giovedì 15 agosto 2019

Monte Bianco, alpinista muore cadendo in un crepaccio

Un alpinista lituano di 38 anni ha perso la vita ieri pomeriggio, attorno alle 17.30, sul versante francese del Monte Bianco. Fatale una caduta in un crepaccio per alcune decine di metri sulla cresta est della della Pyramide du Tacul, a 3.300 metri di quota.
Insieme a lui due compagni di gita, un uomo e una donna suoi connazionali. Uno è caduto nel crepaccio, ma è stato soccorso e si trova attualmente all’ospedale di Sallanches. La scalatrice è illesa. Al momento dell’incidente i tre non erano legati.
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Vigili del fuoco genovesi precipitati durante la scalata sul Monte Bianco, è morto Bruno Canepa



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lunedì 12 agosto 2019

Crollati due campanili di roccia in Dolomiti

Nella giornata di martedì 6 agosto due campanili di roccia sono crollati sulle Dolomiti dell’Alto Veneto. Il distacco si è verificato attorno alle ore 11.15 sul monte Franza in Val Visdende, nel bellunese.

Il boato e la ingente nube di polvere sollevata dalla frana hanno determinato un immediato intervento del soccorso alpino, per verificare che non fossero state coinvolte persone. Fortunatamente nessun ferito, solo danni al territorio. Il sentiero 135 che conduce in Val Popera è stato infatti interrotto.
Un evento che colpisce una vallata dolomitica già pesantemente ferita dalla tempesta Vaia dello scorso ottobre. Una delle poche oasi naturalistiche ancora preservate dal turismo di massa, che per anni ha richiamato appassionati di trek e mountain bike. La forza del vento che si è abbattuto sulla valle il 29 ottobre aveva causato, come nel resto dei boschi del bellunese, l’abbattimento di intere foreste.
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venerdì 9 agosto 2019

Mercoledì 14 agosto: Trekking a caccia di stelle cadenti

III edizione

Continuano gli appuntamenti notturni in Monferrato organizzati da Cammini DiVini & Nordic Walking Valcerrina. Per la vigilia di Ferragosto vi riproponiamo questa ormai classica passeggiata notturna alla ricerca di stelle cadenti. Un percorso naturalistico che da  Piancerreto di Cerrina arriva fino al territorio di  Odalengo Piccolo, attraversando frutteti, prati e boschi selvaggi; camminando su un tratto del prestigioso sentiero della Superga Crea. Durante il percorso con un pò di fortuna avvisteremo le stelle cadenti camminando sui sentieri in cresta alle colline.
Al termine della serata al Circolo Piancerreto Equipe, dopo le fatiche affrontate,  una pasta asciutta di mezzanotte e una bella fetta di anguria ci attenderà per concludere in dolcezza la serata!!!!
Il ritrovo è previsto alle ore 19,00 di martedì 14 agosto presso la sede  del Circolo di Piancerreto, nel Comune di Cerrina, per le iscrizioni. La partenza sarà alle ore 19,30.
Il tracciato quasi interamente su strade sterrate, ad anello di circa 12 km. con dislivello di + 400 m. per circa 4 ore di cammino, non è consigliabile ai principianti.

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Incidente sul Monte Bianco: guida valdostana gravemente ferita, cliente morta

AOSTA - La vittima è Giuditta Parisi, 47 anni di Montalcino, compagna della guida alpina di Courmayeur Gianfranco Sappa, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Ginevra. L'intervento di soccorso è stato condotto dal Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix.


Una guida valdostana della Società di Courmayeur, Gianfranco Sappa di 60 anni, è gravemente ferita, e la sua compagna,  in cordata con lui, Giuditta Parisi di 47 anni di Montalcino (Siena) è morta, in un incidente accaduto poco prima delle 14 di oggi, giovedì 8 agosto, sull’Aiguille Marbrée, nel massiccio del Monte Bianco. I due sono precipitati, assieme, per circa 150 metri, sul versante francese della montagna.
L’intervento di soccorso è stato condotto dal Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix. All’arrivo dei tecnici, per la donna non c’è stato nulla da fare, mentre la guida è stata portata in ospedale a Ginevra (Svizzera).
Secondo i primi riscontri della gendarmeria, a provocare l’incidente è stato un “ancoraggio che si è rotto, una corda che si è staccata”, ma “la causa non è ancora chiara”. Sono comunque esclusi crolli di rocce, sia legati al riscaldamento climatico, sia per effetto del passaggio di altri alpinisti (la via è molto frequentata).
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martedì 6 agosto 2019

Ghiacciai delle Alpi dimezzati in cento anni

La superficie complessiva che negli anni sessanta era di 527 kmq e ora è di 370 km: meno trenta per cento. Lo stesso accade in tutte le catene montuose. E la colpa è del cambiameto climatico



Roma, 5 agosto 2019 - Tra le prime vittime dei cambianeti climatici c'è la criosfera: i ghiacci e le nevi. nel lontano artico come sulle nostre montagne. "Nell'ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni" osserva Renato Colucci, glaciologo del Cnr. "I ghiacciai alpini si stanno ritirando a una velocità senza precedenti in migliaia di anni - spiega -. I ghiacciai delle Alpi sotto i 3.500 metri di quota sono destinati a sparire nel giro di 20-30 anni. Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza sotto questa quota". "Dalla metà degli anni ottanta, le temperature vanno solo in salita - prosegue Colucci, che è membro del Comitato glaciologico italiano -. Fino ad allora, anche sotto i 3.000 metri, d'estate rimaneva sempre un pò di neve sopra il ghiaccio, che lo preservava e creava la riserva necessaria per formarne di nuovo. Ma oggi, osserviamo spesso la quasi completa asportazione del manto nevoso in estate. Il ghiaccio rimane esposto al sole e si fonde. Se prendiamo la media delle temperature degli ultimi 15 anni, questa non è compatibile con l'esistenza di ghiacciai sotto i 3.500 metri".

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Incendi in Siberia, il fumo raggiunge gli Usa. Groenlandia, maxi fusione dei ghiacci

Giovane alpinista della provincia di Como muore sul Monte Bianco

Secondo la ricostruzione fornita dal compagno di cordata, il ragazzo si sarebbe slegato poco prima della caduta. Illesi gli altri scalatori


Como, 5 agosto 2019 - È un ventenne della provincia di Como, lo scalatore morto nella serata di domenica 4 agosto dopo essere precipitato dal massiccio del Monte Bianco. Il ragazzo, insieme a un amico, aveva appena terminato un'arrampicata complessa sulla Cresta del Brouillard. Secondo le prime ricostruzione fornite dal compagno, con lui al momento dell'incidente, il giovane si era slegato e non era in cordata. E ad avvertire il soccorso alpino è stato proprio l'amico che si trovava con lui.

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lunedì 5 agosto 2019

Lui non vede e lei non cammina, ma insieme esplorano le montagne



Loro sono Trevor & Melanie, lui non vede, lei non cammina. Ma insieme, uniti da una profonda amicizia, scalano le montagne. Sul loro seguitissimo profilo Instagram si presentano così: “Un viaggio di intenti comuni tra due amici, uno che non può vedere e uno che non può camminare.” Melanie ha 29 anni e ha una grave malformazione che prende il nome di spina bifida, a causa della quale vive sulla sedia a rotelle fin da piccola. Trevor, il suo inseparabile compagno di avventure, ha 42 anni e da 5 non vede più. Un glaucoma lo ha infatti reso cieco. Ma i due temerari non hanno rinunciato alla vita e nemmeno all’avventura, e dopo essersi conosciuti per caso a un corso, hanno scoperto di amare entrambi sconsideratamente le attività all’aria aperta. Melanie durante l’infanzia era abituata ai campeggi e alla natura mentre Trevor, da sempre appassionato di sport all’aria aperta, ha continuato a praticarli anche dopo aver perso la vista. Una passione, la loro, che li ha uniti profondamente.

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"Se la vita mi presenterà il conto sarò contenta di aver fatto tutto quello che desideravo"

Su Facebook il "testamento" dell'alpinista morta a 28 anni sulle Alpi Pennine

"La vita va vissuta al 100%, senza risparmiarsi. Se in futuro mi si presenterà il conto sarò comunque felice di aver fatto tutto ciò che desideravo. Senza rimpianti". Valentina Mora, 28 anni, lo scriveva due settimane fa a chi le diceva di stare attenta, a usare prudenza mentre si avventurava sulle vette che tanto amava. Ma lei, originaria di San Maurizio d'Opaglio, nel Novarese, non riusciva a stare lontana dalla montagna, dall'emozione della scalata e dalla felicità di raggiungere la vetta, che cristallizzava nella memoria con un sorriso e una foto che condivideva sui social.
Proprio la sua passione, sabato, le è costata la vita. La giovane, specializzata in informatica, aveva fatto dello sport un compagno di vita, e come suo padre, che ha un'officina in paese, amava le escursioni in alta quota specialmente in solitaria. Tutti conoscevano la sua passione: la vedevano ogni giorno allenarsi tra i boschi e per le vie del paese da sola.
E sola era partita sabato mattina dal rifugio Andolla, nella Valle Antrona per raggiungere la vetta, ma quando la sera non è tornata i familiari hanno lanciato l'allarme. Hanno intuito subito che qualcosa non era andato per
il verso giusto: Valentina sarebbe dovuta tornare per cena.

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sabato 3 agosto 2019

Domenica primo settembre: Attraverso il Neirone / Attraverso Festival / Gavi (AL)

Cascata del Neirone              
Domenica 01 settembre 2019 / h. 21:00
ATTRAVERSO IL NEIRONE
Presentazione del documentario.
Produzione di Attraverso Festival e Aree Protette dell’Appennino Piemontese
Con la collaborazione del Consorzio Tutela del Gavi

Si ringrazia Film Commission Torino Piemonte
Teatro Civico, Gavi (AL)
INGRESSO LIBERO



A pochi passi dal borgo di Gavi e dei suoi famosi vigneti, sulle pendici nord della collina del Forte, c’è l’oasi naturalistica del rio Neirone, un luogo di straordinaria wilderness, per il microclima che favorisce un ambiente ricco di specie autoctone, e per lo scenario naturale, fatto di cascate che corrono su rocce tufacee, di enormi ruote di mulino alimentate dalle acque. Ma è anche un luogo della memoria contadina, perché in quella zona, nei secoli passati, erano presenti micro appezzamenti contadini, volti ad un’economia di sussistenza, indipendente dalle grandi proprietà fondiarie: un luogo libero, di lavoro e di fatica, ma anche un fantastico manuale di formazione a cielo aperto per i ragazzi del luogo, quasi una sorta di versione appenninica di Stand By Me.

Con l’ultimo testimone oculare di questa storia locale, e con l’aiuto di archivi fotografici, è stato pensato e realizzato dal Festival Attraverso e dalle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, con il sostegno del Consorzio Tutela del Gavi, “Attraverso il Neirone”, documentario che ripercorre i sentieri della memoria, sulle rive di un torrente che cambia la sua natura, così come è cambiato il mondo intorno, presentato per la prima volta in occasione di Attraverso Festival.


Attraverso uno spaccato di microstoria locale, l’intreccio tra ambiente naturale e lavoro umano, e le continue modificazioni a cui è sottoposto l’ambiente. Insieme al Parco dell’Aree Protette dell’Appennino, si sono raccolte le memorie contadine, per confrontarle con la realtà attuale dei luoghi, tra oasi naturali e paesaggi vitivinicoli che sono diventati patrimonio dell’Umanità.

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venerdì 2 agosto 2019

La Via Saia e il torrente Gordenella

Per la Pro Loco di Cabella Ligure:

"ESCURSIONE A TAPPE LUNGO LA VIA SAIA E IL TORRENTE GORDENELLA SULLE TRACCE DEI POPOLI LIGURI E DI UN ANTICO LAGO MEDIOEVALE"




LA VIA SAIA
“La Via Saia” o “Anello Dovanelli - San Fermo - Agneto”, è un itinerario di circa 18 Km che separa in alta Val Borbera le valli Gordenella e Agnellasca. Recentemente inserito nella rete del patrimonio escursionistico regionale (sentieri n. 257, 258, 258a e 258b), il percorso segue un’antica “via del sale” lungo la linea di crinale che attraversa il Monte Saia. La denominazione “via del sale” (o “vie salarie”) è legata agli antichi percorsi del commercio che mettevano in comunicazione il mar Ligure con la pianura Padana: il sale,
infatti, per le sue proprietà alimentari e di conservazione dei cibi, era la più preziosa e tassata delle merci trasportate. Esistono moltissime vie del sale che, partendo dal bacino portuale genovese, risalivano la dorsale appenninica per scendere poi in Piemonte, Lombardia ed Emilia attraverso valichi e linea di cresta. Queste strade senza dubbio disagevoli, poco sicure e in certi periodi dell’anno rese impraticabili dalle piogge, non venivano usate solo per il trasporto del sale, ma anche per quello di vino, olio, riso, cereali, frumento, castagne, formaggi, carne salata, pesce, noci, spezie, legname, carbone, fibre tessili e coloranti. Resti archeologici rinvenuti nell’area di Dova superiore confermano l’attraversamento della dorsale montuosa appenninica fin dai tempi dei “liguri iriati”, che circa 3000 anni fa si spinsero verso la pianura alla ricerca di nuove terre da colonizzare.
Le vie del sale sono quindi antichi percorsi che da secoli caratterizzano i territori che collegano entroterra e mare, ma come si sono evolute nel tempo? A questa e altre domande cercheremo di dare una risposta lungo il cammino, integrando le informazioni di carattere storico con quelle relative al paesaggio.

PROGRAMMA MATTINO (9.30 – 13.00)
Partendo da Dova inferiore (900 m s.l.m.), percorreremo il sentiero 258a che conduce in cresta attraverso un’antica mulattiera. Giunti alla radura di Pian degli Orsi (1065 m s.l.m.), dove si incrociano i sentieri 257 (per Agneto) e 258 (Dovanelli – San Fermo) di questo anello, proseguiremo lungo il sentiero 258 in direzione San Fermo. La linea di cresta offre scorci panoramici sia sulle valli Gordenella a est e Agnellasca a ovest, che sulla Val Borbera, offrendo un punto di vista privilegiato per l’osservazione del paesaggio e di alcuni vistosi fenomeni di dissesto di versante. Giunti a San Fermo, dove lo sguardo può spaziare a 360° sull’Appennino ligure-piemontese e sulle Alpi occidentali, effettueremo la pausa pranzo (1 h ca).

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domenica 28 luglio 2019

Atleta norvegese uccisa da fulmine durante corsa in Alto Adige

Incidente in val Sarentino alla Suedtirol Ultra Skyrace. La vittima aveva 45 anni

BOLZANO - Un'atleta norvegese di 45 anni è stata uccisa da un fulmine durante la Suedtirol Ultra Skyrace, una gara di corsa in montagna di 121 chilometri con partenza e arrivo a Bolzano. L'incidente si è verificato nei pressi del lago di San Pankrazio, sopra Campolasta, in val Sarentino. Lo comunica la Centrale provinciale emergenza.

L'incidente si è verificato, verso le ore 19.15, durante un temporale nei pressi del lago di San Pancrazio, a 2.100 metri di quota, sulle montagne tra la val Sarentino e la val Passiria. Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino e l'elisoccorso Pelikan 1. Inutile la corsa in ospedale a Bolzano, dove la donna è deceduta.


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giovedì 25 luglio 2019

Cervino: morti due scalatori, una guida alpina e il suo cliente

L’incidente sul lato svizzero del monte. Precipitati da un’altezza di 4.300 metri: una roccia si è staccata e li ha travolti

Due alpinisti sono morti sul versante svizzero del Cervino. Si tratta di una guida alpina e di un suo cliente, di cui è in corso l’identificazione. Sono precipitati nel vuoto da un’altitudine di circa 4.300 metri. Si trovavano nel settore denominato Keuzsatz, equipaggiato con corde fisse, quando una roccia si è staccata e li ha travolti. L’incidente è avvenuto mercoledì mattina. Il pericolo legato alla caduta di pietre non ha permesso ai soccorritori di intervenire prima della serata. Le due vittime non sono di nazionalità italiana, secondo quanto riferito all’Ansa da un portavoce della polizia cantonale del Vallese.

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martedì 23 luglio 2019

Pic‑nic agli antichi mulini di Tonno, escursione tra borghi e laghetti nell'Antola

Un'escursione per andare alla scoperta del borgo di Tonno e della storia degli antichi mulini, in compagnia del Parco Antola e del Consorzio rurale locale. Appuntamento domenica 4 agosto 2019, per tutta la giornata. Partendo da Tonno, un facile percorso, adatto anche ai bambini, conduce ai resti dei Mulini sul Rio di Tonno: le sue acque cristalline, un tempo vitali per il lavoro dei mulini a servizio dei paesi, rappresentano un habitat naturale di elevato pregio naturalistico.
Genova -La tematica affrontata è quella legata all'acqua, sia a livello naturalistico che storico e culturale, con un approfondimento sul funzionamento e la storia dei tanti mulini presenti in ValbrevennaPic-nic campestre presso i laghetti a base di prodotti locali a cura del Consorzio rurale Tonno. Al rientro, sosta alla fonte della Moia (sorgente perenne chiamata "della salute") e visita al borgo di Tonno con merenda finale.
Genova -Luogo di ritrovoTonno (Valbrevenna) alle ore 10. Rientro previsto a metà pomeriggio. Durata: giornata intera (tempo di percorrenza 2h circa). L'accompagnamento è a cura dell'Ente Parco Antola. Costo: 15 euro a persona (accompagnamento + ristoro). Per informazioni e prenotazione obbligatoria entro venerdì 2 agosto contattare l'Ente Parco Antola tel. 010 944175.
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lunedì 22 luglio 2019

Recuperato l'alpinista piemontese ferito in Pakistan

A dare la notizia il compagno di cordata, Cala Cimenti

E' stato recuperato all'alba da un elicottero messo a disposizione dalle Autorità pachistane Francesco Cassardo, l'alpinista torinese rimasto ferito mentre scendeva il Gasherbrum VII. Sarà portato a Skardu. A darne notizia il compagno di cordata Cala Cimenti che si è occupato delle prime operazioni di soccorso. I due erano stati raggiunti a piedi da altri due loro colleghi partiti dal campo base, che hanno poi portato il ferito più a valle. Ora i 3 ridiscenderanno a piedi.
Dopo l'incidente Francesco Cassardo era stato portato più a valle. I soccorritori, dopo avere raggiunto a piedi il punto in cui si trovava insieme a Cala Cimenti, che aveva trascorso la nottata con lui, hanno improvvisato una slitta per il trasporto. Il gruppo ha poi raggiunto il luogo in cui Cimenti aveva lasciato la tenda prima di affrontare il Gasherbrum VII. 
"Don, Janusz e Jaroslaw hanno fatto un miracolo". E' il messaggio attribuito al russo Denis Urubko, uno dei soccorritori dell'alpinista torinese Francesco Cassardo rimasto ferito in Pakistan.
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venerdì 19 luglio 2019

ONLINE LA NUOVA APP “I SENTIERI DELL’OLTREPÒ PAVESE”

La Via del Sale, Via degli Abati, il Cammino di San Colombano sono solo alcuni degliitinerari dell’Oltrepò Pavese, un territorio meraviglioso e ricchissimo di opportunità per chi ama viaggiare a piedi e in bici.
Oltre 500 chilometri di sentieri, piste ciclabili e ippovie per apprezzare a 360° l’esperienza escursionistica nell’Alto Oltrepò.
ItinerAria ha rilasciato la nuova App “I Sentieri dell’Oltrepò Pavese” che include gliitinerari a tappe, oltre 100 itinerari giornalieripunti di interesse e strutture d’accoglienza.
Grazie all’App è possibile orientarsi con facilità anche lungo i percorsi sprovvisti di segnaletica. La mappa interattiva consente, infatti, di visualizzare la propria posizione sul percorso tramite il GPS del dispositivo e la App funziona anche senza connessione internet: le mappe, le tracce GPS, i punti d’interesse e i servizi possono essere precaricati sul telefono per poter avere tutti i contenuti disponibili anche offline.
In caso di distrazione un allarme sonoro avvisa se ci si allontana dal percorso ed è possibile segnalare eventuali problemi sugli itinerari comunicando la propria posizione GPS.
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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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