venerdì 19 gennaio 2018

Via del Sale, o Via del Mare, da Varzi a Portofino


La Via del Sale, o Via del Mare, è un trekking con alle spalle un passato importante. Il sale era un bene preziosissimo utile per la conservazione dei cibi; per questo motivo veniva trasportato dal mare oltre le montagne, fino alle zone più interne della pianura padana. La Via del Sale ripercorre quindi parte del tratto storicamente utilizzato dai mercanti, un sentiero antico di secoli.
La Via del Sale che andiamo a percorrere è quella che da Varzi va a Portofino, ma che può giungere anche a Sori, Recco, Camogli e Santa Margherita Ligure. La Via del Sale non è infatti un percorso con un inizio e una fine precisi.
  • É lunga 85km
  • Ha un dislivello in salita di 3.580m e in discesa di 4.000m
  • Da Varzi a Portofino sono necessari almeno 4 giorni di cammino
  • La segnaletica è ottima, composta sia da indicazioni CAI / FIE che da cartellonistica dedicata
  • Il tragitto è ben curato e pulito
Si parte dalla Valle Staffora, nel piccolo borgo medievale di Varzi, e si scavalca l’Appennino fino al mare. Nelle prime due tappe si è praticamente sempre sulla linea di confine che divide, o unisce, le province di Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, e con loro le quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria.
La via del sale non è un trekking adatto a tutti. La presenza di forti dislivelli e la scarsità di strutture e punti di ristoro lungo il percorso, ci fanno valutare il trekking come livello E, cioè Escursionistico.

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lunedì 15 gennaio 2018

Torino, bloccata da Facebook la mamma che sui social faceva "rivivere" il figlio morto in montagna

Cristina Giordana aveva anche discusso la tesi del suo Luca pochi giorni dopo l'incidente. "Quella pagina era la mia isola, un piccolo rifugio senza pretese"


Tragica gita in montagna: precipita appena raggiunta la cima



VERONA - Fine settimana con decine di incidenti in montagna a Nordest e 2 vittime dopo quella sul Pasubio di ieri, sabato 13. Una donna è morta oggi, domenica 14, cadendo dalla vetta del monte Plische nel gruppo del Carega al confine tra le province di  Verona e Vicenza. L'allarme è stato lanciato da un suo compagno di gita che l'ha vista scivolare nel vuoto appena  raggiunta la cima del monte, nei pressi della croce che la contraddistingue (vedi foto).

A raggiungere la donna, per primi, gli uomini del soccorso alpino e quindi i sanitari che non hanno potuto che constatare il decesso. Non si conosce ancora l'identità della vittima 

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Montagna tragica a NordEst, seconda vittima in poche ore: escursionista scivola e muore in un canalone sul Carega. Molti interventi per il Soccorso alpino

Montagna, una donna è morta in Trentino. Diversi incidenti 

 

 

giovedì 11 gennaio 2018

Colonia Capanne di Cosola (AL) - Rifugio delle 4 province


Risalendo in auto la Val Borbera sulla SP140, superato l’abitato di Cabella Ligure, il paesaggio si fa sempre più incontaminato. In un attimo ti trovi dalla pianura alla montagna, da una regione all’altra, da un clima all’altro. Le montagne cadono a strapiombo sulla strada, che continua a salire fiancheggiando sul lato opposto il torrente, fino al paese di Cosola, incastonato tra le pendici dei monti Ebro e Cavalmurone. Oltre Cosola, la salita diventa ancora più ripida e abbiamo davvero la sensazione di dirigerci verso una destinazione montana, tanto è lungo e tortuoso il percorso per arrivare al valico di Capanne di Cosola, a circa 1.500 metri di altitudine.

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Dove e Chi Siamo

lunedì 8 gennaio 2018

Domenica 14 gennaio: il bric delle forche da Varazze (SV)


Lunghezza dell’itinerario: km 12 circa
dislivello: 452 m
Ritrovo a Tortona Stazione F.S.
Difficoltà: E
PARTENZA ALLE ORE 7.45 DALLA STAZIONE F.S. DI TORTONA (AL)

Stupendo e interessante percorso che ci porta a conoscere il paesaggio alle spalle di Varazze. Boschi di castagno, macchia mediterranea e panorami unici sull’Isola di Bergeggi e il promontorio di Portofino. Scorci incantevoli che ci accompagneranno pian, piano sul pianoro in cui è stato costruito il santuario Croce di Castagnabuona.
Il percorso inizia in via san Francesco, a sinistra del torrente Teiro, con segnavia triangolo rosso pieno. Si risale a lungo la strada asfaltata fino alla frazione di Cantalupo e poi alla Crocetta. Si prosegue per sterrato e sentiero, in gran parte nel bosco, raggiungendo con qualche saliscendi la cima del Bric delle Forche su cui si trova una bella cappella dedicata a San Giovanni Bosco.

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venerdì 5 gennaio 2018

A.A.A. cercansi guardie per il Parco, tanta passione e zero retribuzione

La Spezia - Pochissimi e quasi tutti cacciatori. Il Parco di Montemarcello Magra Vara ha la necessità di ampliare il risicato drappello delle guardie volontarie: rimaste solo in 9, su un territorio vastissimo, in cui risultano autorizzati a cacciare quasi 300 selettori. Le guardie del Parco dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale, di salvaguardia e di tutela. Praticamente non ce ne sono. Il Parco corre ai ripari. Lo fa con un avviso pubblico, una selezione di interessati a partecipare al corso, grazie al quale si potrà rivestire l’incarico, che purtroppo non prevede benefici economici, e richiede – per contro – impegno e fatica.

Così prevede la legge, quella del 2004, sul servizio di vigilanza volontaria. Il corpo dei “guardia parco”, riveste un «ruolo strategico nell’ambito dei compiti istituzionali dell’ente, e risponde ad esigenze della collettività, relative alla legittimità, alla sicurezza, alla prevenzione e al monitoraggio del territorio». La figura riveste funzioni di polizia amministrativa.
Si tratta di pubblici ufficiali, quando sono in servizio, e hanno il compito di far osservare i regolamenti e le norme di comportamento. Devono fornire informazioni, concorrere alla protezione dell’ambiente, ma anche all’accertamento delle violazioni e ai comportamenti scorretti, applicando sanzioni amministrative pecuniarie.

Devono inoltre promuovere l’educazione ambientale, in collaborazione con il Parco, e vigilare sulle azioni di controllo faunistico, vale a dire sulle battute di quel tipo particolare di caccia che va sotto il nome di “selezione”, ma differisce di poco da quella normale. Semplicemente, a sparare sono i cacciatori che rientrano nell’elenco dei selettori.
La guardia del Parco collabora anche nelle operazioni di soccorso, in caso di calamità, e svolge servizio d’ordine, sul territorio. Deve quindi «possedere l’idoneità fisica allo svolgimento della funzione, essere predisposto al contatto umano e mantenere una condotta esemplare». Di norma, le guardie del Parco «escono in coppia, e devono garantire la loro disponibilità per una media di almeno dieci ore mensili».

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mercoledì 20 dicembre 2017

Si cerca un nuovo GESTORE per il Rifugio Elisa!


La Sezione Grigne del Club Alpino Italiano ha pubblicato sul proprio sito www.caigrigne.it il bando di gara per la gestione del rifugio Elisa, di sua proprietà.

Il piccolo rifugio Elisa deve il suo nome a quello della figlia di Evangelista Ferrario, socio del CAI Mandello che donò alla Sezione il terreno su cui erigere la costruzione. In quegli anni la frequentazione delle Grigne era assai di moda e molti si resero conto della necessità di avere una buona base d'appoggio nelle remote vallate del versante occidentale del massiccio.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, in seguito a un grande rastrellamento delle Grigne, nel novembre del 1944 il rifugio Elisa fu dato alle fiamme e distrutto. Ma già nel 1947 l’Elisa fu ricostruito.

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Montagna, 5 morti in pochi giorni sulle vette della Lombardia: "Il rigelo è la vera insidia"

Cinque morti in pochi giorni sulle montagne della Lombardia. E' il tragico bilancio del Soccorso alpino lombardo, aggiornato con la morte in ospedale di un uomo di 50 anni recuperato sul Grignone, deceduto per le conseguenze della caduta e del grave trauma cranico che aveva riportato scivolando in un canalone nella zona del rifugio Bietti. Sulla pagina Facebook della XIX Delegazione lariana del Cnsas lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) è continuo l'appello alla prudenza. "Poca neve e molto ghiaccio - si spiega descrivendo le condizioni delle montagne in questo periodo - sopra le nevicate degli ultimi giorni è piovuto e il rigelo ha formato uno strato di ghiaccio molto duro e insidioso. Le giornate terse invitano inoltre ad andare in montagna ma è opportuno farlo con grande attenzione".

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domenica 17 dicembre 2017

Incidente montagna, escursionista morto nel Bresciano

Un escursionista disperso dalle 19 è stato trovato senza vita sul Dosso Alto, nella zona del Monte Maniva, nel Bresciano. Le operazioni di recupero del cadavere sono state effettuate ai piedi di un canalone lungo il quale l'escursionista è scivolato.

Fonte

lunedì 11 dicembre 2017

Domenica 17 dicembre: "Sentiero delle vecchie fonti

Domenica, 17 dicembre 2017 escursione di gruppo a Fubine "Sentiero delle vecchie fonti" - 14 km collinari

Fonte

venerdì 8 dicembre 2017

La lunga marcia di Peter, settima tappa: macerie e rinascita

Peter Lerner, giornalista esperto di boxe, prosegue la sua marcia 400 km dal Tirreno all'Adriatico allo scopo di raccogliere fondi a favore delle zone devastate dal sisma. Ecco il film della settima tappa, testimonianza della voglia di reagire della popolazione (Idea/script di Michela Pellegrini e Peter Lerner. 

Il video 


La lunga marcia di Peter: l'arrivo ad Accumoli

 

 

 

Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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