domenica 3 settembre 2017

Quanto costa il Soccorso Alpino?

Quanto costa il Soccorso Alpino in caso di chiamata d'emergenza?

Può capitare durante un escursione in montagna che ci sia la necessità di chiamare aiuto, la struttura che si occupa di intervenire è il Soccorso Alpino, contattabile attraverso il 118.
Il Soccorso Alpino fa riferimento al servizio sanitario nazionale tranne il alcune regioni d'Italia, Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Lombardia e Piemonte. Il costo del soccorso alpino in tutte le regioni d'Italia tranne quelle appena sopra citate è sempre gratuito.
 In queste regioni invece i costi cambiano, ecco in dettaglio regione per regione quali sono i costi da affrontare:
 
VENETO
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo al minuto:
  • ferito grave: 25 euro al minuto fino ad un massimo di 500 euro.
  • ferito lieve: 75 euro al minuto fino ad un massimo di 7500 euro.
  • persona illesa: costo totale dell'intervento.
TRENTINO ALTO ADIGE
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso:
  • ferito grave: ticket di 30 euro.
  • ferito lieve: ticket di 110 euro.
  • persona illesa: ticket di 750 euro, elisoccorso da 140 euro al minuto.
VALLE D'AOSTA
 
L'intervento in caso di ferito è gratuito, mentre si paga l'intervento immotivato.
Se la persona è illesa il costo è di 115 euro al minuto fino ad un massimo di 3500 euro
 
LOMBARDIA
La lombardia dal marzo 2015 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • soccorso di ferito non impegnativo con ambulanza 56 euro l'ora.
  • soccorso di ferito mediamente impegnativo con ambulanza 70 euro l'ora.
  • soccorso di ferito impegnativo con ambulanza 115 euro l'ora.
  • squadre a terra del CNSAS 95 euro l'ora.
In ogni caso l'utente non potrà pagare una cifra superiore a 780 euro.
Per i residenti della Lombardia è prevista una riduzione del 30%.
PIEMONTE

Il Piemonte dal 1gennaio 2016 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • chiamata e recupero con conseguente ricovero in pronto soccorso: gratuita.
  • negl'altri casi 120 euro di costo fisso più 120 euro di costo al minuto di volo.
  • Se la chiamata è stata causata da un utilizzo di dotazione non adeguato o dalla scelta di percorsi non adatti per capacità o rispetto di divieto il costo arriva massimo ad un tetto di 1000 euro.
  • Se la chiamata è totalmente immotivata (scherzo ecc...)  il costo è totale all'intervento
 
 
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Sentiero 108: sul Monte Chiappo partendo da Salogni (AL)

Undicesima puntata della rubrica “In cammino”, una selezione di percorsi del nostro territorio che il Cai ha censito, mappato e segnalato sul campo. La rassegna prevede sentieri per ogni tipo di preparazione, dalle passeggiate alle escursioni più lunghe e difficili, fino alle mete per i più esperti

IN CAMMINO - Il Monte Chiappo (1699 m) è una caratteristica piramide erbosa, posta nel cuore della zona delle quattro province, che sovrasta le valli Staffora, Boreca, Borbera e Curone e costituisce, in ordine di altezza, la terza vetta del gruppo Antola, dopo i monti Lesima ed Ebro. Sulla sua vetta si trova il confine tra le province di Piacenza (che possiede il versante sud e quello est del monte), di Alessandria (che ha il versante ovest e una parte di quello nord) e di Pavia (che possiede una piccola parte del versante nord).

Sul confine tra le province di Piacenza e Pavia parte la seggiovia che collega la vetta del al paese di Pian del Poggio in cui si trovano anche delle piste da sci alpino; a pochi chilometri di distanza si trova Capannette di Pej, anch'esso fornito di pista da sci utilizzabile quando le caratteristiche meteorologiche lo consentono. Sul Monte Chiappo transitava la via del sale lombarda che, partendo da Pavia, risaliva la valle Staffora, saliva al monte Bogleglio, percorreva tutto il crinale tra la val Boreca e la val Borbera e, dopo il monte Antola, scendeva a Torriglia per raggiungere Genova.

Oggi segnaliamo il percorso con cui si può raggiungere il Monte Chiappo percorrendo il sentiero che parte da Salogni, identificato come Sentiero 108 “Salogni - Monte Chiappo” della zona Tortona e val Curone.

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Cantine a Nord Ovest: a Gavi domenica 10 Settembre 2017 dalle 0re 10.00 alle 18.00

Calendario Cantineanordovest 2017

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venerdì 1 settembre 2017

Prosciugato il Pilato! Per siccità estrema scompare "Lago con gli occhiali"

E' completamente evaporata l'acqua del Lago di Pilato, gioiello naturalistico situato a 1900 metri di quota in pieno Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sul territorio delle Marche. La causa del prosciugamento deriva unicamente dal caldo e dalla forte penuria di precipitazioni (che si protrae dallo scorso inverno) e non dai sismi dell'ultimo anno, come evidenziato in uno studio dell'Ordine dei Geologi delle Marche.


A RISCHIO SOPRAVVIVENZA DI UNA SPECIE ACQUATICA RARISSIMA
Il lago, citato comunemente per i suoi occhiali che ne contraddistinguono la forma, è noto anche per essere l'abitat del Chirochefalo del Marchesoni, un rarissimo crostaceo presente solo da queste parti.

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Caldo estremo: ghiacciai in sofferenza, incredibile ritrovamento

Siccità estrema non solo sull'Italia: spunta un antico borgo sommerso

Domenica 3 settembre: Sui sentieri di Nanni Zunino

Organizza il Cai di Acqui Terme (AL)



Escursione sul sentiero che da località Pesca in Valle Erro porta a Cimaferle, fra boschi brughiere e calanchi. Ritrovo nel piazzale della Pesca alle 9 per iscrizione e colazione, il sentiero è circa 8 km prevalentemente in salita, si percorre in 2,5 ore. Pranzo presso la Pro Loco di Cimaferle con la tradizionale pasta e fagioli e bollito misto. Rientro dopo pranzo lungo la variante breve del sentiero.
Il sentiero è indiacato con segnavia bianco rosso, saranno presenti accompagnatori CAI. Quota di partecipazione €15 comprensiva del pasto.
Il ricavato sarà impiegato dal CAI per lo sviluppo ed il mantenimento della rete sentieristica locale.
Tutte le info in locandina.
Valter 348 6715788


SENTIERO LA PESCA - CIMAFERLE

 

 

giovedì 31 agosto 2017

Idea regalo: A un passo dalla vetta


I più affascinanti trekking sull'appennino delle 4 province
Volume 1

Dettagli:

Tipologia di libro: guida

Anno: 2017

298 pagine

ISBN: 9791220003230
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A UN PASSO
DALLA VETTA

Richiedi una copia a: aunpassodallavetta@outlook.it

Una terra di contrasti, racchiusa tra la pianura padana ed il mare: l’appennino delle quattro province è un territorio privo di confini ben definiti, che accomuna zone unite da una profonda identità storico-culturale. “Un’isola tra i monti”, per dirla con le parole di Fabrizio Capecchi, racchiusa tra le dorsali appenniniche appartenenti alle province di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza.
Dai panoramici crinali alle vecchie mulattiere, dai villaggi isolati ai paesi fantasma, laghi, castelli e cascate: un viaggio sui sentieri delle quattro province attraverso cinquanta trekking da percorrere lentamente, all’insegna della serenità e del rispetto del territorio.



Scopri i rivenditori



Nei ghiacciai alpini trovati sostanze radioattive e metalli pesanti...



Nei ghiacciai alpini trovati sostanze radioattive e metalli pesanti come cesio, americio e bismuto. Una "eredità" dei test nucleare degli Anni 60 e gli incidenti di Chernobyl e Fukushima.

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Lettera 43 su Facebook


Nuovi ritrovamenti nei ghiacciai in fortissima crisi per super caldo

 

 

9/10 settembre la val Formica - Altopiano di Asiago (VI)


La salita al compatto e austero bastione del monte Portule è, meritatamente, una delle escursioni più frequentate e remunerative dell'altopiano di Asiago e degli altipiani trentini.L’Altopiano dei Sette Comuni costituisce un vasto settore delle Prealpi venete. Lo racchiudono da ovest la Valle del Centa e quella del fiume Astico, a nord la Val di Sella e la Valsugana, ad est il canale del Brenta, a sud, infine, degrada verso la pianura vicentina con una lunga successione di rilievi collinari. La catena montuosa settentrionale, laddove l’Altopiano raggiunge le quote più elevate, si estende ad arco, da ovest ad est. Iniziando dallo Spritz Verle m 1908 s.l.m., l’orlo dell’Altopiano è costituito dalle seguenti cime, quasi tutte superiori ai duemila metri: Cima Mandriolo, Cima Larici, Cima Portule, Cima Dodici, Cima Undici, Monte Castelnuovo, Monte Ortigara, Cima Caldiera, Porta Molina e Castelloni San Marco. Al centro i monti dell’acrocoro sommitale convergono verso una vasta conca, leggermente ondulata. All’estremità orientale dell’arco montuoso, il rilievo s’attenua nella Piana di Marcesina, mentre verso sud, cioè verso la conca centrale, si dipartono numerose dorsali ed altrettante valli, due delle quali risultano particolarmente incise e profonde: ad ovest la Val d’Assa e ad est la Valle di Campomulo-Frenzela. L’Altopiano ha un estensione di circa 466,68 kmq. Tale misura, però, è relativa solo ai comuni attuali, ed esclude quindi i territori di altri comuni confinanti della fascia pedemontana. 

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mercoledì 30 agosto 2017

Dispersi su Mt Rosa, individuati corpi

Localizzati da elicottero. Si sta tentando recupero

I corpi senza vita dei due alpinisti tedeschi, un uomo e una donna di 23 e 21 anni, dispersi da sabato sul Monte Rosa sono stati individuati nel corso di una ricognizione in elicottero del soccorso alpino valdostano. Si trovano alla base di una cresta sulla parete Est del Naso del Lyskamm, a quota 4.000 metri.

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Domenica 3 settembre a Cà del Monte (PV)


Veramente bello da non perdere! Domenica 3 settembre camminata sulle colline di Ca' del Monte e visita al Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà Del Monte...vi aspettiamo numerosi
Per info e prenotazioni: nwp.novi@gmail.com

martedì 29 agosto 2017

Bloccata in vetta con i tacchi a spillo. Ecco come contrastare l’imprudenza in quota

È quasi terminata l’estate e ancora una volta ci troviamo a fare i conti con l’imprudenza in montagna. Un fenomeno che non sembra fermarsi, anzi. Incoscienza che spesso porta a situazioni fatali, nel peggiore dei casi. Lo abbiamo scritto già prima di Ferragosto: il punto non è l’elitismo, è la pura consapevolezza che – andando in montagna – si è esposti a rischi oggettivi che possiamo solo mitigare. Eppure, ancora troppe persone prive di senno si espongono, ed espongono gli altri, a questi rischi. Forse, sebbene la montagna stia tornando di moda, è bene che si usino i mesi più freddi per ragionare su come evitare quello che state per leggere.

In una assolata, ma fresca, mattinata di Washington, un articolo colpisce il mio interesse. Su l’Alto Adige c’è lo sfogo degli Accademici del Cai, dell’Aiut Alpin Dolomites e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). Sono «esasperati», si legge nell’articolo, dalle troppe chiamate senza motivo. E, di conseguenza, dei troppi interventi non necessari che devono compiere, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, per salvare gli imprudenti. E fanno poi anche un calcolo dei costi operativi delle uscite con l’elicottero, i cui prezzi sono ben noti a chi frequenta regolarmente la montagna. Dai due a tremila euro per intervento, spesso eseguito da volontari. Se si tratta di aiutare persone in pericolo però, la macchina dei soccorsi diviene quanto mai preziosa. Capita però anche il contrario. In diversi casi, chi chiama i soccorsi non è a conoscenza dell’enorme costo di quella chiamata, sia in termini di risorse umane sia in termini di risorse finanziarie. Citiamo testualmente alcuni esempi pubblicati ieri da l’Alto Adige: “Una famiglia dal bosco chiama il 118: «Piove, non è che l’elicottero potrebbe portarci degli ombrelli?». Turista in cima al Seceda in tacchi a spillo: «Mi venite a prendere, con l’elicottero? Non riesco più a scendere…». Rifugio Locatelli, Tre Cime: «Stamattina faceva caldo, ora è tanto freddo, non è che ci portate da vestire?»”.

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lunedì 28 agosto 2017

Domenica 3 settembre: Roccaforte Ligure, Croce degli Alpini e il Poggio (AL)


Passo dopo Passo

La tremenda GRANDINATA in Marmolada di sabato 26 agosto: feriti anche gravi!

Temporale sottovalutato.

La possibilità di temporali sabato 26 agosto in Marmolada nel pomeriggio c'era, non era altissima, ma c'era, la passione talvolta prevale ed impone scelte irrazionali.
La sottovalutazione del rischio (vanno loro, vado anch'io) in questi casi è un errore che può costare la vita e i cumuli se si sviluppano non perdonano. 
Un uomo di 31 anni si trova nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Treviso, dove è stato portato da Falco dopo il recupero in parete e le prime manovre di soccorso in rifugio. Le cascate ghiacciate che scendevano dalla Marmolada durante il temporale gli hanno causato una grave ipotermia.

Possono anche esperti alpinisti ma con il tempo non si è mai abbastanza esperti, nemmeno se si fa questa professione da molti anni e se si guarda il cielo da una vita, figuriamoci se il cielo è un elemento secondario rispetto al primo: le montagne!

La grandinata in alta quota, presa addosso con violenza e su un ghiacciaio può determinare seri problemi di ipotermia se non si trova nel breve un rifugio sotto cui ripararsi.

La pioggia si unisce al ghiaccio e determina la formazione di una cascata, chi ci si trova sotto se la becca tutta ed è come se facesse una doccia gelata costante.

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Trentino, precipita cordata: morti due alpinisti sulla Presanella. Tra i feriti anche un 14enne: è grave

Il gruppo di nove persone era composto da due famiglie. In prossimità della forcella Freshfield, a 3.200 metri, i primi due sono scivolati trascinando gli altri. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Trento e Bolzano. Quattro elicotteri impegnati per ore nei soccorsi


TRENTO - Due alpinisti sono morti e altre sette persone sono rimaste coinvolte mentre scalavano in cordata la cresta nord ovest della Cima Presanella, montagna di oltre 3.500 metri nelle Alpi Retiche e vetta più alta del comprensorio Adamello-Presanella, vicino a Madonna di Campiglio, in Trentino.

L'incidente è avvenuto poco dopo le 9.30. Si tratta di un gruppo della Valle Camonica, due famiglie di nove persone residenti sulla sponda
bresciana del Lago di Iseo. Tra i feriti anche un ragazzo di 14 anni, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Trento.


(...)

 
• TRE INCIDENTI MORTALI IN AUSTRIA E ITALIA


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mercoledì 23 agosto 2017

Monte Bianco, segnalata la presenza di tre cadaveri sul Ghiacciaio del Miage

Courmayeur - La segnalazione è giunta da un alpinista francese che ha fotografato il ritrovamento. Sulla base delle immagini da lui scattate parrebbe trattarsi di corpi restituiti dal ghiacciaio.

La segnalazione è arrivata da un alpinista francese: ci sono tre cadaveri sul Ghiacciaio del Miage, nel massiccio del Monte Bianco. Sulla base delle fotografie scattate dall'uomo sembra trattarsi di corpi restituiti dal ghiacciaio, risalenti, in base all'attrezzatura, anche fino agli anni Novanta. L''escursionista ha consegnato inoltre una carta d'identità tedesca del 1995. 

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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