mercoledì 22 agosto 2018

Domenica 26 agosto: Gavilonga

Passeggiata enogastronomica nella zona del Gavi DOCG. Nell’ambito di Di Gavi in Gavi Gavi, passeggiata, (AL) A cura dell'Associazione Enogastronomica del Genovesato e dell'Oltregiogo Obertengo in collaborazione con l'Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi
Ingresso Libero

Sul finire degli anni 90′ del secolo scorso Carletto Bergaglio, farmacista storico di Gavi e della Vallemme nonché noto enogastronomo del territorio e fondatore dell’Ordine Obertengo  dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi, confraternita eno-gastronomica che promuove i prodotti eno-culinari della zona del gaviese – in particolare i ravioli e il “Gavi”, prima DOCG, in ordine di tempo, di un bianco secco piemontese – ha iniziato a programmare e progettare, una volta l’anno, una “passeggiata eno-gastronomica“: nasce così la GAVILONGA.
Camminando attraverso vigne, sentieri, boschi e godendo degli impareggiabili scenari paesaggistici, i partecipanti alla passeggiata degustano il vino e assaggiano le varie leccornie locali offerte in ogni singola tappa dalle Aziende vitivinicole coinvolte, fino al gran finale con la raviolata per tutti.
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lunedì 20 agosto 2018

"Sono stanco" sussurra all'amico e vola giù dal Cervino: Matteo muore a 28 anni

La tragica fine di Pes, conosciutissimo in città: calciatore, studioso di storia, lavoratore e impegnato in politica. Cade sul lato svizzero, i genitori a Zermatt per riportarlo a casa

Arezzo, 20 agosto 2018 - «Sono stanco, non ce la faccio più»: e dopo pochi secondi è precipitato, sotto gli occhi sbarrati dell’amico. Precipitato giù dal canalone che aveva risalito quasi completamente, a pochi metri dal breve tratto traverso nel quale avrebbe potuto riprendere finalmente fiato. Si è arreso prima Matteo Pes. E ha perso la vita lì, a 28 anni, inseguendo l’ultimo sogno: la vetta del Cervino.
Un volo senza speranza: la Finanza di Breuil calcola che sia precipitato per circa 300 metri, parte in verticale, quella che aveva risalito dal Rifugio Duca degli Abruzzi, e parte rotolando tra gli speroni di roccia. Un’avventura partita da Arezzo da poche ore ma preparata da mesi: insieme a Francesco Sardelli, il compagno di tante scalate. «Arrivato in cima allo Cheminée (il famoso canalone) mi sono voltato per vedere dove fosse Matteo: ha detto poche parole, è caduto», ha raccontato sconvolto al soccorso alpino e alla Finanza.
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domenica 19 agosto 2018

Sulle cime piu' alte dell'Appennino Alessandrino



Questo anello  caratterizzato da splendide vedute panoramiche, percorre i bellissimi crinali della Zona di Protezione Speciale «Dorsale Monte Ebro e Monte Chiappo» ad una altitudine compresa tra i 1500 e i 1700 metri, toccando le cime più alte e caratteristiche dell’Appennino alessandrino, al limite sud-orientale del Piemonte.


L’itinerario, parte da Capanne di Cosola, nella Terra delle Quattro Province, segue il crinale fino a raggiungere i Monti Ebro e Chiappo, camminando sulle aperte praterie sommitali lungo antichi percorsi seguiti già in epoca romana e medioevale. Notevole la vista sulla cerchia alpina e sul Mar Ligure. Scrutando il cielo si può scorgere il gheppio che fa lo “spirito santo”, il falco pecchiaiolo e, più di rado, l’aquila reale.
Se volete provare questo cammino  la Pro Loco di Cabella Ligure vi aspetta mercoledì 22 agosto alle 9,30 a Capanne di Cosola
Difficoltà E – segnavia 200
Tempo di percorrenza 4-5 ore
Percorrenza 12 km
Dislivello +200
Per informazioni Irene Zerbo
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE:
Prenotazione e pagamento quota agenzia di viaggi www.celeber.it: Chiara Priori 02.45373540
Quota adulta 15 euro a persona, bambini 8 euro da versare entro martedì 21 agosto
Prenotazione immediata sino a esaurimento posti (20)

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venerdì 17 agosto 2018

Alpinista cade e muore sulle Tre Cime

Stava scalando da solo la Piccola Cima (2.856 metri)



(ANSA) - BOLZANO, 17 AGO - Incidente alpinistico mortale sulle Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti. La vittima è un alpinista che stava scalando da solo la Piccola Cima (2.856 metri) sul versante bellunese, caduto per ragioni ancora da accertare.
    L'uomo non aveva con sé documenti di identità. Per recuperarne la salma è intervenuto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites, allertato dalla centrale del soccorso alpino di Belluno.

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sabato 11 agosto 2018

Sui sentieri del Timo selvatico dove nasce il Montebore

Dall’associazione Calyx, un’escursione sui monti della Val Borbera, alla scoperta di un territorio suggestivo e del suo antico formaggio


Il Montebore è un formaggio piemontese, che nasce sull’omonima Costa, tra Piemonte e Liguria.
Capace di incarnare il sapore di due mondi diversi (la costa ligure ed i monti dell’entroterra alessandrino), il Montebore è stato l’unico formaggio servito alle nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, la futura Monna Lisa.
In suo onore, l’associazione Calyx ha organizzato una camminata nel suo territorio. Il 2 settembre, sarà così possibile visitare i luoghi d’origine, per conoscere la geologia e vegetazione del luogo.
Orario di partenza, le 10.00, presso Costa di Montebore, SP 123, a Dernice (Alessandria). L’escursione è un percorso di 6 kilometri, con un dislivello di 200 metri, sull’Appennino locale. Nel primo tratto, si attraverseranno boschi naturali, castagno e rovelle, dalla Costa di Montebore fino al crinale posto tra la vetta del monte Barillaro (804 m) e quella del Monte Gavasa. Fermi per una sosta, i viaggiatori potranno godere di una splendida vista a 360 gradi sui monti del Gruppo dell’Antola e sulla Valle del Borbera con i pittoreschi centri storici di Dernice, Montebore e Borgo Adorno.
Questa è la terra del tino selvatico: di norma pianta per climi mediterranei, riesce a crescere sulla Costa di Montebore grazie ad un microclima speciale. Per i contadini della zona, il timo è un ingrediente della dieta di bovini ed ovini, capace di dare al latte (ed al Montebore) un sapore speciale.
La discesa porterà gli escursionisti tra pareti di conglomerato e calanchi, fino a località Parogna. Lì, inizierà un ultimo tratto di strada, dove il percorso gastronomico della Festa del Montebore, dove sarà possibile pranzare con assaggi del territorio.
Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le ore 10:00 in localita’ Costa di Montebore, presso i prati riservati a parcheggio della Festa in Strada Provinciale 123, comune di Dernice (AL).
L’attività si concluderà verso le ore 12:30 all’area della Festa del Montebore.

venerdì 10 agosto 2018

Tutti morti i tre alpinisti torinesi scomparsi sul Monte Bianco

Recuperato il primo corpo, avvistati gli altri due

E' stato recuperato in un crepaccio sul versante francese del Monte Bianco il corpo di uno tre alpinisti torinesi scomparsi da martedì scorso. La gendarmeria ha trovato un cadavere, che è stato identificato come quello di Luca Lombardini, 31 anni,  in un crepaccio, mentre gli altri due cadaveri sono stati avvistati, ma le operazioni di recupero sono ancora in corso.
 Il corpo era nella crepacciata terminale della Petite Aiguille Verte (3.512 metri), lungo la destra orografica, sul versante dell'Aiguille d'Argentière. Sopra si trova una parete di circa 300 metri da cui in queste ore si verifica una continua caduta di materiale. Una zona pericolosa per i soccorritori, che dunque hanno potuto effettuare il recupero solo in elicottero e con il verricello, agganciando il corpo e tagliando la corda con cui verosimilmente era legato agli altri due.

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Villaggi di Pietra


Piccolo Reportage
Rimangono le pietre e le tavole di legno utilizzate per costruire questi paesi.
Rimane la testimonianza di un popolo che manca.
Un popolo che sembra essere scomparso ma che in realtà resta, permane nella nostra memoria, nella storia della nostra valle.
Dopotutto con i Bellomo, e gli altri abitanti di questi paesi mi sento quasi imparentato, hanno vissuto qui prima di noi.
Vivere in Val Borbera lega.
Quando penso che meno di un secolo fa questa gente riusciva a vivere anche se con non poca fatica e produrre cibo nella valle dei Campassi, mi stupisco sempre.
Mi domando: ma come è possibile che una volta erano così ingegnosi, capaci e tenaci, da riuscire a passare le proprie esistenze lassù?
Attenzione, nessuna nostalgia o malinconia del passato, sia chiaro, ciò di cui sto cercando di parlare è ben altra cosa, ha a che fare più col presente e col futuro che con il passato.
Visitando i Villaggi di pietra ho avuto sin da subito pensieri che mi proiettano nel futuro.
Credo che da queste preziose esperienze di vita potremmo attingere fruttuosamente oggi.
Ad esempio la capacità di fare con le mani, capacità ormai sempre più rara tra gli esseri umani, l'arte dell'arrangiarsi da soli e di non delegare a sconosciuti la gestione di un territorio ecco, anche questa "pratica" potrebbe tornarci utile oggi.
Sono solo due esempi, ma potrei continuare ancora.
Penso che il mondo di oggi sia evidentemente più evoluto per molti aspetti rispetto al mondo raccontato da questi posti.
Molti aspetti, non tutti.



Andare a vedere questi luoghi suscita sempre emozioni intense; disperazione e fascino, stima e paura, freddo e rivincita.
Insomma come al mio solito sento un forte bisogno di fare lavorare ciò che ho visto dentro di me, contemporaneizzare la memoria, renderla quotidiana e alla portata di tutti.
Non parliamo di un museo, o di un sito archeologico, parliamo di storie di persone che hanno vissuto in certe condizioni e in certi posti e che oggi, probabilmente, avrebbero un sacco di cose da insegnarci.

“Messi alla porta di sera dai gestori del rifugio Bonatti”

L’accusa di due trailer su Facebook. La risposta: “Non c’era posto e comunque non avevano bisogno di assistenza”

Il rifugio Bonatti, in Val Ferret
COURMAYEUR
«Non intendo replicare perché non voglio dare importanza a una polemica che di importante non ha proprio nulla». Ha la voce ferma, anche se il tono è amareggiato, Mara Rizzo, che da 20 anni gestisce il rifugio Bonatti a oltre 2.000 metri di quota in Val Ferret, sopra Courmayeur. Rizzo commenta il post che lunedì sera è stato pubblicato su Facebook da due avventori «scontenti» che scrivono: «Nella sera del 14 luglio, dopo essere partiti da Ollomont e aver percorso 45 Km, scendendo dal Colle Malatrà a 2.925 metri diretti a Courmayeur, ci siamo riparati verso le 21 in questo rifugio sotto una pioggia battente, al buio e con vento. Abbiamo chiesto gentilmente se potessero ospitarci, ma essendo privi di letto la risposta è stata negativa. Beh, fin qui ci sta. Ma alla seconda richiesta, se potessimo fermarci per la notte anche solo nei locali del bar o al limite anche nelle scale dei bagni per non prendere pioggia e stare al caldo, camminare al buio con i relativi pericoli, la risposta è stata nuovamente negativa. Con enorme scortesia siamo stati messi alla porta che è stata prontamente chiusa a chiave lasciandoci basiti». A fine racconto, l’autore del post aggiunge: «Ritengo che questo luogo non possa e non debba fregiarsi dell’appellativo “rifugio”. È uno scadente locale di montagna che evidentemente ha confuso la montagna di quota con le vie della movida di Rimini».  

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I tre alpinisti dispersi, l’ultimo messaggio: “Meno male, abbiamo cambiato il percorso”

Senza esito le ricerche, la gendarmeria: forse sono caduti da una cresta

Un’immagine dei tre alpinisti ancora dispersi sul Monte Bianco
ORBASSANO (TORINO)
«Meno male, abbiamo cambiato percorso. Andiamo in una zona meno impegnativa e pericolosa. Sono stanca». È l’ultimo messaggio WhatsApp che Elisa Berton ha mandato a papà e mamma martedì, prima di sparire nel nulla assieme al fidanzato Luca Lombardini e al fratello di lui, Alessandro. Dei tre dispersi sul versante francese del Monte Bianco, ancora nessuna notizia. Le ricerche sono ripartite ieri mattina, ma intorno alle 16 sono state interrotte per maltempo. Il cauto ottimismo delle prime ore dopo l’allarme, visto che i tre ragazzi sono alpinisti esperti nonostante la giovane età, si sta affievolendo. Quella appena trascorsa è infatti la terza notte che Alessandro, Luca ed Elisa sono lì, da qualche parte sulla montagna, senza dare notizie. 

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giovedì 9 agosto 2018

Monte Bianco, tre italiani dispersi sul versante francese

"Abbiamo effettuato - spiega la gendarmeria francese - anche diversi sorvoli in elicottero su tutti gli itinerari possibili. La zona è ricca di crepacci"



Tre alpinisti italiani sono dispersi sul versante francese del Monte Bianco. Si tratta di un militare del Soccorso alpino della guardia di finanza di Bardonecchia (Torino), di suo fratello e di una donna. I tre sono stati avvistati l'ultima volta a Chamonix martedì verso le 7:30, all'altezza degli impianti di risalita di Grand Montets. Dopo diverse ore, le ricerche della gendarmeria francese, senza nessun risultato, riprenderanno giovedì.

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Domenica 26 agosto in Val Borbera

Ponte Rotto - escursione geoteatrale sui Sentieri della Libertà



Su invito del Comune di Cantalupo Ligure, l'Allegra Brigata Chicchirichì e BorberAmbiente aderiranno alla celebrazione della Battaglia di Pertuso "camminando attraverso la Storia". Come?
Tramite un innesto creativo tra parole e musica, memoria storica e geologia.

Irene Zembo, geologa milanese innestatasi in Val Borbera, così descrive l'itinerario lungo le Strette: 
"Un itinerario storico, geologico, paesaggistico e naturalistico unico nel contesto piemontese, da percorrere dentro le profonde gole scavate nei millenni dal Borbera. Nel tratto da Pertuso a Persi, il Borbera scorre incassato dentro gli imponenti muraglioni dei Conglomerati di Savignone, di età oligocenica, alternando pozze in cui fare il bagno a estesi tratti in cui la corrente sfiora le caviglie. In questo canyon fatato, conosciuto con il nome di "Strette", la Storia è da sempre protagonista. L'escursione, infatti, consente di attraversare uno dei "Luoghi della Memoria" della Resistenza partigiana e visitare l'area monumentale della Battaglia di Pertuso".

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mercoledì 8 agosto 2018

Non chiedere il soccorso dell’elicottero è costato la vita allo scalatore emiliano sul Monviso

Il compagno era stato portato a valle con il velivolo del 118





SALUZZO
Si chiamava Giovanni Gaudiello, era originario di Sarno, provincia di Salerno, viveva a Ravenna e aveva 61 anni l’alpinista morto l’altra mattina, venerdì, lungo la «via normale» del Monviso. Una scalata che aveva intrapreso giovedì insieme ad A.B., 72 anni di Marina di Ravenna. Erano amici e andavano spesso in montagna insieme. 
I due erano partiti dal Quintino Sella alle 5 e si erano arrampicati sulla cresta Est. Bloccati a causa del maltempo hanno chiamato i soccorsi che però, proprio per la scarsa visibilità, non sono riusciti a recuperarli. I due hanno trascorso la notte in quota. Venerdì, intorno alle 6, hanno ripreso a scalare portandosi in vetta forse anche per facilitare i soccorsi. Alle 7, l’eliambulanza è decollata. Secondo quanto riferito dal Soccorso Alpino Giovanni ha detto all’amico di essersi ripreso e di voler scendere in autonomia. A.B., invece, è salito sull’elicottero ed è stato tratto in salvo. 
Tra la vetta e il bivacco Andreotti, sulla «via normale», la tragedia: Gaudiello precipita. Un alpinista lancia i soccorsi che però, ancora a causa della scarsa visibilità, non riescono a raggiungerlo. 

martedì 7 agosto 2018

Appennino Emiliano: Anello del Lago Santo e Monte Marmagna

APPENNINO DELL’EMILIA ROMAGNA, UN CRINALE RICCO DI LAGHI. TRA QUESTI IL LAGO SANTO 

Il bosco lambisce la riva del più ampio invaso naturale dell’Appennino settentrionale, il Lago Santo, dove sorge anche lo storico Rifugio Mariotti, raggiungibile in poco meno di un’ora di cammino da Lagdei. Il susseguirsi di creste rocciose e lastroni levigati è ingentilito dalle spettacolari fioriture che caratterizzano un’area dal grande valore naturalistico e paesaggistico: il “Crinale dei laghi”.


COME ARRIVARE
Da Valditacca (Monchio delle Corti) imboccare per Passo della Colla e Località Lagoni, proseguire per Lagdei. Anche da Corniglio. Parcheggiare zona turistica di Lagdei, direzione rifugio bar Lagdei.

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venerdì 3 agosto 2018

Camminata alla spiaggia del Belbo e cena sotto le stelle (CN)


Organizzato da: TERRE ALTE ESCURSIONI www.terrealte.cn.it
info@terrealte.cn.it - 3396575703 Pagamento alla partenza.
Per la cena sotto le stelle prenotazione obbligatoria
Il fascino del fiume in estate....
“Son tornato al torrente….Il torrente è incassato in uno spacco della campagna….Di tanto in tanto ci tornavo…Non sapevo più di carne ma di acqua e di terra.” Il torrente Belbo è il protagonista di questo racconto di Cesare Pavese, è presente costantemente nei racconti di Fenoglio. Il Belbo e la sua Valle, i Mulini, le spiagge, i gamberi di fiume sono presenti nella memoria della gente di queste colline.

Partendo nel pomeriggio dall’abitato di Cravanzana percorreremo un piacevole itinerario per raggiungere il luogo incantato della “spiaggia dei gamberi”, uno splendido e incontaminato angolo di Langa dove la natura ha creato un piccolo paradiso; specchi d’acqua cristallina dove il verde si riflette creando un’atmosfera unica e puoi refrigerarti immergendoti nelle fresche acque.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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