giovedì 6 novembre 2008

Le Cinque Terre

Le Cinque Terre sono una delle aree mediterranee naturali più incontaminate della Liguria e della costa Tirrena. Cinque miglia di costa rocciosa racchiuse da due promontori, cinque paesini arroccati su speroni di pietra in minuscole insenature, per la loro storia e la loro posizione, le Cinque Terre non hanno subito un’espansione edilizia massiva. La viticoltura, tipica della zona, ha contribuito a creare un paesaggio unico al mondo con i tipici muri a secco, caratteristici delle colline a strapiombo sul mare cristallino con baie, anfratti ed incantevoli spiagge.

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martedì 4 novembre 2008

Attraverso le 5 terre


Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, sono i cinque paesi che caratterizzano questo splendido pezzetto di Liguria. Esistono 2 sentieri che attraversano queste terre, uno percorribile in quota, sui crinali dell'appenino ligure e un altro che si snoda lungo la costa, tra gli uliveti e le terrazze coltivate.

Entrambi gli itinerari presentano panorami splendidi e anche se quello in quota è meno frequentato forse il percorso che costeggia il mare risulta essere più suggestivo, sia per la costante vista del mare sia per la possibilità di visitare i vari paesi che mostrando al turista la bellezza di questi antichi borghi.


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lunedì 3 novembre 2008

Omini di pietra


Camminare lungo un sentiero, una mulattiera o su di una pista ben tracciata è tutto molto semplice se il tempo bello ci assiste, ma se a farci compagnia è la nebbia o le nuvole basse allora tutto si complica. Ecco che entrano in scena piccoli amici, immobli e freddi che con la loro presenza ci rendono tutto piu’ semplice, i cosiddetti “omini di pietra”. Quando tutto intorno è bianco e quando l’ansia e l’angoscia si fanno avanti, loro ti indicano la strada da seguire, ti avvertono del pericolo vicino, non hanno parola, ma la loro presenza ti rasserena…. anche loro hanno pero’ bisogno di aiuto, basta regalargli qualche secondo aggiungendo una pietra, onde renderli piu’ visibili al camminatore che verrà dopo di noi.

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martedì 28 ottobre 2008

Viaggiare a piedi





... ecco quello che vi proponiamo. Per parchi selvaggi e incontaminati o per antichi borghi, le nostre guide (tutte dell'Associazione Nazionale Guide Ambientali Escursionistiche) vi accompagneranno lungo i sentieri più segreti e più appaganti che conoscono. Perché, che cos'è una Guida se non uno che conosce la via e il modo per percorrerla?

La Boscaglia è nata 13 anni fa, e lentamente, con passione e professionalità, lavora per la diffusione della cultura del camminare. Camminare è viaggiare a ritmi naturali e antichi, come viandanti, come pellegrini, camminare è decrescere, camminare è cercare il proprio lato selvatico, la propria consapevolezza. Camminare è vita... speranza e vita.


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lunedì 27 ottobre 2008

Fabrizio Capecchi





Fabrizio Capecchi è nato a Narni (Terni) nel 1958.
Ha sempre vissuto tra Emilia e Lombardia e abita attualmente a Pavia.
Laureato in Scienze Agrarie presso l'Università Cattolica a Piacenza, dal 1988 si è dedicato alla fotografia e allo studio dell'Appennino, un ambiente frequentato assiduamente fin dagli anni giovanili.

Nella collana "Appennino meraviglioso", edizioni Croma, ha pubblicato:

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venerdì 24 ottobre 2008

Dove comincia l'Appennino


La via del sale - La via dei Malaspina - La via della Salata

Con la denominazione di via del sale si è soliti riferirsi agli antichi percorsi di commercio che mettevano in comunicazione la pianura Padana con il mar Ligure: il sale infatti, utilizzato per la conservazione dei cibi, era la più preziosa delle merci trasportate dai muli o dai carri, insieme all'olio ligure, a lana, pelli, cuoio, lino e canapa provenienti da oltremare, in cambio del vino e di altri prodotti dei versanti padani.

Esistono in realtà moltissime vie del sale: l'espressione è usata almeno dalla Toscana fino all'estremo Ponente ligure. Alle vie del sale di quest'ultima zona Nico Orengo ha dedicato un libro intitolato "Il salto dell'acciuga"; le acciughe erano infatti un'altra delle merci che transitavano dal mare verso la pianura, il che spiega perché una specialità gastronomica piemontese, la bagna cauda, sia a base di acciughe. Giustamente quindi è intitolato "Le vie del sale", al plurale, un altro libro di Fabrizio Capecchi, che illustra nove itinerari fra pianura e mare, che varcano l'Appennino ligure in altrettanti passi.


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mercoledì 22 ottobre 2008

La via del sale

La via del sale era un tracciato che anticamente alimentava il commercio del sale. Non esisteva un'unica via del sale; i vari popoli emiliani, lombardi e piemontesi avevano ognuno la propria rete di sentieri e collegamenti per portare le merci, principalmente lana ed armi, verso il mare e recuperare il sale, allora prezioso per la conservazione degli alimenti.

Mettendo in comunicazione la Pianura padana con la Liguria o i territori francesi della Provenza, permetteva il commercio di questo materiale prezioso, elemento indispensabile per l'alimentazione e la conservazione dei cibi, di difficoltoso reperimento nelle regioni del settentrione lontane dal mare.

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martedì 14 ottobre 2008

Materiale ed abbigliamento

La montagna è un ambiente naturale, che ha ben poco a che fare con la città e quindi richiede un abbigliamento specifico e del materiale studiato appositamente.
Nessuno di noi penserebbe di andare per sentieri con le ciabattine da bagno (almeno spero...), ma probabilmente un'attrezzatura da scalata dell'Everest non solo sarebbe eccessiva, ma addirittura scomoda e dannosa per gli scopi di un escursionista.

Ci vuole quindi equilibrio nelle proprie scelte, equilibrio che si ottiene fondamentalmente con la propria esperienza personale: solo provando e riprovando possiamo capire se gli scarponi migliori sono pesanti o leggeri, se ho bisogno di uno, due o tre pile da portare con me, se le bacchette mi sono d'aiuto o solo d'intralcio. Ma lo scopo deve essere chiaro a tutti: sicurezza e comfort.

Quello che posso fare è di raccontarti la mia esperienza, con la speranza che queste informazioni possano aiutarti nel cercare il tuo equilibrio nella scelta del materiale e dell'abbigliamento, che vi accompagnerà nelle tue escursioni.

Abbigliamento per un'escursione:

  • giacca impermeabile, magari anti-vento: è il cosiddetto guscio. Leggera, una volta piegata occupa poco spazio nello zaino. Non consiglio la mantella, che, non traspirando, spesso si trasforma in una sauna e che in caso di vento diventa ingovernabile
  • un pile pesante e uno di medio spessore: la vecchia regola del vestirsi a cipolla, cioè a strati sovrapposti, rimane secondo me validissima
  • due magliette sottili, di cui una a maniche lunghe, da tenere a contatto di pelle. Io uso quelle in materiale sintetico e evito quelle in cotone, che si impregnano di sudore, raffreddano, sono pesanti e ci mettono una vita ad asciugare. Leggi qui una descrizione più dettagliata sull'intimo.
  • pantaloni lunghi se si pensa di andare per boschi (occhio ai graffi nelle gambe) o se si soffre il freddo, ma lasciate perdere jeans e braghe di velluto: sono pesanti, se si bagnano si inzuppano come spugne e non aiutano il movimento. D'estate normalmente uso pantaloni corti, ma è comunque bene avere un paio di pantaloni lunghi con sé in caso di cambio repentino del tempo.
  • calze da trekking. Anche in questo caso evito i vecchi calzerotti di lana, che sono pesantissimi e fanno sudare il piede. I nuovi materiali sintetici assolvono egregiamente al compito
  • scarponi. Su questo argomento si sono scritti degli interi volumi, ma io preferisco utilizzare scarponi alti, che proteggono la caviglia, con una suola in Vibram un po' rigida e possibilmente con la fodera in Goretex o materiali similari, che aiutano (aiutano, non risolvono completamente) il problema dell'infradiciamento dei piedi. La rigidità dello scarpone aiuta a proteggere la pianta del piede dalle sollecitazioni, ma ha lo svantaggio di essere più pesante (sensazione di palla al piede). Nelle camminate più tranquille (quelle di difficoltà T) utilizzo invece un paio di scarponcini bassi. Ti consiglio vivamente di utilizzare scarponi alti quando partecipi alle uscite di ZainoinSpalla.
    Se sei in fase di acquisto di un paio nuovo di scarponi, ho raccolto qualche consiglio
  • cappello da sole con la visiera (aiuta a proteggersi il viso in caso di pioggia) e berretto caldo
  • guanti di pile e di lana cotta, questi ultimi se si ha intenzione di vivere la montagna anche d'inverno... cosa semplicemente fantastica
  • nelle uscite di più giorni sono necessari i ricambi e un asciugamano (ne esistono in commercio di piccoli e leggeri in materiale sintetico). Ho sentito di gente che gira con l'accappatoio nello zaino: personalmente sconsiglio vivamente questa scelta, anche se sono quelli in materiale tecnico

Materiale per un'escursione:

  • zaino di circa 30 litri per le uscite giornaliere, fino a 50-60 litri per i trekking di più giorni, ma se vuoi essere sicuro di limitare il tuo carico non andare oltre i 45 litri. L'importante è che sia comodo, con buoni spallacci, che non uccida la schiena e che abbia la cintura per caricare i fianchi.
  • il coprizaino, nel caso non utilizzi la mantella
  • i bastoncini telescopici (o bacchette) possono aiutare, in quanto scaricano una parte del peso dalle spalle alle bacchette. E' stato valutato che è come avere uno zaino pesante il 30% in meno, che non è poco. Ma occorre fare un po' di esperienza, dato che la camminata di un quadrupede (con le due gambe naturali e i due bastoncini) è ovviamente diversa da quella di un bipede.
  • occhiali e crema da sole, più uno stick per le labbra: più si sale di quota più i raggi UV si fanno micidiali
  • una borraccia da un litro: non dimenticare che restare senz'acqua è la più grossa tortura che ti possa capitare sia in montagna, che in qualunque altro posto del pianeta. Utili i sali integratori, che aiutano a prevenire la perdita causata dalla sudorazione
  • cibo: senza carburante non si procede. Ognuno ha i suoi gusti e preferenze e la scelta se portare panini e cioccolate o barrette energetiche dipende solo da te. L'importante è essere autosufficienti
  • un coltello milleusi può sempre servire
  • kit di pronto soccorso con i farmaci personali. Come accompagnatore porto sempre con me un kit generico con bende, disinfettante, cerotti, analgesici, ma nessuno come te può sapere delle tue necessità in campo medico. Se soffri di patologie particolari (problemi cardiaci, diabete, allergie) ti consiglio di avvisare sempre l'accompagnatore, in modo da prevenire eventuali problemi.
  • cerotti per salvaguardare le parti delicate dei piedi (ottimi quelli in carta) o per proteggere le eventuali vesciche (i Compeed sono fantastici)
  • carta topografica, bussola, altimetro e binocolo completano la dotazione, ma se vai in giro con un accompagnatore non sono indispensabili
  • utile, non costa nulla ed è iper-leggero: porta con te un fischietto. Nel caso ti perdessi, il suono che emette un fischietto per richiamare l'attenzione delle altre persone è 1000 volte maggiore dell'urlo più potente che tu possa far uscire dalla tua bocca
  • il sacco lenzuolo per dormire nei rifugi è indispensabile. Una torcia è sicuramente utile, dato che alle 22 normalmente vengono spente le luci. Anche i tappi per le orecchie possono aiutarti a prendere sonno dormendo nei rifugi, in quanto spesso si è in camerate da 8 e più posti letto.
  • la macchina fotografica ti aiuterà non solo a conservare i ricordi della gita, ma per esperienza aumenta anche il livello di attenzione e di interesse nei confronti dell'ambiente. Mi raccomando: non portare con te treppiede, flash e dotazione completa di obiettivi intercambiabili, molto meglio qualcosa di leggero e maneggevole.

Nota bene: più lo zaino è leggero, più l'escursione ti piacerà... è automatico!!!! Nella mia esperienza evito di partire con più di 5Kg sulle spalle per le uscite giornaliere e con più di 12Kg nei casi di trekking di più giorni.

Un trucchetto: metti gli oggetti delicati (binocolo, cellulare, portafoglio) e gli indumenti all'interno di sacchetti di plastica. In caso di acquazzone salverai così capre e cavoli.

La lista è lunga, ma sempre grazie all'esperienza potrai risparmiare qualche chilo sulle spalle e l'emorragia di svariati euro dal portafoglio. Se poi vuoi qualche consiglio, non hai che da contattarmi.

Se sei all'inizio della tua carriera escursionistica e stai pensando di acquistare l'attrezzatura, comincia dal basso!!
L'accoppiata scarponi+calze sono la cosa più importante e sulla quale puntare la maggior attenzione senza badare troppo al risparmio. Questo perché in una normale escursione si fanno qualcosa come 15,000 passi e se i piedi ti fanno male, diventano 15,000 torture una in fila all'altra.

Clicca qui per ulteriori dettagli sul materiale e l'abbigliamento per le ciaspolate e qui per le salite su ghiacciaio


venerdì 10 ottobre 2008

Alta Via dei Monti Liguri

Una grande strada verde

Percorrere l'Alta Via dei Monti Liguri è uno dei modi più affascinanti per ammirare i pregi della Liguria, quasi una lunghissima doppia vetrina di oltre 400 chilometri, affacciata da un lato verso il mare e dall'altro verso la pianura Padana e l'arco alpino. L'itinerario offre possibilità diversificate non solo per motivi di interesse prevalente, ma anche per caratteristiche e difficoltà di percorso, con tappe idonee alle famiglie con bimbi e anziani e tappe impegnative per gli escursionisti allenati.

Sito ufficiale: www.altaviadeimontiliguri.it

giovedì 9 ottobre 2008

Masone e le sue valli

Il concentrico di Masone si estende su un'ampia superficie alla confluenza dei tre torrenti Stura, Vezzulla e Masone. In esso si possono individuare tre parti ben distinte che formano oggi un'unica continuità di abitazioni: il centro storico, o paese vecchio, di antiche origini, arroccato su una collina dalla quale si domina il paesaggio circostante; il paese nuovo, l'ampia cittadina che si distende nella pianura alluvionale dello Stura e del Vezzulla; infine, il borgo Mulino alla confluenza del rio Masone nello Stura.
Il centro storico, le frazioni, i rustici sparsi nel territorio delle tre valli minori offrono una documentazione valida per una lettura attenta delle vicende storiche che si sono susseguite nei secoli.
I dintorni di Masone sono, poi, , molto belli anche paesaggisticamente e offrono l'opportunità per numerosissime escursioni.
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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