giovedì 13 ottobre 2011

Il cammino di Compostela, un mese per ritrovare se stessi

Il racconto di un giornalista-pellegrino folgorato da Santiago

(di Luca Fiori)     Un mese fuori dal mondo, ma profondamente dentro la vita. Un mese con lo zaino sulle spalle e con in testa, e nei piedi, un unico obiettivo: arrivare a Santiago di Compostela. Il Cammino di Santiago e' una lunga ed emozionante passeggiata, di quasi 800 chilometri, per il Nord della Spagna: dai boschi della Navarra al verde intenso della Galizia. Trenta tappe a piedi da Saint Jean Pied de Port, un paesino sul versante francese dei Pirenei, fino a Santiago, meta ogni anno di decine di migliaia di pellegrini provenienti da tutti i continenti: attratti da un fascino e da una storia che si perde nei secoli.
   Dichiarata patrimonio dell'umanita' dall'Unesco nel 1985, la citta' del santo con la conchiglia ha poco piu' di novantamila abitanti, ma ogni giorno dell'anno e' visitata da migliaia di persone di tutto il mondo. Spinti da motivi religiosi, culturali o semplicemente sportivi, i pellegrini sono passati dai 2.491 del 1985 ai 272.135 del 2010. In tanti, da Santiago proseguono per altri 91 chilometri sino a Finisterre, sull'oceano Atlantico. Anticamente i pellegrini che arrivavano fino al punto in cui si credeva che finisse il mondo a Occidente, raccoglievano le conchiglie che poi riportavano nei luoghi di origine. Da allora la conchiglia e' il simbolo del Cammino. Lungo il Cammino e' impossibile perdersi. Tutta la rotta jacopea e' segnalata infatti da frecce gialle che accompagnano il pellegrino fino alla destinazione finale. Il Cammino attraversa quattro regioni della Spagna, diverse e bellissime, con le loro particolarita' e tradizioni. La Navarra con i suoi boschi silenziosi, la Rioja con i suoi vigneti colorati e poi gli altopiani desertici delle ''Mesetas'' in Castilla y Leon e infine la magia della Galizia con il suo verde intenso ed emozionante. Un viaggio che e' anche una passeggiata dentro un libro di storia.

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mercoledì 12 ottobre 2011

Domenica 16 ottobre: Andar tra cielo e mare. Da Nervi a Sori

Ritrovo: alle 7.45 alla biglietteria della stazione ferroviaria di Voghera;
Viaggio: in treno
Partenza: ore 8.12 con treno regionale 33831; arrivo a Genova Nervi ore 9.36
Inizio escursione: ore 10.15 circa da Nervi;
Difficoltà: E (per la tecnica);
EE (per durata e dislivello);
Dislivello: + 790 m.
Durata: 5 – 6 ore (soste escluse);
Pranzo: al sacco nei pressi di Monte Cordona o del Monte di Santa Croce;
Punto piu’ elevato: Monte Cordona, m. 803
Termine escursione: a Sori.
Ritorno da Sori:
alle 17.08 con regionale fino a Ge Brignole, poi cambio treno regionale con arrivo a Voghera alle 18.59.

Descrizione

Tutto il percorso riveste un grande interesse paesaggistico.

Dalla stazione ferroviaria di Nervi ci si intrattiene giusto il tempo di acquistare la classica focaccia prima di iniziare l’escursione.
Si sale lungo brevi “creuze”, strette scalinate e dolci sentieri, passando accanto ai paesini resi famosi dalle canzoni di Fabrizio De André (Sant’Ilario) per arrivare sul crinale da dove la vista può spaziare su tutto il litorale da Genova a Camogli.
Dal crinale una gradevole e panoramica discesa ci conduce a Sori.

Itinerario di salita: Nervi – salita Gaiello – San Rocco – pendici ovest di monte Giugo – passo la Crocetta – pendici ovest di Bric Gianesi – monte Cordona.

Itinerario di discesa: Sella del monte Cordona – pendici del monte Possolo – monte di Santa Croce – Pieve ligure alta – Cappelletta di San Gaetano – Sori.
 
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lunedì 10 ottobre 2011

Domenica 16 ottobre: escursione a Carrosio (Al)

Prima della descrizione Vi informo che, per chi volesse, c'e' la possibilita' di un pranzo veloce presso i locali della Pro Loco di Sottovalle cosi' composto:

Antipasto leggero, agnolotti, 1/2 acqua, vino (da dividere con gli altri commensali) al prezzo di 10 euro.

Gli interessati possono prenotare rispondendo a questa mail entro martedi' 11 ottobre 2011.

Di seguito potete leggere la descrizione e note dell'escursione.

Domenica 16 ottobre 2011


IL MONTE ZUCCARO - ANELLO DI CARROSIO (AL)
Lunghezza 16 km
Dislivello 700 m
Durata 6,15 ore di cammino
Difficolta' E

Responsabile di gita Fabrizio G. 333 2690003


PARTENZA DA VOGHERA ORE 7.30

PARTENZA DA TORTONA ORE 7.45


Con i mezzi propri si raggiunge Carrosio in Val Lemme.

Da Tortona e Voghera andare, su strada statale, in direzione Serravalle Scrivia-Genova. Dopo aver superato Serravalle Scrivia, appena prima di localita' Libarna, andara a destra in direzione Gavi. Poco prima del paese, alla rotonda, prendere a sinistra per Carrosio-Voltaggio, superare la galleria e, subito dopo, all'incrocio prendere ancora a sinistra. In breve si arriva a Carrosio. Svoltare a sinistra per il centro del paese e lasciare la macchina sulla piazza sterrata di fronte alla chiesa.

Pausa caffe'.

Partenza escursione ore 8.45

L'itineraio proposto si svolge, per la maggior parte, su sentieri non segnati. Si prega di prestare attenzione e non distaccarsi molto dal gruppo, senza avvisare.

Dalla piazza (260 m slm) si attraversa il paese fino a giungere davanti all'impresa Tre Colli, si attraversa il ponte e subito dopo si va dritti, abbandonando la strada, imboccando una sterrata. Inizia la salita che ci porta al monte Zuccaro (768 m slm; 3 ore dalla partenza), passando nei pressi di un ripetitore, della cascina Portovecchio e della cascina Mancamorana. Sosta per ammirare il panorama (sulla fiducia perche' il giorno della verifica il tempo era pessimo).

Dal monte Zuccaro si prosegue, scendendo alla Colla del Prete (635 m slm). Qui si gira a sinistra, imboccando il sentiero E1 che ci conduce a Sottovalle (450 m slm; 4,10 ore dalla partenza; 1,10 ore dal monte Zuccaro).

Sosta per il pranzo.

Una volta ripartiti si percorre la strada asfaltata in direzione Carrosio. Dopo il cimitero abbandonare l'asfalto girando a destra e in breve si arriva in localita' Cappelletta (480 m slm). Dopo aver passato la piccola chiesa, bisogna andare a sinistra abbandonando il segnavia E1 e prendere il sentiero 299. Rimanendo sul crinale che divide Sottovalle da Pratolungo si arriva in localita Ceighetto (450 m slm). Qui si abbandona il sentiero 299 e si va dritti e, sempre sul crinale, dopo diversi incroci di sentieri, si arriva in localita' Ricoi (350 m slm; 5,50 ore dalla partenza; 1,40 ore da Sottovalle).

Da qui, su strada asfaltata si scende a Carrosio (260 m slm; 6,15 ore dalla partenza; 0,25 ore da Ricoi).

Di seguito trovate, tratte dal sito del comune di Carrosio, alcune notizie su questo centro abitato:

Citato nelle fonti d'archivio dei secoli XI-XIV come Caroxium e Carosium. In seguito indicato come "Carosio". Dalla fine del XVIII secolo il toponimo inizia ad essere trascritto, anche se non sistematicamente, nella forma attuale (Carrosio con geminazione della erre). Una dubitevole ipotesi prospettata da C. GOGGI (Toponomastica Ligure della nuova e dell'antica Liguria, Genova 1967), fa derivare l'etimo del toponimo dal fonema paleoligure kar, inteso come sasso o roccia.

Esiguo tassello appenninico di cultura e di tradizione ligure (anche se incluso, dal 1859, nella provincia di Alessandria) Carrosio è situato lungo la via della Bocchetta, sull'antico percorso commerciale tra Genova e la valle padana. Il territorio era compreso, in epoca romano-imperiale, nell'area libarnese, e la frazione Ricoi (Rivi caput) sembra conservarne una labile traccia toponomastica. Così come esigue testimonianze indirette della presenza longobarda nella località permangono nelle denominazioni dei colli Erbano (Haribann), Gazego (Gahagi), Garbletta (Wald)... La genesi storica del borgo, soggetto, nell'ambito del dominio Obertengo, alla signoria dei Vescovi-Conti di Tortona nel X secolo e a quella degli Adalbertini marchesi di Gavi tra XI e XII secolo, risulta composita e relativamente tardiva. Carrosio è infatti ricordato nelle fonti documentarie a far data dall'anno 1006, mentre le più antiche testimonianze sulle strutture urbane risalgono al 1141, allorchè i genovesi acquistarono il castello di Aimero, nucleo originario del primitivo paese. Fra XIII e XIV secolo la Repubblica concesse l'investitura di Carrosio a famiglie nobili e consortili della Superba: Castagna, Grimaldi, Di Negro. Successivamente la sovranità sul paese fu avocata dall'autorità regia, e il feudo imperiale di Carrosio venne assegnato agli Spinola, a cui subentrarono, nel 1585, i Salvago. Nel 1622 il possesso del borgo risulta condiviso tra la Repubblica di Genova gli Imperiale Lercari e i Doria. Pochi anni dopo, nel 1625, durante l'invasione delle truppe sabaude, i buoni villici, rafforzati da reparti polcevaraschi, depredano l'esercito di Carlo Emanuele I, accampato in prossimità del paese. Nel 1735 Carrosio viene assegnato al Re di Sardegna Carlo Emanuele III unitamente a una serie di feudi "internati o affini" al genovesato. Nella seconda metà del XVIII secolo, con la signoria dei Gavotti e dei Migliorati, si conclude la secolare vicenda del feudo, cancellato, nel 1798, dall'onda lunga della presenza francese nella valle. A Carrosio confluisce un gruppo giacobino (Armata Patriottica Piemontese) che tenta l'azione militare contro il Ducato di Savoia. Accolti senza particolare simpatia dalla popolazione i rivoluzionari, fra i quali erano presenti numerosi militari della Repubblica Ligure, insediano nel paese un vero e proprio governo autonomo, e ampliano via via il controllo sulle aree contermini, con azioni nelle valli dell'Orba e della Scrivia. Le turbolenze si protraggono per oltre due mesi, e segnano la vicenda rivoluzionaria di più lunga durata fra i moti insurrezionali che hanno caratterizzato gli anni finali del XVIII secolo in Piemonte. Dopo la debellatio degli insorti da parte delle truppe sabaude, il paese è governato direttamente dal comando francese della divisione di Genova sino al 1802, allorchè viene aggregato alla Repubblica Ligure. Da questo momento Carrosio seguirà le sorti della città capoluogo, con la provvisoria incorporazione nell'impero napoleonico (1805) e la definitiva assegnazione al Piemonte sancita, nel 1815, dal Congresso di Vienna. Incluso, dal 1831, nell'effimera provincia di Novi, Carrosio entrerà poi a far parte, dal 1859, della provincia di Alessandria.

giovedì 6 ottobre 2011

CamminaFrancigena Senese 2011 A piedi attraverso le colline toscane

Dal 7 al 12 ottobre un gruppo di CamminAttori percorrerà uno dei tratti più spettacolari della Via Francigena, attraversando da nord a sud tutta la Provincia di Siena. Grazie all’uso delle nuove tecnologie sarà possibile seguire “in diretta” il viaggio, tramite i video e le fotografie pubblicate sul web, su Facebook e Twitter.

Leggi il programma dell'evento.

Fonte

lunedì 3 ottobre 2011

Domenica 9 ottobre: I forti di Genova

L'escursione si snoda attraverso i forti e le mura di Genova. Nella prima parte del percorso si utilizza la ferrovia Genova - Casella, molto caratteristica che percorre un lungo tratto montano nell'entroterra di Genova. La partenza del trenino di Casella è nelle vicinanze di Piazza Manin, a pochi passi dal centro della città. Scenderemo alla stazione di Campi e da qui percorreremo un breve tratto di strada, poi imboccheremo il sentiero che percorre il crinale del monte Diamante e in circa un'ora raggiungeremo l'omonimo forte. Una breve sosta ci permetterà di ammirare il panorama che spazia sulle due vallate che circondano Genova, la Val Polcevera e la Val Bisagno.

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martedì 27 settembre 2011

Domenica 2 ottobre: Cogne - Valnontey - Alpe di Money - Bivacco Money (Ao)

Percorso A)
Valnontey – Alpe di Money
Dislivello: 650 m.
Difficoltà E.
Tempo di percorrenza: ore 4,30


Percorso B)
Bivacco Money
Dislivello: 1200 m.
Difficoltà E.
Tempo di percorrenza: ore 6


Ritrovo: ore 6:45 presso la sede Cai - PalaGuerci - Giardini Aldo Moro (Valenza)
Partenza: ore 7:00 - Viaggio in pullman
Ritorno: in serata


Ai piedi del massiccio degli Apostoli (Gran S.Pietro, S.Andrea, S.Orso) un amplissimo terrazzo di rocce ed erbe occupa il versante orientale della Valnontey. E’ un luogo solitario, assai meno frequentato del Vallone del Lauson e che offre, insieme, un eccezionale colpo d’occhio sul Gran Paradiso e la possibilità di incontrare camosci e stambecchi. I vecchi casolari (uno è stato ristrutturato dai Salesiani di Cogne) sono uno dei luoghi più piacevoli della Valle d’Aosta. 

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venerdì 23 settembre 2011

Conosci la Via Francigena

La Via Francigena è un itinerario che appartiene alla storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma.
La storia narra che fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV, a segnare l’inizio del cammino, noto come Via Francigena, determinando la nascita di uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio.

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mercoledì 21 settembre 2011

L’OLIMPO DELL’APPENNINO: Il Monte Alfèo - Valle Trebbia (PC)

Trekking più impegnativo, dove il fisico è sottoposto a un ulteriore sforzo quando dalle pendici del Monte Alfèo si giunge alla vetta “scalando” i tre ripidi dossi del fianco ovest. Questa imponente montagna sorge sul lato sinistro della Val Trébbia, la sua forma ricorda una grande piramide che si stacca isolata dalle altre cime. Come scriveva Oròfilo nel 1892 “Fra i tanti monti da me visitati nella nostra regione, pochi hanno un pendio ripido come il Monte Alfèo; che dalla sua vetta alla Trebbia, che pare proprio sotto, vi ha una differenza di livello, la quale supera i mille e cento metri…”

La Pietra verde

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domenica 18 settembre 2011

Tor des géants, gli ultimi eroi al traguardo tra pioggia e freddo

Courmayeur - E’ terminata questo pomeriggio a Courmayeur la seconda edizione del massacrante ultra trail delle Alpi. In tutto, gli atleti che hanno completato il percorso nel tempo massimo consentito di 150 ore sono stati 300, cioè il 63% dei concorrenti al via.

Si è conclusa com’era iniziata, la seconda edizione del Tor des Géants: con il freddo e la pioggia. Stremati da quasi una settimana di gara e 330 km di fatica sulle montagne, gli ultimi concorrenti hanno tagliato il traguardo questo pomeriggio poco prima delle ore 16.

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mercoledì 14 settembre 2011

E' morto Walter Bonatti leggenda dell'alpinismo


ROMA - E' morto Walter Bonatti, leggenda dell'alpinismo. Scalatore, giornalista e scrittore, Bonatti aveva 81 anni. Era nato a Bergamo nel 1930. Nella sua lunga storia sulle montagne, un capitolo particolare avevano avuto le vicende polemiche seguite alla scalata del K2 nel 1954 con Lacedelli e Compagnoni.

Bonatti è morto ieri sera a Roma per un malore improvviso, come riferisce in una nota Dalai Editore. La salma sarà trasportata a Lecco dove sabato e domenica verrà allestita la camera ardente. Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti a livello nazionale e internazionale, firmando alcune delle più audaci e complesse ascensioni tra gli anni '50 e '60. Inoltre è stato un apprezzato esploratore e autore di reportage sulle sue imprese in tutto il mondo.

LA FOTOGALLERY 1

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lunedì 12 settembre 2011

Domenica 18 settembre: Varzi - Zavattarello (Pv)

Varzi, rinomata stazione climatica, con le chiese dei “Rossi”, dei “Bianchi”e quella dei Cappuccini (sec. XV).
Famose le produzioni di salumi, di frutta e di miele.
Varzi, l’antico borgo medioevale lungo il torrente Staffora, è lì la nostra partenza.
Il ritrovo è in piazza del mercato (416m).
Si imbocca via Mazza, si svolta in via Verdi dove inizia il sentiero in leggera salita verso Gabarda. Dopo 30 min. di cammino si arriva nei pressi della cascina “Fraccione” (480m), lasciandoci alle spalle i tetti di Varzi e la valle Staffora. Seguendo il segnavia bianco-rosso si supera “Cà del Fico” (550m) e “Cà del Vento” (660m).
Il panorama ora spazia da Pietragavina con il monte “Cucco” a Oramala e la valle Staffora. Alle nostre spalle Monforte con tutte le cime più importanti del nostro Appennino: Monte Lesima, Cima Colletta.
La stradina lastricata con antiche pietre ci porta al centro del borgo di Pietragavina (755m), località di villeggiatura con il suo castello di arenaria locale del XVI secolo.
Si percorre in salita tutto l’abitato fino al campo sportivo, si imbocca una strada sterrata sulla destra in un bosco di conifere, dopo un breve tratto in discesa, uscendo dalla pineta si imbocca una carrareccia parallela alla provin-ciale fino a Rossone, un piccolo e caratteristico agglomerato rurale.
Durante la sosta pranzo il nostro sguardo spazia dal monte “Calenzone” a Zavattarello, fino a Valverde.
Si riparte in discesa seguendo un sentiero non segnato fino alla SP 207. La si percorre per un chilometro circa, si ritorna fuori strada a sinistra per sbucare sulla curva prima della frazione Crociglia (505m).
Ora il percorso prosegue in salita raggiungendo gli abitati di “Costa Sisra” (728m), “Casale” (635m), “Casa Stefanone” (640), “Cascina Rosa” (609m).
Si entra finalmente in Zavattarello (550m), con il suo castello “Dal Verme” XV sec. In posizione dominante le valli del “Morcione” e del “Tidone”.
Qui termina la camminata, per il ritorno a Varzi sarà utilizzato il bus di linea.
Ritrovo: ore 7,15 - Partenza: ore 7,30
presso la nostra sede lato via Kennedy
Tempo di percorrenza: ore 4,30 (escluse le soste)
Difficoltà: E
Dislivello totale: 550 metri circa
Spostamento: auto propria e bus di linea
Attrezzatura consigliata: Leggera da montagna,
Pranzo al sacco
Rientro previsto ore 19,30

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giovedì 8 settembre 2011

Domenica 11 settembre: SENTIERO “ARTURO GENRE”

Sentiero toponomastico tra Massello e Maniglia che interessa diverse località care ad Arturo Genre, linguista. L’escursione si svolge all’interno di valloni incontaminati e borgate ancora intatte.
Si attraversa una vecchi miniera di talco, antiche cave di pietra, alpeggi e luoghi panoramici.

Cai - Novi Ligure (Al)

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lunedì 5 settembre 2011

Appennino Trekking, domenica 11 settembre: Monte Resegone (Lc)


ESCURSIONE Piani d’Erna - Rif. Azzoni
LUNGHEZZA PERCORSO: a/r 11,6 km
DIFFICOLTA’: T / E sentiero N° 7/17
DISLIVELLO: andata m 632 + 122 al ritorno = 754 metri
(ben distribuiti e con solo strappo finale impegnativo fisicamente)
TEMPO NECESSARIO: 5.30 ore : salita 3 ore ; pranzo 1,30 ore; discesa 2,30 ore
Rientro a Piani d’Erna entro le 17 (ultima funivia ore 18)
DESCRIZIONE:
Facilissima escursione su sentiero e mulattiera agevoli di mezza costa sul vesante settentrionale del Resegone sino al panoramico Rif. Azzoni poco sotto la vetta . Si svolge in prevalenza in ambiente boschivo con notevoli punti di interesse geomorfologico .
Durante la salita scorci panoramici sull’ ambiente circostante e sulla più ampia zona brianzola saranno preludio alla più ampia vista sulla pianura lombarda e sulle vicine Grigne che si può godere dalla vetta.
La progressione sarà condotta a ritmo moderato con alcuni momenti di sosta per la comprensione comune del territorio circostante.
Prevista posibilità di ottimo ed abbondantissimo pranzo al rifugio
Chi vuole durante la sosta pranzo, può raggiungere individualmente la vicinissima panoramica facile cima.
Il ritorno avverrà per lo stesso itinerario di salita.
Voghera Ritrovo 7.15 – partenza: ore 7,30 Vigili Urbani di
Tortona Ritrovo 7.00 – partenza: ore 7,15 Piazza Milano
automezzi propri
A7 Milano- tangenz est. Direz Lecco- Strada Statale 36 (superstrada),seguire per Sondrio, dopo traforo Barro giunti a Lecco quando la strada entra in sottosuolo si prende l’uscita per la Valsassina e si segue la nuova strada (prevalentemente in galleria). La si lascia all’uscita per Versasio/Piani d’Erna e si seguono le indicazioni per la funivia che sale ai Piani d’Erna. La macchina si può lasciare nel vasto piazzale/parcheggio della funivia. Ritrovo alla partenza funivia/inizio gita ore 9.30 Funivia Orari 8-18 biglietto funivia € 10 Possibilità sia di pranzo al sacco o su prenotazione, in rifugio
Prenotazioni: per chi volesse pranzare al rifugio Azzoni (al costo di circa € 18 ) è pregato di prenotare entro il giovedi prima della data di svolgimento tramite Mail mario.panizza@libero.it o telefonata a Mario e non imbucarsi come solito all’ultimo istante con le più improbabili scuse.

apptrek@tor.it

sabato 3 settembre 2011

Il paese fantasma (Pv)

Sicuramente un itinerario molto suggestivo che conduce ad un vecchio paesino abbandonato da molti decenni.
Si risale la strada asfaltata dalla piazza di Brallo fino alla frazione di Bocco, si piega verso sinistra e superato il piccolo nucleo di case, si giunge alla Fontana grande collocata nella parte alta del paese.
Da questo si piega alla nostra sinistra e si segue la carrareccia che collega la frazione al paese di Corbesassi, attraversando una fascia molto singolare con boschi, pinete e vaste zone prative pianeggianti particolarmente suggestive, fino a giungere prima ad una fontana e poi al centro del paese di Corbesassi.
Superata la Chiesa, si scende verso sinistra dove dopo pochi minuti incontriamo la strada Comunale che porta al paese di Ponti. Si prosegue su strada asfaltata per circa 1,5 km e mantenendo sempre la nostra sinistra, si fiancheggia il paese fino alla fontana. (si consiglia una visita al castagneto secolare). Dalla fontana, si continua a scendere, lasciando alla nostra sinistra un mulino ad acqua, e si prosegue in discesa su strada sterrata per circa 50 minuti, fino ad arrivare al Torrente Avagnone.
Si guada il torrente e si risale per circa 15 minuti in direzione frazione Lama, poi il sentiero devia bruscamente a destra e attraversa zone prative con muretti a secco fino ad arrivare ad un altro guado sempre sul Torrente Avagnone. Attraversato il torrente il percorso ci porta al paese di Rovaiolo Vecchio in circa 20 minuti.

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martedì 30 agosto 2011

Sabato 3 settembre: Alpi Orobie - Rifugio Alberto Grassi

L’escursione che vi proponiamo, rispetto al programma iniziale, è stata in parte ridotta nella sua lunghezza per motivi logistici e organizzativi.
La bellezza e la spettacolarità del percorso rimane comunque.
Si tratta di un bellissimo itinerario panoramico, che si svolge prevalentemente su sentiero e mulattiera, per lunghi tratti anche in discesa e falso piano, con salite ripide e non ombreggiate, tra il passo del “Gandazzo”, il passo del “Toro”e la bocchetta di “Foppabona”.
Il panorama è vasto lungo tutto il percorso, spaziando dal Monte Rosa alle prealpi bergamasche.
Dopo avere raggiunto i “Piani di Bobbio” con una comoda cabinovia si parte seguendo il sentiero 101-36.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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