mercoledì 16 giugno 2021

E' nato il portale dedicato al turismo nel QuartoPiemonte!

VIVIAMO ALL’INCROCIO TRA 4 REGIONI,
TRA L’APPENNINO E IL MARE.

PER QUESTO I NOSTRI PAESAGGI SONO COSÌ DIVERSI,
I NOSTRI SAPORI COSÌ RICCHI E LE NOSTRE PERSONE HANNO TANTE STORIE DA RACCONTARE.

BENVENUTO NELLE NOSTRE TERRE,
TI PIACERANNO COME PIACCIONO A NOI!


MovEat: Paradiso Val Borbera 

(Camminata con grigliata)


VUOI GALLEGGIARE PER VALLI INCANTATE A BORDO DI UNA MONGOLFIERA, CENARE SORSEGGIANDO TIMORASSO E DORMIRE IMMERSO IN UN SILENZIO RIGENERANTE?

PER VIVERE AL MEGLIO QUESTO ANGOLO DI PIEMONTE INESPLORATO NON DEVI ANDARE LONTANO.

PUOI PRENOTARE TUTTO DA QUI!



martedì 15 giugno 2021

Precipita per 600 m sul Gran Zebrù, muore alpinista

14 Giugno 2021 

Incidente questa mattina attorno alle 8.30 sul Gran Zebrù, dove una donna ha perso la vita a 3800 metri all’uscita del Canale Pale Rosse. Illeso, ma sotto shock il compagno di scalata.

L’alpinista, secondo le ricostruzioni, poco prima di arrivare sulla Cresta di Solda – Suldengrat è presumibilmente inciampata e precipitata per circa 600 m. Il compagno ha lanciato subito l’allarme. Ad intervenire il soccorso alpino di Solda, a cui si sono aggiunti il Soccorso Alpino della VII Delegazione di Valtellina e il Sagf della Guardia di finanza di Bormio.

Per la donna, morta sul colpo, non c’è stato nulla da fare; la salma è stata recuperata portata prima e Solda e poi a Silandro.


Continua qui

 

lunedì 14 giugno 2021

Valchiavenna. Donna precipita in una cascata e muore

Nel pomeriggio di domenica 13 giugno la Stazione di Chiavenna del Cnsas e l’elisoccorso di Areu (agenzia regionale emergenza urgenza) di Sondrio sono stati impegnati in un delicato intervento a Piuro (SO). L’allertamento è arrivato intorno alle 12:30 per un incidente alle cascate dell’Acqua Fraggia. Una donna del 1979 è scivolata in acqua in cima alla cascata e il compagno, del 1984, per aiutarla si è gettato in acqua.

Tutti e due sono precipitati per una cinquantina di metri, fermandosi in una pozza sotto il primo salto. La donna è deceduta, l’uomo è stato trasportato con l’elicottero all’ospedale di Gravedona in gravi condizioni

Continua qui


Donna morta nella cascata in Valchiavenna. Il Sindaco: abbiamo coscienza dei pericoli in montagna?



Al via i lavori per il lungo «ponte di Dossena»

 

Verso la fine di questa estate, per chi non soffre di vertigini e non teme i fulmini a ciel sereno, la bergamasca offrirà un’attrazione spettacolare nuova di zecca: il ponte tibetano di Dossena, sospeso fino a 120 metri sulla vecchia cava di gesso, che con i suoi 505 metri sarà il ponte di questo tipo più lungo al mondo.

L’idea si deve a quattro giovani del paese, quattro amici che hanno voluto e saputo sognare in grande e sono riusciti a realizzare un progetto da 10 milioni di euro che ha trovato l’appoggio anche economico della Regione Lombardia. I lavori sono iniziati in questi ultimi giorni e verranno conclusi, secondo le previsioni, prima dell’autunno di quest’anno.

L’opera non avrà tiranti laterali e verrà realizzata con sette funi d’acciaio, delle quali due per il sostegno della pedata discontinua intervallata dal vuoto, due per il corrimano e tre di sicurezza: particolare attenzione è stata dedicata proprio a questo aspetto, una totale sicurezza garantirla anche dal vincolo che il percorso sarà praticabile solo indossando un’imbragatura collegata con un moschettone alla fune riservata allo scopo.

Una volta ultimata collegherà Dossena con il roccolo della “Corna bianca” ed offrirà a chi la percorrerà una vista mozzafiato sui paesaggi delle Prealpi Orobiche: con uno sguardo dal ponte si potranno cogliere le vette dei monti come la Grigna, Gioco, Alben e Arera, fino al fondovalle di San Pellegrino. Quello che inoltre si potrà notare sotto il ponte sarà un tratto di ciò che resta dell’antica Via Mercatorum, il cui recupero rientra anch’esso in un piano a lungo termine di sviluppo territoriale e di rilancio del turismo a Dossena.

Continua qui

Gal: 2 milioni a sostegno della Valle Brembana


venerdì 11 giugno 2021

Un Invincibile Sorriso. Il Racconto Di Irene

Il Cammino dei Ribelli di Irene Valente


Prima tappa

Prima tappa del cammino dei Ribelli: Dopo aver salutato Giacomo inizio parte del mio cammino assieme ai miei “Genitori Ribelli” che, nonostante le mie tecniche di dissuasione e più allenati che mai, hanno voluto iniziare questo percorso insieme. Ad Arquata Scrivia incontriamo Dario (che ci consegna la credenziale del Ribelle) e Roberto, manutentore dei sentieri Cai. Entrambi ci accompagneranno per tutta la prima tappa, raccontandoci un po’ di storia del luogo e facendoci vedere alcune chicche del posto. Il tempo è sereno e clemente con noi. Il percorso dolcemente si snoda, lasciando alle nostre spalle la valle Scrivia ed affacciandosi in bassa val Borbera. 13 km passano velocemente, dandoci la possibilità di apprezzare un territorio variegato, passando da boschi di castagni, calanchi lunari per finire in orti super curati e campi coltivati di erba medica dai fiori viola acceso. Alla fine della tappa Roberto ci accoglie in Persi, donandoci le uova del suo pollaio che verranno prontamente mischiate con erbette di campo per preparare una cena a km 0 di fronte al caminetto. La giornata giornata finisce incontrando la simpatica Irene di Cabella Ligure, di fronte ad un ottimo bicchiere di vino locale apprezzato in compagnia.

Continua qui

mercoledì 9 giugno 2021

Il Cammino dei Ribelli

Quando si collabora diventano possibili tante cose. Come questa bellissima rassegna delle Pro Loco tutta dedicata al cammino, dimensione che la valle sta scoprendo (e per scoprire la valle) e attraverso cui possiamo raccontare tutte le altre storie di questi luoghi, storie di cibo e di vino, di allevamento e agricoltura, di artigianato e cultura, di tradizioni musiche e memorie.


Il 10 luglio a Cabella Ligure presenteremo Il Cammino dei Ribelli.
Vi aspettiamo!







lunedì 7 giugno 2021

Uno scialpinista è rimasto ferito in Valgrisenche scivolando per 100 metri e cadendo da un salto di roccia

 

VALGRISENCHE (AO). Uno scialpinista lombardo di 51 anni è ricoverato all’ospedale regionale Umberto Parini per le ferite riportate in un incidente avvenuto poco prima delle 13 sulla Grande Rousse, a Valgrisenche, a 3.600 metri di quota.

Lo scialpinista era con due amici quando in fase di discesa è scivolato per un centinaio di metri, saltando poi una barra di roccia di 10 metri. 

Continua qui

Follo (SP), i biker lanciano l’allarme: “Trappole lungo i sentieri”

L’associazione Monte Croce Trails durante il lockdown ha aperto nuovi percorsi: “Abbiamo trovato tronchi messi di traverso, un pericolo per le nostre biciclette”


Follo – Tronchi trascinati fin in mezzo al sentiero, dietro a curve. Piante cui erano fissate corde, utili per aiutarsi durante la risalita, che sono state parzialmente segate.
A qualcuno, probabilmente, non piacciono le biciclette sui sentieri. Ma rischia con queste opere di sabotaggio di mettere in pericolo i biker.

Continua qui

Una freccia perduta cinquemila anni fa racconta la storia del Parco dell’Antola

Ritrovamento casuale di un ricercatore dell’Iit durante una passeggiata: “Ho capito subito che era particolare”



Continua qui






domenica 6 giugno 2021

A spasso per l’Alessandrino: la bellezza della campagna lungo il sentiero Tortona-Volpedo

 

TORTONA (AL) – Se vi piacciono le camminate in campagna ma non sapete dove andare, vi proponiamo il sentiero Tortona – Volpedo (sentiero 101). Si tratta del primo tratto del più lungo itinerario conosciuto come “La Via del Mare”, che unisce Tortona a Capanne di Casola e scende fino alla Liguria. Punto di partenza si trova a Tortona, zona cimitero, all’incrocio tra via Arzani e Strada Paghisano: qui troverete una bacheca con delle informazioni a proposito de La Via del Mare. Proseguite per un centinaio di metri e svoltate a sinistra, sulla Strada comunale Paghisano, e poi camminate lungo il sentiero inghiaiato.

Giunti all’innesto sulla Strada provinciale 120, tenete la destra e imboccate l’asfalto in direzione Viguzzolo, fino alla svolta a sinistra; superate il ponticello sul torrente Grue e proseguite fino all’incrocio, dove dovete girare a destra in Via Circonvallazione e poi, all’incrocio successivo, ancora a destra, in Via Marconi: qui troverete la Pieve romanica di Viguzzolo, che dovete costeggiare seguendo una serie di curve per arrivare a una strada asfaltata.

Si gira a destra e si risale attraversando la strada provinciale 101, fino ad arrivare al cimitero di Volpeglino, dal cui retro il sentiero prosegue su un percorso inghiaiato, passando davanti alla cascina di san Damiano e risale sul versante. Tenete la destra e camminate fino a giungere in cresta: da qui l’itinerario si snoda tra i vigneti. Arrivati nel paese di Monleale Alto, si comincia la discesa prima su asfalto seguendo le indicazioni per Tortona in Via Pietra del Gallo, e poi si prosegue su sterrato. Giunti al fondovalle, sarete sulla strada provinciale 100 della Val Curone; svoltate a sinistra e al semaforo a destra: poco dopo una bacheca informativa segna la fine del sentiero 101 e l’inizio del 102.

Continua qui

Val D’Aveto, ritrovata viva la donna scomparsa mercoledì: ha vagato nei boschi per quasi tre giorni

Si trova in località Remezzano, sotto il passo del Tomarlo, sul versante emiliano

Genova. Quando ormai le speranze sembravano poche questa mattina à arrivata la buona notizia. E’ stata ritrovata viva la donna scomparsa nel pomeriggio del 2 giugno sul sentiero per il monte Penna dopo che si era separata dal marito e dal figlio e aveva deciso di proseguire l’escursione da sola.

Da due giorni gli uomini del soccorso alpino erano impegnati senza sosta nelle ricerche insieme alla protezione civile. A cercarla anche un cane molecolare, ma ancora ieri di lei nessuna traccia.

La donna è stata avvistata stamattina in località Remezzano, sotto il passo del Tomarlo, sul versante emiliano in discrete condizioni di salute. Il recupero della donna, che ha 75 anni, è avvenuto grazie all’elisoccorso che l’ha trasportata in ospedale a Parma, dove risiede, per verificarne le condizioni.

Continua qui


sabato 5 giugno 2021

Le "baracche de pria" sui monti della Liguria: cosa sono e a cosa servono

Un tempo, queste baracche erano usate come riparo temporaneo per chi saliva sui monti per lo sfalcio del fieno

Nella foto in cui ci ha taggati @il_cappellino_errante_ su Instagram è inquadrata una struttura molto particolare, una bassa casupola di pietra: se ne trovano tante sulle nostre montagne, ma cosa sono?

Queste baracche di pietra (che infatti in dialetto si chiamano proprio "baracche de pria") sono le piccole costruzioni in pietra a secco, per lo più a pianta circolare, un tempo utilizzate come riparo da pastori e falciatori. Si trovano in tutta la Liguria, ma a volte cambiano nome: a ponente, ad esempio, vengono soprannominate "caselle".

Continua qui

Classifica dei borghi da non perdere di "Io Donna" (Corriere della Sera): c'è anche la Liguria



venerdì 4 giugno 2021

Il Lago del Brugneto (GE)

 

A vederlo dalla cima dell'Antola il lago del Brugneto sembra quasi uno smeraldo.

Incastonato fra i boschi dell'alta Val Trebbia, questo specchio d'acqua di quasi un chilometro quadrato di superficie (il più ampio della Liguria) si inserisce così bene nel paesaggio da far pensare che sia sempre stato lì, elemento caratteristico di queste montagne sin dalla loro origine.

Invece no, il viaggiatore che avesse attraversato la valle del Brugneto fino alla metà degli Anni ’50 non vi avrebbe trovato alcun lago, ma solo castagneti a perdita d'occhio su entrambi i versanti e due piccolissimi insediamenti montani, Frinti e Mulini di Brugneto, oggi completamente sommersi dalle acque.

L'invaso, infatti, è di origine artificiale ed è stato realizzato nel 1959 dall'Azienda Municipalizzata Gas e Acqua di Genova (oggi IREN) per garantire l'approvvigionamento idrico del capoluogo della regione.

Continua qui

Gite in Liguria: Il Lago del Brugneto



martedì 1 giugno 2021

A spasso per l’Alessandrino: il sentiero dal Tanaro alle colline di Masio

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Se avete voglia di trascorrere una giornata diversa dal solito, magari facendovi una bella camminata, ma non volete allontanarvi troppo da Alessandria, abbiamo la soluzione che fa per voi. Vi proponiamo il sentiero dal Tanaro alle colline di Masio, contrassegnato con il numero 870, un percorso ad anello che offre viste panoramiche sul fiume e sulla zona collinare che circonda il piccolo paese dell’Alessandrino. Ed è proprio da qui che si parte, dalla piccola piazza del Municipio.

Si svolta a sinistra in via Rattazzi e, pochi metri più avanti, si gira a destra in Salita alla torre, raggiungendo l’antico edificio costruito nel 1230 e che tutt’oggi svetta sul paesino, all’interno del quale potete trovare un museo sulla storia delle torri del territorio. Una volta lasciato il sito, imboccate la ripida scalinata che torna in via Rattazzi, girando poi a sinistra in via Borgo San Dalmazzo: si giunge allora sul lungo Tanaro, dove si svolta di nuovo a sinistra. Poi si percorre un tratto di asfalto, fino a raggiungere di nuovo lo sterrato, costeggiando il Tanaro per poco più di mezzo chilometro.

Continua qui


 

Mercoledì 2 giugno a Carezzano (AL)

Fonte immagine

 

Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

Lettori fissi

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia.

Epicuro

Archivio blog