domenica 7 febbraio 2021

Banff Festival in streaming: dove vedere i film dedicati agli sport outdoor

Dalla celebre rassegna dedicata agli sport outdoor nata in Canada, nella città di Banff, è sorto un festival apprezzato anche in Italia. Un portale on-line permette di vedere corto e medio metraggi: in totale 29 titoli scelti tra i finalisti dell’edizione numero 45 del festival

La più nota rassegna dedicata alcinema di sport outdoor a livello internazionale, il Banff Centre Mountain Film Festival, presenta 18 nuovi titoli in esclusiva streaming sulla piattaforma on-line Itacaondemand per una durata complessiva di oltre 7 ore di proiezione. Si moltiplica così l’offerta di corto e medio metraggi dedicati a chi ama il cinema che narra imprese, storie ed esperienze che hanno per protagonisti donne e uomini impegnati in contesti sportivi outdoor. 

I FILM IN STREAMING

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Una libreria di nuovi titoli che va ad aggiungersi alla selezione del Banff Festival riservata al grande schermo già disponibile on-line. Sono 18 le ulteriori proposte (che si sommano agli 11 titoli già fruibili on-line) selezionati tra quelli che sono approdati alla finale dell’edizione numero 45 dell’omonimo festival che ogni anno va in scena nella città di Banff, nella provincia dell’Alberta, in Canada.


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Le Alte Vie della Valle d’Aosta

I trekker esperti amano le Alte Vie che attraversano il Parco nazionale del Gran Paradiso e lambiscono il Parco regionale del Mont Avic sfiorando i giganti d’Europa: il Monte Bianco, il Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso. Ma questi percorsi sono anche alla portata di semplici amatori e di famiglie con bambini


La Valle d'Aosta è il paradiso di chi ama camminare o pedalare in montagna. I percorsi più celebri e belli si chiamano "Alte Vie". Le principali sono due, l'Alta Via dei Giganti e l'Alta Via Naturalistica, con parti adatte sia per i più esperti che per le famiglie. Nella foto, il Monte Grivola

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Tor des Géants 2021: si farà dal 12 al 19 settembre. Iscrizioni aperte dal 1° febbraio

Il Tor des Géants, l'avventura epica sui sentieri delle Alpi valdostane e gara evento di trail running tra i più prestigiosi al mondo, si farà. Appuntamento dal 12 al 19 settembre sui sentieri d’alta quota della Valle d’Aosta. Nel format TORX, anche altre tre gare su differenti lunghezze


La luce e il buio, la gioia e la fatica, la natura, il mondo e, alla fine, la gloria. Il Tor des Géants, la gara di trail-running più dura e ambita al mondo, è il sogno, il punto di arrivo, è l’esperienza che chiunque pratichi questo tipo di corsa estrema, di lunga distanza, sogna di fare una volta nella vita.

Per tutti loro che sono pronti a raccogliere la sfida – pochi runner eletti, in realtà, con un’eccezionale forza nelle gambe e altrettanta d’animo – la buona notizia è che l’edizione 2021 del Tor des Géants si farà, dal 12 al 19 settembre, insieme alle altre gare su diverse distanze che rientrano del format TORX.

Confermata l’edizione 2021 del Tor des Géants: temi, distanze e novità

La macchina organizzativa si è messa in moto. Via alle iscrizioni (info sul sito tordesgeants.it) a partire dal 1° febbraio. In una conferenza stampa digitale sono state annunciate tutte le novità della nuova edizione, che spegne quest’anno dieci candeline. In particolare, i temi che caratterizzeranno tutte le attività: sostenibilità, etica sportiva, centralità dell’uomo e accento sul Made In Italy.

Rifugio Deffeyes Passo Alto, Valle D’Aosta – © Pierre Lucianaz

TORX: quattro gare per quattro distanze estreme

Al momento tutte le quattro gare sono confermate nel loro format classico.

• Il TOR330 – Tor des Géants unisce la lunga distanza – 330 chilometri – all’individualità del corridore: l’organizzazione non impone ai partecipanti tappe forzate, a vincere è chi mette meno tempo gestendo in autonomia i riposi e le fermate ai ristori. Il TOR330 coinvolge l’intera regione Valle d’Aosta, si corre lungo sentieri ai piedi dei più importanti 4mila delle Alpi e attraverso il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic.

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GALLERY: SCOPRI LE ALTE VIE DELLA VALLE D’AOSTA

Suoni della natura da ascoltare a casa: la colonna sonora dei parchi americani

I parchi nazionali americani chiudono a causa del Coronavirus. Ma invitano a rilassarsi ascoltando i suoni della natura registrati dagli scienziati. Canti di uccelli, richiami dei coyote, il rumore della pioggia e lo scrosciare delle cascate. Ecco dove trovare le playlist più belle


Ascoltare i suoni della natura distende la mente, rilassa. E porta lontano. Fuori, la primavera è timidamente iniziata e la natura ha cominciato a conquistare i suoi spazi. Ci vorrà ancora del tempo prima di poter tornare a regalarsi una camminata in un bosco. E ancora più, probabilmente, ci vorrà prima di poter tornare a organizzare un lungo viaggio nei parchi americani.

Anche le oasi protette degli Stati Uniti oggi chiudono le porte a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Ma c’è un modo per continuare a godere della loro bellezza, anche restando tra le quattro mura di casa, assicura in una nota Katherine Chesson, vice presidente nel National Park Foundation: l’ascolto.

Ascoltare i suoni della natura da casa è possibile,
grazie alle registrazioni degli studiosi dei parchi nazionali americani.
Da Yellowstone, arrivano ad esempio le cartoline audio (ph. Istock)


Suoni della natura: dal canto degli uccelli al rumore di pioggia la playlist dei parchi Usa

Il National Park Service, l’ente che tutela i parchi nazionali americani, ha infatti pubblicato sul suo sito una Sound Gallery che raccoglie tutti i suoni della natura registrati negli anni dagli scienziati dei parchi per motivo di studio e ricerca. Il cinguettio degli uccelli, il richiamo dei coyote. Il ronzio dell’ape e il concerto delle cicale, proprio come in una notte d’estate. C’è lo scroscio di una cascata e l’improvviso rombo di un temporale. E poi il vento che soffia tra le fronde e i prati deserti, e giunge a noi come un canto lontano. Una volta messe le cuffie ci si sente trasportati altrove.

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sabato 6 febbraio 2021

Dramma sul K2: tre alpinisti dispersi da un giorno dopo l’attacco alla vetta

Sono l’islandese Snorri, il cileno Mohr e il pakistano Muhammad Ali, che con Moro aveva realizzato la prima invernale del Nanga Parbat. Ieri era morto un bulgaro, Skatov, durante la discesa

Ore di angoscia sul K2. Neppure 20 giorni fa 10 nepalesi salivano, cantando l’inno Nazionale, per la prima volta in inverno, nella seconda montagna più alta della terra. Oggi con angoscia e tristezza si attendono notizie di tre alpinisti che da molte (troppe) ore non stanno facendo più sapere nulla di loro. Nei giorni scorsi diverse spedizioni, approfittando della finestra meteo favorevole, avevano tentato l’attacco alla vetta. Ma molti, in diverse situazioni e in diversi momenti, avevano cominciato a scendere e durante questa operazione ieri era morto l’alpinista bulgaro Atanas Skatov, dopo una tragica caduta.

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“Per chi suona la campana”. Il mondo della montagna che resiste unito in un flash mob

Sono state oltre cento le adesioni al flash mob che, nella mattina di ieri, venerdì 5 febbraio, ha visto il mondo della neve unito dal suono delle campane. #PerChiSuonaLaMontagna il nome che è stato scelto per l’iniziativa, promossa dalla rivista Sciare Magazine, che ha visto suonare in contemporanea le campane di tutti i comuni montani aderenti, dalle regioni alpine alla Sicilia.

Obiettivo: dare un segnale forte di resistenza dei territori. Al contempo lanciare un grido d’aiuto in un momento di emergenza estremamente lungo e deleterio per il mondo montagna.

Come nasce #PerChiSuonaLaMontagna

L’idea di #PerChiSuonaLaMontagna è nata con l’ambizione di dar luogo al flash mob più grande del mondo della neve. Le località sciistiche d’Italia sono state invitate a partecipare, suonando tutti assieme alle ore 10 le campane del paese. Una manifestazione senza rischio di assembramenti, senza gesti eclatanti.

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“Fisch”. Arriva in streaming il film di Federica Mingolla sulla via del Pesce in Marmolada

venerdì 5 febbraio 2021

Donne che camminano da sole: "A piedi per scoprire che la natura è ovunque"

Sono tante e sui social network hanno grande seguito, ma soprattutto amano viaggiare e camminare. Daniela Collu, Alessandra Beltrame e Monica Nanetti scrivono e raccontano cosa vuol dire mettersi in cammino e guardarsi attorno per riscoprire se stessi

L’era geologica in cui viviamo, l’Antropocene, è caratterizzata dalla nostra indelebile impronta sull’ecosistema. Un’impronta che ha, sì, creato scompensi ecologici, ma che negli ultimi anni sta diventando più consapevole, motivando l’essere umano a riscoprire e proteggere l’ambiente, anche attraverso il cammino in solitaria. E proprio intraprendendo questi viaggi da pellegrini 2.0 che si incontrano, se non addirittura riscoprono, le meraviglie della natura.

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A Omegna l’addio al vicepresidente del Cai Maurzio Orlandin

Sabato 6 febbraio i funerali del 46enne scialpinista travolto a gennaio da una valanga in Val Maira

Si terrà alle 14:30 di sabato 6 febbraio, al cimitero di Omegna, l’ultimo saluto a Maurizio Orlandin, scialpinista e vicepresidente del Cai di Omegna travolto da una valanga in Val Maira.

Dopo l’incidente dello scorso 30 gennaio in alta montagna, Orlandin si era spento all’Ospedale Molinette di Torino, dove era arrivato in condizioni critiche.

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Omegna, donati gli organi di Maurizio Orlandin: “Salvare altre vite era un suo desiderio”


giovedì 4 febbraio 2021

Multa da 400 euro ciascuno ai sopravvissuti della valanga in Val Maira: hanno violato la zona arancione

Gli otto scialpinisti erano arrivati dal Verbano assieme alla vittima

Hanno violato le norme imposte dalla zona arancione gli scialpinisti sopravvissuti alla valanga che ha travolto Maurizio Orlandin, uno dei loro compagni, sabato mattina ad Acceglio in Valle Maira. Questa mattina i carabinieri hanno notificato a ognuno di loro il verbale con la multa da 400 euro prevista per la violazione delle regole anticontagio, un atto dovuto dal momento che la comitiva di scialpinisti non ha rispettato le disposizioni imposte per la zona arancione.

Le regole prevedono infatti che l’attività in montagna sia autorizzata nel proprio comune, o nelle zone limitrofe se il comune non è montano o non c’è neve. La comitiva proveniva tutta dalla zona del Verbano e avrebbe dovuto raggiungere qualche vetta in quota all’interno della provincia, ma non era autorizzata a svolgere attività sportiva nel Cuneese.

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Un altro alpinista travolto da una valanga in valle Maira nel Cuneese. Morto lo sciatore investito ieri dalla neve


martedì 2 febbraio 2021

Maltempo e imprevisti rallentano ma non fermano le ricerche sul Velino


Aggiornamento 01/02/2021, ore 13.00 – Stamattina sono ripartite le ricerche dei 4 escursionisti dispersi da domenica scorsa sul Monte Velino, il maltempo ieri aveva interrotto le operazioni dei soccorritori. Stamattina sono partite delle squadre di terra del Soccorso Alpino che sono salite in quota con gli sci e si stanno concentrando sull’area di Valle Majelama nel tratto che incrocia la Sella del Bicchero, perlustrando anche tutti i canali, già oggetto di ricerche nei giorni scorsi.

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lunedì 1 febbraio 2021

Monte Bianco, ecco cosa si prova a cadere in un crepaccio mentre si scia ad alta quota: il dramma ripreso in soggettiva

Duard Bozon, sciatore francese, era su una parete del Monte Bianco per una discesa libera ad alta quota, insieme a un compagno, quando improvvisamente è caduto in un crepaccio, non visto, finendo alcuni metri sotto la neve, con una possibile frattura al ginocchio. La ripresa della caduta e del salvataggio, prima grazie al compagno, che lo tira fuori dalla buca, poi con l'eleicottero, è tutta documentata in soggettiva dalla bodycam dello sciatore.

Video

A Bergamo nasce il Bosco della Memoria per le vittime del Covid: parte la raccolta fondi per realizzarlo

Nel parco della Trucca, vicino all'ospedale simbolo del dolore nella prima ondata della pandemia. Finanziato dal Comune, dall'associazione Comuni Virtuosi e da altri sponsor, ma con il contributo dei cittadini che da oggi possono donare

La raccolta fondi è partita oggi: l'obiettivo è realizzare un Bosco della Memoria, per ricordare le vittime del Covid a Bergamo, una delle città simbolo del dolore e della morte della prima ondata della pandemia, con quelle immagini indelebili delle bare allineate nella chiesa del cimitero e con quelle che hanno fatto il giro del mondo dei camion militari che le portavano in altre città d'Italia per la cremazione.

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Nel Lodigiano una piramide ricorda le vittime del Covid: i nomi incisi sulle pietre raccolte nel Po


Puntata 101-102 I MiIllepiedi: Sicurezza e Prevenzione in Montagna e sui Cammini


Un tema molto importante, tanto più attuale perchè tante persone si stanno avvicinando al mondo della montagna e dei cammini, ma occorre farlo avendo bene in mente quali siano le condizioni corrette per farlo. Qui ne parliamo con Walter Milan, Responsabile Nazionale Comunicazione del Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS e Roberta Vittorangeli, Guida Alpina e Medico di Emergenza del CNSAS.

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Valanga nel Cuneese, morto 23enne travolto

Era tenente esercito. Seconda vittima fine settimana ad Acceglio

(ANSA) - CUNEO, 01 FEB - È morto nella notte, all'ospedale di Cuneo, Filippo Calandri, il 23enne travolto ieri da una valanga ad Acceglio, sulle Alpi cuneesi della Valle Maira.
    Tenente della Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino, originario di Bologna, era insieme a un compagno (rimasto illeso) a 2.300 metri di quota, oltre il rifugio la Gardetta, quando è stato sepolto da un metro e mezzo di neve.

Si aggrava dunque il bilancio degli incidenti del fine settimana in montagna dopo la morte, ieri alle Molinette di Torino, dello scialpinista 46enne travolto sabato da un'altra valanga sempre nella stessa zona. Fonte ANSA.


Marito e moglie muoiono in montagna sotto gli occhi della figlia

 

Tragedia sul monte Vareno, nel territorio di Angolo Terme: una donna e un uomo di 35 e 40 anni sono morti durante un'escursione.

Dalle prime informazioni sembra che la donna sia precipitata nel vuoto scivolando su una lastra di ghiaccio e che il marito, nel tentativo di salvarla, sia finito nel dirupo. Per entrambi non c'è stato scampo. 

Ad assistere alla scena la figlia di 5 anni e una coppia di amici della coppia. 

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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