martedì 21 novembre 2017

Camminare in compagnia, viaggiare a piedi

Organizziamo viaggi a piedi, viaggi con l’asino, cammini per bambini, viaggi a vela e scarponi,
cammino profondo, esperienze di meditazione, trekking, turismo responsabile.

 

 

Calendario Cammini 2018

 

I nostri viaggi

 

Dal Blog

 

 

venerdì 17 novembre 2017

PASSO dopo PASSO: sito rinnovato


Abbiamo rinnovato il sito di PASSOdopoPASSO, attivo da Novembre 2017 per offrirti maggiori informazioni e aggiornamenti sulle nostre attività e con uno sguardo a tutto quello che ti appassiona. Diviso in tre sezioni: generale (Tour and Treks), Sezione Fotografica e Sezione Umanitaria, per arrivare velocemente a ciò che ti interessa. Buona navigazione!!

Inaugurazione a Persico Dosimo (CR)

Ladakh: Trekking nella Zanskar Valley

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Prossima escursione

lunedì 13 novembre 2017

Oasi Bosco Negri (PV)


L'Oasi Bosco Negri era un terreno di proprietà privata sin dalla fine del secolo scorso, nel 1968 viene lasciato in eredità al Comune di Pavia da Giuseppe Negri, un cittadino pavese grande amante della natura. In seguito ai danni di un violentissimo nubifragio nel 1988 viene dato in gestione alla Lipu che lo trasforma in un Oasi naturalistica attrezzata, attraverso un accordo con il Comune Pavia.

L'Oasi è anche individuata come Riserva naturale orientata, all'interno del Parco regionale lombardo della Valle del Ticino.

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Aiuta l'Oasi

Attività al Bosco Grande e al Bosco Negri

 

Eventi all'Oasi Lipu Bosco Negri settembre - dicembre 2017

 

ANELLO DEL SICCOMARIO - P5

 

Descrizione dell'itinerario

Alle porte di Pavia, a ridosso del Canale Gravellone (originariamente ramo secondario del Ticino), si trova il Bosco Negri, zona naturalistica di interesse botanico-forestale, inserita tra la periferia della città e le aree destinate all’'agricoltura. Il bosco, che copre una superficie di circa 30 ettari, assume importanza come oasi di sosta e rifugio per molte specie faunistiche; oltre a diversi mammiferi (Lepri, Scoiattoli e Ricci) vi si trovano numerosi anfibi, tra i quali i più diffusi sono: la Rana verde, la Rana dalmatina, la Rana di lataste, il Rospo smeraldino, la Raganella e il Tritone crestato. L'’ornitofauna è molto ricca e viene costantemente monitorata e conservata grazie all’azione degli operatori del Centro LIPU, a cui è affidata la gestione della riserva. La vegetazione arborea è costituita da esemplari di Farnia, Pioppo nero, Pioppo bianco, Olmo minore e Ontano nero. Lasciato alle spalle l’abitato di Pavia e il Bosco Negri, il sentiero del Siccomario percorre tutto l’Argine Maestro sulla sponda destra di Ticino. La strada alzaia è scandita dai vecchi caselli d’argine in mattoni e offre inaspettati e rilassanti panorami sulle coltivazioni tipiche della bassa padana. In prossimità della confluenza del fiume Ticino con il Po, il sentiero lambisce la cosiddetta “Grande Foresta” di Travacò Siccomario, un’'imponente opera di rimboschimento con specie forestali autoctone, voluta dalla Regione Lombardia nell’'ambito di un programma di finanziamenti che prevedono il progressivo ritorno di alcuni lembi di foresta nella Pianura Padana: in un territorio ormai semplificato dalla scomparsa di numerosi ecosistemi, il progetto ha ricostruito i diversi ambienti tipici di queste zone di golena: aree a bosco igrofilo, radure e lanche.

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martedì 7 novembre 2017

Trekking all’Alpe Devero: leggenda del Lago delle Streghe e foliage


Questo caldo autunno riserva belle sorprese per chi infila le scarpe da trekking e va per sentieri di montagna.
Colori intensi e cielo cristallino fanno da cornice a giornate indimenticabili.
Oggi andiamo in un posto adatto a grandi e piccini, sportivi e pigroni: l’Alpe Devero, tra foliage intenso e laghetti cristallini, uno in particolare nato da una leggenda fiabesca, il Lago delle Streghe.

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L'Alpe Devero e i colori dell'autunno (video)

Parco dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero

domenica 5 novembre 2017

Nasce l’Atlante digitale dei cammini per visitare l’Italia senza fretta


Una rete di sentieri, percorsi, tratturi, strade asfaltate che attraversa l’Italia come fosse un sistema venoso. E’ l’Atlante dei Cammini che dal 4 novembre è online sul sito del ministero dei Beni culturali (www.camminiditalia.it). Un modo nuovo per incentivare il turismo lento e far conoscere una parte del Belpaese che sta ai margini dei classici itinerari di visita, ma è altrettanto bella. Nel portale ci sono le mappe con relative informazioni su distanza, segnaletica, snodi relative a 41 Cammini. È, però, soltanto l’inizio: la geografia dell’andare senza fretta e in modo sostenibile è ben più vasta e quelli inseriti per il momento nell’Atlante sono i percorsi che avevano le carte in regola secondo gli standard internazionali.

Undici requisiti di ammissione
Il progetto nasce nel 2016, l’anno che il ministero dei Beni culturali ha dedicato ai Cammini. L’idea del portale per valorizzare 6.600 chilometri di itinerari naturalistici, culturali, religiosi, storici viene sviluppata da un comitato composto dal ministero, le regioni, le province autonome e l’Anci (l’associazione dei comuni). Vengono messi a punto 11 criteri che ogni Cammino deve soddisfare per essere inserito nell’Atlante digitale. Dagli enti locali sono arrivate 113 proposte, ma solo 41 hanno per ora superato il vaglio.

Dalla via Appia al sentiero dei briganti
Nel portale ci cono i Cammini dedicati ai santi, come quello di San Francesco o di San Benedetto, il Cammino di Dante, che attraversa i luoghi dove il Sommo poeta visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, quello dei briganti, come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, quello della Pace, che ripercorre i luoghi della prima guerra mondiale. Eppoi ci sono i Cammini più conosciuti , come la via Appia o la via Francigena, per i quali i Beni culturali ha stanziato 60 milioni di euro per miglioramenti infrastrutturali (per esempio, la segnaletica) e l’adeguamento degli itinerari ai modelli internazionali.

Al bando la fretta
La parola d’ordine è: turismo lento e sostenibile. I Cammini, infatti, si inseriscono nel più generale progetto, delineato dal Piano strategico 2017-2022, di un’Italia visitabile a piedi, a cavallo, in bicicletta, lungo le ferrovie storiche o su quelle dismesse (in treno o in ferrociclo). Una rete capillare e spesso interconnessa fatta non solo di itinerari, ma anche di punti di ristoro, pernottamento e assistenza per camminatori e ciclisti (da qui l’iniziativa di recupero delle case cantoniere e dei beni demaniali inutilizzati) e di spazi dedicati all’artigianato, all’enogastronomia e alla più generale conoscenza dei territori che si attraversano.

Non una vacanza ma un’esperienza
«È un progetto pensato - ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini - per quanti vogliono, e sono sempre di più, vivere il nostro Paese, andando al di là di una semplice vacanza. Per i visitatori che amano immergersi in quel patrimonio diffuso di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che rappresentano l’essenza dell’Italia. Dobbiamo programmare queste trasformazioni, pensarle con almeno due anni di anticipo per poterle realizzare per bene. Posso già dire che dopo il 2018 dedicato al cibo, il 2019 sarà l’anno del turismo sostenibile. Qualcuno dirà: “ma ci sono le elezioni”. È vero, ma chi verrà dovrà assumersi la responsabilità di continuare o lasciar perdere».

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venerdì 3 novembre 2017

I LUOGHI FANTASMA DELLA VALLE SPINTI (AL)

Alla scoperta delle ville nelle Pineta Vallebona e dei ruderi di Cà di Sasso



PAESI FANTASMA: ville abbandonate in località "Pineta Vallebona"; Cà di Sasso 
RAGGIUNGIBILI DA: Varinella; Sasso Inferiore
TEMPO DI PERCORRENZA: circa 45 minuti per le ville; circa 15 minuti per Cà di Sasso
SEGNAVIA: nessuno, sterrata evidente in entrambi i casi

Ci sono luoghi dei quali si viene a conoscenza un po' per caso: mi è capitato, lo scorso mese di ottobre, di tenere una serata sui paesi abbandonati a Varinella, località della valle Spinti, dove sono stato invitato dal Circolo ARCI Varinellese per presentare i miei libri assieme al "mitico" Paolo De Lorenzi. Nel corso della bellissima serata (svoltasi, peraltro, nella splendida cornice del ristrutturato ex-asilo), parlando con le persone intervenute, sono venuto a conoscenza dell'esistenza di due luoghi fantasma nelle vicinanze. Neanche a dirlo, siamo tornati a casa e la mattina dopo eravamo già pronti per andarli a visitare.
Raggiungiamo Varinella e parcheggiamo accanto alla chiesa di S.Eusebio, nella stradina che conduce al circolo. Indossiamo scarponi e zaino e ci incamminiamo, cercando di tenere a mente le indicazioni che la sera prima avevo strappato ai varinellesi (grazie, in particolare, a Mauro).
Percorriamo la via principale di Varinella in direzione sud-est, fino all'intersezione con la provinciale della valle Spinti, che attraversiamo per proseguire su una stradina asfaltata, indicata come "strada della pineta", che avanza pianeggiante nei primi metri, prima di prendere a salire dolcemente e, oltrepassate alcune abitazioni, raggiungere una sbarra che impedisce il transito.
Aggiriamo la sbarra, proseguendo sulla stradina che ora si fa sterrata e regala alcune piacevoli viste in direzione del Santuario di Monte Spineto: dopo un tornante, la vista si apre in direzione della Valle Spinti e arriva fino a Variana, regalando un insolito scorcio sulla vallata, mentre sui tronchi degli alberi ogni tanto compare qualche segnalazione bianco-rossa.

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giovedì 2 novembre 2017

Maloja: sulle orme dei contrabbandieri

Andiamo a Maloja Pass. Le storie di contrabbando tra Italia e Svizzera assumono nei territori di montagna contorni da leggenda. Camminando spesso si incontrano persone, e molte di loro hanno qualcosa da raccontare a riguardo: storie di tempi che furono, non più attuali (o forse no).

E’ diverso tempo che non aggiorno la pagina “blog” di questo sito. Me ne dispiaccio, faccio mea culpa ma tante cose per la testa hanno distolto energie e soprattutto la voglia dallo stare davanti al computer. Oggi piove, sono abbastanza annoiato, per cui posso dedicarmi alla montagna vista anche attraverso lo schermo del pc senza avere sensi di colpa

Parlare di contrabbando in montagna significa parlare di povertà e cultura. E’ stato un fenomeno molto diffuso in passato. Fenomeno che oggi continua ad alimentare l’immaginario collettivo, attraverso canzoni (come non citare De Sfroos), opere d’arte (conoscete la città dipinta e la storia del mitico Lasco? Il brigante che terrorizzava la Valsassina è realtà o pura invenzione?), diversi itinerari tematici.

ACCESSO: si arriva in Engadina, da sud, passando da Lecco, proseguendo lungo la val Chiavenna e seguendo le indicazioni per Saint Moritz ed il passo del Maloja. Dopo la dogana, all’altezza di Bondo, il pizzo Cengalo è venuto giù. I lavori per il rifacimento della strada sono impressionanti (non si esclude possa venire giù altro materiale…). L’accesso non è chiuso, si va a senso alternato su di una deviazione che attraversa Promontogno. Vedendoli così non credo impiegheranno poco tempo prima di ripristinare in toto la cantonale. Ai semafori due cartelli indicano il tempo massimo di attesa, 30 minuti andando in direzione nord. Viceversa 15 minuti.

Già in val Bregaglia il panorama è affascinante, una volta raggiunto il passo del Maloja la visuale si apre anche sull’Engadina. Il parcheggio per iniziare la nostra facile escursione è prima dell’abitato di Maloja, in fondo alla stradina che dall’ultimo tornante si stacca sulla destra. Il parcheggio è indicato: Salecina (si tratta di un centro di formazione, casa vacanze autogestita). Una volta parcheggiato si attraversa la diga e lì inizia il sentiero, in breve varcata una porta di legno.

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A passo lento




martedì 31 ottobre 2017

Gran Paradiso, frana gigantesca si stacca dalla montagna e punta verso Cogne




Una gigantesca frana si stacca dalla punta Pousset, nel massiccio del Gran Paradiso, e punta verso le case di Cogne, in Val d'Aosta: il crollo è avvenuto oggi alle 12,17, seguito da un altro alle 12,43. Un'imponente nube di polvere ha raggiunto prima Epinel e poi Cretaz, Cogne e Gimillan. Nel video pubblicato da Mattia Abram su Youtube, ripreso dalla frazione di Epinel, la montagna crolla provocando un'enorme nube di roccia polverizzata che si allarga sull'abitato.

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lunedì 30 ottobre 2017

La presidente del Parco: "Una monorotaia per il monte Antola"

Obiettivo, agevolare l'ascesa anche ai disabili

 


PROPATA (GE) - La notizia è giunta durante la trasmissione di Viaggio in Liguria in onda come ogni settimana su Primocanale: ""Stiamo pensando alla costruzione di una monorotaia per raggiungere più facilmente il monte Antola o almeno il sottostante rifugio".
A dirlo è stata direttamente la presidente dell'Ente Parco, Daniela Segale. Al momento è solo un'idea che nei prossimi mesi diventerà progetto valutando la partenza: "Dovremo capire quale percorso risulti più agevole a fronte anche dei costi. Per questi, saranno decisivi i contributi europei" ha proseguito Daniela Segale.

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giovedì 26 ottobre 2017

Urbe, Melis: "Toti rinvia la pratica dell’annessione al parco Beigua; forzatura politica incomprensibile"

Lo dice il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

"Dove non è arrivata la burocrazia, ci ha pensato la politica a fermare, almeno temporaneamente, la pratica per l’annessione del comune di Urbe al parco della Beigua. Lo ha fatto con poche righe all’interno di una delibera di Giunta del 18 ottobre con la quale viene ufficialmente rinviata la valutazione della variante del piano integrato, in attesa di ulteriori di approfondimenti. Non è difficile vedere dietro questa ultima forzatura la pressione di parte del centrodestra regionale per fermare quella che sarebbe una grande occasione economica e turistica per l’intero territorio e su cui tutti i pareri tecnici hanno espresso parere favorevole" commenta Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.

"La Regione Liguria ha in mano questa pratica da inizio giugno e il procedimento di osservazioni si è concluso il 30 agosto. Da quel momento Toti ha 90 giorni per arrivare all’approvazione, con scadenza a fine novembre. Il timore è che si stia cercando di fare tutto il possibile per far decadere i termini e vanificare così un percorso di annessione che rappresenterebbe un volano enorme in termini di potenziali ricadute turistiche ed economiche, grazie a un brand universale come quello dell’Unesco. In caso di stop, la Regione rischia di dover fare i conti con possibili, evitabili, impugnative".

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Parco Naturale Regionale del Beigua 


Beigua UNESCO Global Geopark

 

 



Si cerca un GESTORE per il Rifugio Scarpa - Gurekian!


La Sezione Agordina del Club Alpino Italiano cerca gestore per il proprio Rifugio Scarpa - Gurekian all'Agner. Chi fosse interessato può fare richiesta inviando il proprio curriculum all'indirizzo: C.A.I. Sezione Agordina Piazzale Marconi, 13 32021 Agordo (Belluno) oppure all'indirizzo di posta elettronica: agordo@cai.it entro il 31 dicembre 2017.

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lunedì 23 ottobre 2017

Domenica 29 ottobre: da Santa Margherita a Portofino (GE) andar per costa

Lunghezza del percorso: Km 13
Dislivello: m 150

Una stupenda passeggiata che  nella prima parte, da Santa Margherita a Paraggi ci farà stare con i piedi sopra al mare per respirare in sintonia con il frangersi delle onde. Nella seconda parte, la pedonale da Paraggi a Portofino, sarà il  colore del mare che nelle vivaci tonalità dei blù ingentilirà i nostri stati d’animo. La pedonale Paraggi—Portofino è l’ultima volta che la vedremo così com’è.  In una prospettiva di valorizzazione  prestissimo diventerà il Sentiero dei baci,  arricchito da  un tunnel dell’amore,  un ponte sospeso, una casa sull’albero ed altro ancora.

Ed infine... ma solo per esagerare, nel ritorno a Santa Margherita  visiteremo VILLA DURAZZO.

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martedì 17 ottobre 2017

Domenica 22 ottobre: Escursione tra Vigne e Castelli – Il gran Sentiero del Barolo

Siamo nel territorio di produzione di grandi “cru” di lunga vita e robustezza grazie all’origine geologica dei terreni di queste colline. Partendo dallo storico insediamento di Castiglione Falletto si percorre parte del sentiero BAR TO BAR che attraversa le zone di produzione di grandi vini; camminando su panoramiche creste di Langa, costeggiando vigne pregiate si raggiunge “La Saracca” il suggestivo centro storico di Monforte. Un percorso ad anello di ineguagliabile bellezza ci riporta al luogo di partenza. Durante il percorso sono previsti approfondimenti e informazioni sul territorio.

Un percorso di grande interesse paesaggistico che ci farà conoscere gran parte del territorio di produzione del pregiato Barolo.

Consigliato a chi ama i colori autunnali in vigna e agli appassionati di fotografia.

Al rientro a Castiglione Falletto è prevista, per chi lo desidera, una degustazione di vini del territorio accompagnata da stuzzichini presso i locali storici della Cantina comunale di Castiglione Falletto ai piedi  del castello e se il clima lo consente sulla terrazza panoramica

Ritrovo ore 9,30 – Partenza ore 10,00 

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lunedì 16 ottobre 2017

Alla scoperta della Val Borbera lungo la via del Sale

Partendo da Vignole Borbera (AL), a pochi chilometri dall'uscita dell'A7, e imboccando la strada che corre lungo il torrente "Borbera" da cui il nome della Valle, si giunge a Borghetto di Borbera. Da qui si apre uno degli spettacoli naturali più suggestivi della zona: le Strette, una gigantesca gola ricca di anse e meandri, lunga quasi 10 chilometri, che arriva fino a Cantalupo Ligure disegnando un paesaggio di contrasti straordinari, dalle cime tondeggianti dei rilievi alle spaccature del fondovalle.

Agosto 2016: da Stazzano alle Capanne di Cosola (tutte le foto)

Questa spettacolare gola fluviale raggiunge in certi punti profondità fino a 100 metri e divide la bassa Val Borbera essenzialmente di natura pianeggiante dall'alta Val Borbera, più montuosa e accidentata, che sale sino alla cima del Monte Chiappo (1.700 m)
In questo punto alcune aree attrezzate e una scala che consente l'accesso al torrente rendono la sosta davvero piacevole. È questa sicuramente la zona più caratteristica e famosa dell'intera valle, resa ancor più celebre dalle gesta dei partigiani: qui nell'agosto del 1944 si svolse la battaglia di Pertuso, uno degli episodi più crudi della Resistenza e oggi, a ricordo di quei giorni, è stata eretta la Stele della Pinan Cichero, il Monumento al Partigiano.
Da Pertuso, si sale fino a Rocchetta Ligure, dove la valle si sdoppia alla confluenza tra il torrente Sisola e il Borbera. Uscendo dall'abitato, verso sud , lungo l'antica via del sale si incontra un nucleo di case quattrocentesche preesistenti al “Borgo Nuovo” di Rocchetta Ligure, chiamate “I Marughi” dal cognome degli antichi abitanti e proprietari, con la rustica porta di Valle Sisola, punto di sosta per il pagamento del dazio.
A Mongiardino Ligure doverosa sosta all'azienda Agricola vallnostra per scoprire come nasce il formaggio più raro del Mondo Il Montebore, presidio slow food e assaggiare i piatti della tradizione delal Valle cucinati da Agata.
Proseguendo si arriva Roccaforte Ligure si può davvero considerare un museo a cielo aperto. Questo minuscolo paesino "conquistato" dopo aver lasciato le sponde del Borbera, e al termine di un'ardita salita di oltre 300 metri di dislivello, conserva illustri tesori del passato. Qui nel 1882 venne scoperta l'Ara delle Matrone, altare votivo in pietra arenaria, prova della presenza romana nella valle e uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della zona, oggi conservato nelle stanze del Municipio.
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A casa con uno zaino pieno di emozioni: il viaggio di Stefania


CASALE MONFERRATO (AL) – Stefania Miravalle ce l’ha fatta. Il suo viaggio a piedi dal Messico al Canada in sei mesi è riuscito. Stefania, 31 anni, laureata allo Scientifico Balbo di Casale e ora dipendente di una azienda a Londra, era partita il 12 aprile per percorrere oltre 4 mila chilometri e aiutare Casa Hogar Illary’Ika, una casa di orfani in Perù. Al rientro dal suo viaggio l’abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua avventura.

Come è stata questa esperienza?

Questa esperienza mi ha cambiato la vita. Ogni volta che prendo un caffè ora mi sento fortunata. Mi ha insegnato cosa vuol dire stare senza luce, con poco cibo, con solo l‘acqua che mi portavo sulle spalle per bere e per cucinare.  Anche se naturalmente ogni 6-9 giorni sapevo che ci sarebbe stata una città, una doccia e avrei avuto la mia brava carta di credito per comprare cibo e ricaricare il mio telefono, ogni volta che mangiavo una barretta veramente dovevo pensare se quelle rimanenti erano abbastanza per arrivare al rifornimento successivo. Con questo, non voglio dire che capisco perfettamente tutto quello che provano le persone meno fortunate di me, ma almeno posso comprendere il significato delle immagini o delle parole di chi deve percorrere ogni giorno chilometri e chilometri per accedere ad una sorgente d’acqua, o chi fugge dalla guerra e viene criticato per avere uno smartphone. Se dovessi perdere tutto, se dovessi scegliere un solo oggetto da portare con me, se dovessi lasciare tutto quello che ho, compreso il mio zaino, sceglierei il mio telefono

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venerdì 13 ottobre 2017

13^ Camminata d'autunno a Castelletto d'Orba (AL)


L'Associazione "Insieme per Castelletto d'Orba" organizza
Domenica 15 Ottobre 2017
la 13ª Edizione della Camminata d'Autunno
partenza parcheggio Volta ore 14:00
arrivo in piazza S. Lorenzo verso le 16:00/16:30

RINFRESCO FINALE PER TUTTI I PARTECIPANTI
CON FRITTELLE E DOLCI DELLA TRADIZIONE CONTADINA
LA PARTECIPAZIONE E' GRATUITA

in caso di pioggia la manifestazione sarà rinviata alla domenica successiva.


Fonte

giovedì 5 ottobre 2017

Alto Adige, volo di 200 metri. Muore bambino di 8 anni

E' precipitato davanti agli occhi di genitori e fratelli. Tragica escursione in Val Pusteria

 

Trento, 5 ottobre 2017 - Un volo di 200 metri che non gli ha lasciato scampo. E' morto così un bambino tedesco di 8 anni, precipitato mentre stava facendo un'escursione in Alto Adige. I genitori e i fratelli che erano con lui l'hanno visto scivolare all'improvviso nel dirupo, senza poter fare nulla.

La famiglia si trovava su un sentiero attrezzato vicino ai Laghi di Campolago, nella zona di Maranza all'inizio della Val Pusteria. Aveva da poco superato un passaggio impegnativo che dalla stazione a monte di una funivia a quota 2.400 conduce ai laghi, quando il piccolo è inciampato, cadendo giù. Il padre ha subito chiamato il 118 ma quando l'elicottero della protezione civile da Bolzano ha raggiunto il bambino, per lui non c'era più niente da fare.

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mercoledì 4 ottobre 2017

Forti, Parchi e creuze. Torna la Giornata Nazionale del Camminare

Genova - Sesta edizione, diversi percorsi in città. E tanti, molti, passi. Da mettere uno dopo l’altro. Sono i numeri della Giornata Nazionale del Camminare che si terrà anche a Genova. Appuntamento per l’ 8 ottobre con tante proposte per tutti i tipi di camminatori. Allacciate le stringhe!

Camminare, perché?

Il camminare non è solo una sana abitudine che fa bene al corpo e allo spirito. E’ questo il credo della FederTrek , che promuove la Giornata su scala nazionale, e che vive il camminare anche come un impegno civile. Un gesto naturale per un nuovo stile di vita che renda marginale l’uso dell’auto e contribuisca allo sviluppo sostenibile.

La Giornata del Camminare 2017, a Genova, prevede sette percorsi principali, ideati dalle associazioni Trekking Italia, MyTrekking e Genovapiedi, che partono da Piazza Caricamento, alle ore 9, per attraversare la città raggiungendone diversi luoghi simbolo.

Il CAI Ligure Genova e il CAI Sampierdarena propongono invece due percorsi collaterali, che si sviluppano sulle alture dell’entroterra cittadino. L’evento vede inoltre la collaborazione dell’ASL3 Genovese che partecipa alla giornata con i suoi gruppi di cammino.
Tutte le informazioni su come partecipare sono sul sito www.giornatadelcamminare.org e sulla pagina Facebook dell’evento www.facebook.com/giornatagenova e sui siti delle singole associazioni che hanno aderito alla Giornata.

La proposta di My Trekking
Anche l’associazione genovese My Trekking propone quattro diversi percorsi per la Giornata del camminare.

Percorso 1: la Lanterna. 4 km di lunghezza in circa due ore. All’arrivo ci sarà la possibilità di visitare la Lanterna con offerta libera o con adesione all'associazione "Amici della Lanterna" che si occupa della cura e promozione del monumento insieme alla Fondazione Labò.

Il secondo percorso porta a Forte Begato. 6 km in circa 3 ore con un dislivello di 518 mt. Un percorso tra creuze in salita, con, all’arrivo, la possibilità di partecipare alla visita guidata gratuita del Forte.

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sabato 30 settembre 2017

Gremiasco (AL): Area archeologica - naturalistica del Guardamonte

Storia del sito:
L’area denominata “Guardamonte” è collocata geograficamente sulle pendici meridionali del Monte Vallassa fino allo spartiacque che la sommità del monte stesso costituisce tra la provincia di Alessandria e quella di Pavia (comuni di Gremiasco, Ponte Nizza e Cecima).
Le prime indagini archeologiche furono intraprese negli anni Cinquanta, in seguito a rinvenimenti fortuiti, dalla Soprintendenza archeologica del Piemonte, a cui fecero seguito sporadiche ricerche negli anni Settanta, solo parzialmente documentate. Nel 1994 il gruppo Grotte di Acqui e quello di Novara, reperirono una grotta con segni di crollo, esplorandola e rilevando sia la prima parte, sia la seconda parte della grotta alla quale si accede tramite un passaggio disostruito artificialmente con l’asportazione del terriccio che lo occludeva. A partire dal 1995 l’Università degli studi di Milano, diede avvio a un progetto di ricognizioni e scavi nell’area interessata dalla presenza dell’insediamento. Le indagini tuttora in corso hanno messo in evidenza una complessa situazione insediativa a partire dal Neolitico medio fino all’epoca romana, probabilmente alto-imperiale.

Descrizione del sito:
Le prime frequentazioni dell’altura sono da riferire al V millennio a.C., per il Neolitico finale e per la successiva età del Rame (tra la seconda metà del III e la seconda metà del II millennio a.C. ); molto interessanti i frammenti riferibili alla Cultura del vaso campaniforme. Testimonianze più significative sono comunque riferibili all’età del Bronzo, in particolare a un periodo compreso tra una fase avanzata del Bronzo medio e una iniziale del Bronzo recente (XVI-XIII sec. a.C.). e illustrano l’attrattiva che il monte doveva rappresentare per i gruppi umani che si sono succeduti in queste valli, e che culminò con la fondazione di un abitato già a partire dal XV sec. a.C.

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Descrizione dei ritrovamenti


Anello di Guardamonte




mercoledì 27 settembre 2017

Venerdì 29 settembre a Rocchetta Ligure (AL)

Un incontro davvero molto molto interessante a Palazzo Spinola. Vi aspettiamo VENERDÌ 29 SETTEMBRE alle ore 21.00

giovedì 21 settembre 2017

Il Rifugio sul Monte Antola compie 10 anni: escursione con festa e incontro

Domenica 1 ottobre, appuntamento al Parco dell'Antola con una giornata di festa e incontro per il decennale del rifugio sul Monte Antola. In programma:
  • ore 07.45, escursione guidata da Casa del Romano (info 010 944175).
  • ore 10.30, aperitivo di benvenuto.
  • ore 11, Appennino, uomini e rifugi, parole e idee sui nostri monti: incontro con Marco Albino Ferrari, scrittore, giornalista e direttore della rivista Meridiani Montagne (Editoriale Domus).
  • ore 12.30, pranzo con polenta al sugo di salsiccia o polenta e gorgonzola per tutti.
  • ore 14, brindisi con le Autorità per i primi 10 anni del rifugio.
  • ore 14.30, immagini e storie 2007 - 2017.
Il monte Antola si trova al culmine delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera, al centro dell'area culturale delle Quattro Province (Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza). Da sempre esso è il crocevia delle attività umane di questo tratto di Appennino: prima per necessità, poi per "avventura", oggi per svago e sport.

Genova - La sua panoramica vetta offre la vista di una vasta porzione dell'Italia Nord Occidentale e da sempre è la "montagna dei genovesi". Zona cruciale durante la guerra di Liberazione, la sua storia è ricca di vicende “di uomini e natura” che si intrecciano in un legame indissolubile, oggi focalizzato nel nuovo Rifugio Parco Antola, moderno edificio costruito dall’Ente Parco nel 2007 e gestito dalla Sezione Ligure del CAI attraverso Silvia e Federico Ciprietti, che ha sostituito i ricoveri pionieristici. I rifugisti, la Sezione Ligure del CAI e il Parco dell’Antola lavorano per rendere il monte ancora un luogo "centrale" di queste vallate: non periferia d'altura vista dal basso, ma baricentro montano non solo delle attività outdoor ma anche, in qualche modo, delle attività culturali, sociali, religiose della zona.

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venerdì 15 settembre 2017

Assiderato sulle Alpi e riportato alla vita alle Molinette: la temperatura corporea era di 24 gradi

Un giovane atleta stava sfidando per conto suo i sentieri della Tor des Géants


Torino
Morto ad un passo dal cielo, è «resuscitato» alle Molinette, in una stanza della Rianimazione, dove tecnica e scienza medica sfidano la regole della vita. È la storia di un giovane indonesiano di 25 anni trovato assiderato lungo i sentieri di montagna dove si sta correndo la «Tor des Géants», corsa per «giganti», una gara massacrante per muscoli e mente, attraverso il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic. Una corsa a numero chiuso, per pochi eletti, «la prima ed unica gara - si legge sul sito dell’organizzazione - che unisce la lunga distanza all’individualità del corridore, non sono imposte dall’organizzazione tappe forzate, vincerà chi metterà meno tempo gestendosi i riposi e le fermate ai ristori». Ma l’altro ieri, lungo uno di questi sentieri, un corridore «imbucato», non iscritto, che stava provando per conto suo a raggiungere il celo, è stramazzato a terra.

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giovedì 14 settembre 2017

Camminantola, domenica 17 settembre: Caprieto-Bric delle Camere

Il Bric delle Camere
Dal borgo di Caprieto (837m) in alta Val Vobbia si intraprende il panoramico sentiero che conduce al Bric delle Camere (1018m) e all'erbosa Alpe di Cassissa godendo di una vista privilegiata sul Castello della Pietra, sul M. Reale e sulle Rocche del Reopasso. Pranzo al sacco e rientro a Caprieto percorrendo il medesimo itinerario

Durata: giornata intera
Punto di ritrovo: Caprieto

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martedì 12 settembre 2017

Camminate Piacentine: il Monte Alfeo

Il Monte Alfeo Una breve ma intensa escursione alla conquista di uno dei “giganti” del nostro Appennino

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La catena montuosa che segna lo spartiacque tra Scrivia, ad ovest, e Trebbia, ad est, si allunga con ondulate dorsali rivestite di prati e di boschi, interrotte da diverse cime che superano i 1600 metri di altitudine: tra queste spicca per la sua bellezza e imponenza il monte Alfeo, maestosa montagna del gruppo del monte Antola, che si eleva isolata tra le valli Trebbia, ad est, Boreca a nord e ovest, e Dorbera a sud. Il versante nord-occidentale è ripido e fittamente boscato fino alla cima, e ospita alcune tra le più suggestive borgate dell’appennino piacentino: Tartago, Belnome, Pizzonero e Suzzi. Il fianco meridionale del monte, invece, è coperto dai faggi fino alla quota di circa 1500 metri, mentre la sommità, a forma di cupola, è occupata da un’ampia prateria. La vetta del monte, esposta ai venti carichi di umidità provenienti dal vicino mar Ligure, è spesso incorniciata dalle nuvole; vista da nord assume un aspetto cupo e minaccioso, tale da incutere un senso di timore e di rispetto, ed è stata probabilmente oggetto di culto da parte delle popolazioni liguri che abitavano le vallate circostanti in epoca neolitica, come dimostrerebbe il ritrovamento di un bronzetto votivo sulla sommità del monte, verificatosi durante i lavori di scavo per la posa della statua della Vergine.

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lunedì 11 settembre 2017

Il Monte Lesima...

Il Monte Lesima, 1724 metri, si trova al confine fra le Province di Piacenza e di Pavia (di cui costituisce il punto più elevato).

La vetta è facilmente riconoscibile anche da lontano, perchè in cima è posto un radar per il controllo del traffico aereo.



Il Lesima fotografato dal Monte Chiappo

La montagna è caratterizzata dalla presenza di ampi fianchi erbosi ed è facilmente raggiungibile da diverse direzioni. Soltanto la sua parete est si presenta scoscesa.

E' possibile salire sul Lesima addirittuta percorrendo (a piedi) la stradina asfaltata al servizio del radar. E' preferibile però scegliere altri percorsi. Io sono salito dai Piani di Lesima (circa 1250 metri di quota) dapprima seguendo una stradina asfaltata e poi attraverso i boschi (con segnalazioni presenti). Anche dai Piani di Lesima si tratta di un' escursione molto facile che, prendendosela comoda, richiede un' ora e mezza per raggiungere la vetta.


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sabato 9 settembre 2017

Alpinista della provincia di Alessandria muore nella scalata in solitaria sul Monte Bianco: forse colpito da una scarica di sassi

Precipitato nel ghiacciaio terminale, stava salendo sulla via Major del versante della Brenva. È partito dal rifugio all’una di notte

Massimo Putzu
Alessandria
Uno scalatore di 21 anni della provincia di Alessandria è morto durante una scalata sul massiccio del Monte Bianco. L’incidente è avvenuto sulla via Major del versante della Brenva. È probabile che a causare la tragedia sia stata una scarica di sassi o ghiaccio che l’ha colpito facendolo precipitare nel crepaccio terminale. Oppure che sia scivolata una placca a vento, massa di neve instabile. L’alpinista alessandrino stato così trascinato per almeno 300 metri.

L’allarme è scattato verso le 18 di oggi 8 settembre vedendo che lo scalatore, in vacanza a Courmayeur, non rientrava. Era partito all’’una di notte dal rifugio da solo per l’impegnativa ascensione. Aveva già compiuto scalate in solitaria di grande difficoltà sia sul massiccio del Monte Bianco che sul Cervino. Era infatti conosciuto come un alpinista di grande talento, nonostante la giovane età.

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venerdì 8 settembre 2017

Marcarolo, le miniere diventano grotte di biodiversità




L'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese ha avviato un progetto di riqualificazione delle miniere d'oro del Parco Capanne di Marcarolo per tutelare gli habitat ipogei e le specie di interesse comunitario presenti al loro interno e, nel contempo, valorizzare il complesso dei siti minerari

Il circuito di fruizione culturale promosso dal progetto di riqualificazione delle miniere d'oro del Parco Capanne di Marcarolo che ha l'obiettivo di tutelare gli habitat ipogei e le specie di interesse comunitario presenti al loro interno e valorizzare il complesso dei siti minerari, farà capo al costituendo Museo dell'Oro, polo scientifico informativo dell'intero complesso delle Aree Aurifodine.

L'iniziativa di valorizzazione dei siti minerari delle Valli Piota e Gorzente si inserisce in un contesto ambientale e storico di elevato interesse, afferente al territorio dell'Appennino compreso tra la Val Lemme e le Valli Stura e Orba.
 
Il baricentro dell'Area interessata, sia dal punto di vista paesaggistico che geomorfologico, è stato individuato lungo l'asse Lago della Lavagnina / Valle del Rio Moncalero.
Lungo questa direttrice è localizzata la maggior parte dei siti minerari ancora accessibili e da qui si dipartono le principali vie di accesso al complesso dei cumuli di ciottoli derivanti dalla lavorazione dei minerali pregiati (le Aurifodine). Proseguendo infatti lungo il Torrente Gorzente, a valle dell'invaso, si raggiunge la località Cravaria, la confluenza con il Piota e di seguito la confluenza di quest'ultimo con l'Orba. Lungo questo itinerario sono presenti i cumuli lapidei dei lavaggi auriferi, che vengono tradizionalmente attribuiti all'epoca romana. Il Lago della Lavagnina si configura quindi come punto di interpretazione privilegiato dell'intero complesso geologico minerario delle Aurifodine, avente nel percorso didattico delle ex miniere d'oro delle Valli Gorzente e Piota e nel Museo dell'Oro (la cui realizzazione è prevista presso i locali della Centrale Vecchia della Lavagnina) le basi strutturali per le offerte di informazione didattica, culturale e turistica del territorio.

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Cammino di Santiago, trovato morto un pellegrino tedesco

Un pellegrino tedesco di 48 anni è stato trovato in un fosso, nei pressi di Borguete vicino a Roncisvalle riverso con la faccia a terra. Inutili i soccorsi 

E' stato trovato lunedì scorso verso le 22 il corpo senza vita di un pellegrino tedesco di 48 anni di cui non sono ancora state rese note le generalità. L'uomo è stato trovato in un fossato, riverso faccia a terra e con lo zaino in spalla nei pressi di Borguete (Auritz in lingua basca), vicino a Roncisvalle, sulla strada N-135 all'altezza del chilometro 43 da un automobilista che ha immediatamente avvisato i soccorsi. Giunti sul posto poco dopo, i soccorritori hanno cercato di rianimare il pellegrino tuttavia senza successo e, il medico legale, non ha potuto fare altro che certificarne il decesso.

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mercoledì 6 settembre 2017

TRAGEDIA SUL MONVISO, LA VITTIMA È DI GIAVENO: AVEVA PORTATO IL FIGLIO DI 8 ANNI SULLA PARETE

MONVISO (CN) – Tre alpinisti sono precipitati durante la discesa dal Monviso (3848 m) in Provincia di Cuneo lungo la via normale che percorre la parete sud. Uno di essi, R. V. 53 anni residente a Giaveno è deceduto a causa dei traumi. L’incidente è accaduto intorno alle ore 11 di questa mattina quando una cordata composta da un uomo e un minorenne è caduta nei pressi del passaggio dei Fornelli a una quota di 3750 m circa, coinvolgendo anche una donna di nazionalità francese che procedeva autonomamente. L’allarme è giunto presso la Centrale Operativa del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) lanciato via radio da una Guida Alpina e Tecnico del Soccorso Alpino che si trovava sul posto con i propri clienti. Immediatamente è decollata l’eliambulanza del 118 in base a Cuneo-Levaldigi e sono state mobilitate le squadre a terra del CNSAS Piemonte. Il Tecnico di Elisoccorso e il medico sbarcati sul luogo dell’incidente hanno constatato il decesso dell’uomo e hanno deciso di ricondurre per primo a valle il ragazzo che presentava traumi di lieve entità. In seguito, anche la donna è stata prelevata e condotta con il giovane all’Ospedale di Savigliano. Nel frattempo, dalla base di Torino è decollato un secondo elicottero del 118 per tentare il recupero della salma che non è stato possibile a causa del peggioramento delle condizioni meteo.

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Domenica è in programma una passeggiata per i boschi di Seborga, iscrivetevi per tempo


Domenica 10 Settembre 2017 i Comuni di Seborga e dell’Escarène organizzano una passeggiata panoramica nei boschi di Seborga. Le iscrizioni sono aperte a tutti , per il programma consultare il sito www.proseborga.it .
Ritrovo e iscrizioni: dalle ore 8.30 alle 9.00  in piazza Martiri a Seborga.
Magnifico itinerario panoramico
Percorso ad anello Seborga, passo del Bandito,Seborga (4 ore circa) ristoro: al Passo del Bandito.
Aperitivo offerto dal Comune di L’Escarène
Pranzo ore 13.00 sulla grande piazza.
Iscrizioni aperte a tutti : 14 euro con omaggio di una T-shirt,
servizio ristoro e pranzo
Menu bimbi 8,00 euro (da 0 a 10 anni)
ore 15.00 visita guidata  gratuita e  omaggio ai partecipanti  del “luigino” coniato durante la dimostrazione a martello.
Per informazioni : 0184 223622 – 0184 223859
turismo@proseborga.it

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Siccità, in secca le sorgenti del Po

Ai 2.020 metri di Pian del Re, dove nasce fiume più lungo Italia

Le sorgenti del Po sono in secca. Un evento che si registra raramente, conseguenza delle siccità che ha colpito il Piemonte, e non solo.

Ai 2.020 metri di quota del Pian del Re, alla base del Monviso, accanto alla pietra scolpita con la celebre frase "Qui nasce il Po", dalla roccia non esce una goccia d'acqua.

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domenica 3 settembre 2017

Quanto costa il Soccorso Alpino?

Quanto costa il Soccorso Alpino in caso di chiamata d'emergenza?

Può capitare durante un escursione in montagna che ci sia la necessità di chiamare aiuto, la struttura che si occupa di intervenire è il Soccorso Alpino, contattabile attraverso il 118.
Il Soccorso Alpino fa riferimento al servizio sanitario nazionale tranne il alcune regioni d'Italia, Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Lombardia e Piemonte. Il costo del soccorso alpino in tutte le regioni d'Italia tranne quelle appena sopra citate è sempre gratuito.
 In queste regioni invece i costi cambiano, ecco in dettaglio regione per regione quali sono i costi da affrontare:
 
VENETO
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo al minuto:
  • ferito grave: 25 euro al minuto fino ad un massimo di 500 euro.
  • ferito lieve: 75 euro al minuto fino ad un massimo di 7500 euro.
  • persona illesa: costo totale dell'intervento.
TRENTINO ALTO ADIGE
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso:
  • ferito grave: ticket di 30 euro.
  • ferito lieve: ticket di 110 euro.
  • persona illesa: ticket di 750 euro, elisoccorso da 140 euro al minuto.
VALLE D'AOSTA
 
L'intervento in caso di ferito è gratuito, mentre si paga l'intervento immotivato.
Se la persona è illesa il costo è di 115 euro al minuto fino ad un massimo di 3500 euro
 
LOMBARDIA
La lombardia dal marzo 2015 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • soccorso di ferito non impegnativo con ambulanza 56 euro l'ora.
  • soccorso di ferito mediamente impegnativo con ambulanza 70 euro l'ora.
  • soccorso di ferito impegnativo con ambulanza 115 euro l'ora.
  • squadre a terra del CNSAS 95 euro l'ora.
In ogni caso l'utente non potrà pagare una cifra superiore a 780 euro.
Per i residenti della Lombardia è prevista una riduzione del 30%.
PIEMONTE

Il Piemonte dal 1gennaio 2016 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • chiamata e recupero con conseguente ricovero in pronto soccorso: gratuita.
  • negl'altri casi 120 euro di costo fisso più 120 euro di costo al minuto di volo.
  • Se la chiamata è stata causata da un utilizzo di dotazione non adeguato o dalla scelta di percorsi non adatti per capacità o rispetto di divieto il costo arriva massimo ad un tetto di 1000 euro.
  • Se la chiamata è totalmente immotivata (scherzo ecc...)  il costo è totale all'intervento
 
 
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Sentiero 108: sul Monte Chiappo partendo da Salogni (AL)

Undicesima puntata della rubrica “In cammino”, una selezione di percorsi del nostro territorio che il Cai ha censito, mappato e segnalato sul campo. La rassegna prevede sentieri per ogni tipo di preparazione, dalle passeggiate alle escursioni più lunghe e difficili, fino alle mete per i più esperti

IN CAMMINO - Il Monte Chiappo (1699 m) è una caratteristica piramide erbosa, posta nel cuore della zona delle quattro province, che sovrasta le valli Staffora, Boreca, Borbera e Curone e costituisce, in ordine di altezza, la terza vetta del gruppo Antola, dopo i monti Lesima ed Ebro. Sulla sua vetta si trova il confine tra le province di Piacenza (che possiede il versante sud e quello est del monte), di Alessandria (che ha il versante ovest e una parte di quello nord) e di Pavia (che possiede una piccola parte del versante nord).

Sul confine tra le province di Piacenza e Pavia parte la seggiovia che collega la vetta del al paese di Pian del Poggio in cui si trovano anche delle piste da sci alpino; a pochi chilometri di distanza si trova Capannette di Pej, anch'esso fornito di pista da sci utilizzabile quando le caratteristiche meteorologiche lo consentono. Sul Monte Chiappo transitava la via del sale lombarda che, partendo da Pavia, risaliva la valle Staffora, saliva al monte Bogleglio, percorreva tutto il crinale tra la val Boreca e la val Borbera e, dopo il monte Antola, scendeva a Torriglia per raggiungere Genova.

Oggi segnaliamo il percorso con cui si può raggiungere il Monte Chiappo percorrendo il sentiero che parte da Salogni, identificato come Sentiero 108 “Salogni - Monte Chiappo” della zona Tortona e val Curone.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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