numeri principali del Cammino di san Vicinio: 280 km la lunghezza, 2 regioni, 3 province, 10 piccoli Comuni (su 16 totali), 2 parchi. I beni culturali presenti sono 39, 20 tipicità, 362 strutture ricettive, 14.966  imprese, 1.251 associazioni. Il Cammino si sviluppa su 645,3 km quadrati e tocca una popolazione di 22.048 abitanti (su complessivi 156.968).

Quando giunse nella Valle del Savio dalla Liguria, San Vicinio scelse i boschi sul monte che oggi porta il suo nome per trascorrere una vita eremitica. Nel 303, quando la comunità di Sarsina era riunita per scegliere il proprio vescovo, un segno divino indicò al popolo il monte di San Vicinio, che per questo fu nominato pastore della diocesi Sarsinate. Eletto vescovo, il santo non abbandonò mai il monte, guidando la comunità dalla solitudine dei suoi boschi.


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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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