venerdì 9 luglio 2021

7 consigli per stare bene camminando e godersi un trekking al 100%

Camminare è uno dei modi più semplici e meno costosi per rimanere in forma. Sia che tu voglia camminare per fare esercizio fisico, per perdere peso o semplicemente per stare bene, ecco alcuni suggerimenti che ti possono aiutare a ottenere maggiori benefici dalla tua camminata.

Camminare fa bene e fa stare bene.

Tuttavia, come in ogni altra attività fisica, anche andare a piedi può diventare controproducente se si commettono alcuni errori di approccio.

Di solito si tratta di errori per eccesso.

Così nel caso di chi sia sovrappeso od obeso e decida di voler dimagrire 10 kg in un mese, camminando su dislivelli che non ha mai provato in vita sua.

Anche la semplice camminata non deve mai sfidare il buon senso e la realtà della propria forma fisica in un dato momento.

In altri casi, invece, una buona e salutare camminata può essere rovinata dalla mancanza di piccoli accorgimenti o trucchi che i trekker più esperti conoscono bene.

Vediamone alcuni, ricordando che l’obiettivo fondamentale di chi va a piedi dovrebbe essere, molto semplicemente, quello di stare bene.

1. Investi sempre in buone scarpe

Questa è la prima e fondamentale attrezzatura del camminatore e merita un piccolo investimento.

Quando vai in negozio, indossa il tipo di calzini che usi quando camminerai.

Ricorda che probabilmente avrai bisogno di una scarpa più grande di quella a cui normalmente sei abituato, se prevedi di indossare calze spesse.

Le scarpe devono offrire un buon sostegno plantare e un tacco leggermente rialzato con materiale rigido per sostenere il tallone quando si cammina e devono ammortizzare le oscillazioni.

Leggi qui alcuni consigli più approfonditi sulla scelta della scarpa da trekking

2. Riscaldati: un piccolo sforzo preliminare per goderti la tua camminata

Se hai deciso di intraprendere un programma di camminate a ritmo sostenuto, non partire subito a mille.

Riscaldati sempre un poco camminando a passo lento per almeno cinque minuti prima di raggiungere la velocità di crociera.

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Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: un paradiso per il trekking

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane è Patrimonio dell'Umanità Unesco: andiamo alla scoperta delle sue montagne, della natura selvaggia, delle tradizioni delle genti che lo abitano da secoli, dei profumi, dei sapori e della cultura di un territorio unico.

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: la bellezza Patrimonio dell’Umanità

Le Dolomiti Friulane, con Piancavallo, le Valli Pordenonesi, i Magredi sono un territorio unico, di intatta suggestione, dove saperi e sapori autentici segnano il paesaggio naturale e culturale in ogni sua sfumatura.

Selvagge per natura, con un grado di wilderness difficilmente riscontrabile in altre zone dell’arco alpino, hanno paesaggi incontaminati di rara bellezza.

Montagna vera, natura intatta, come vere e intatte sono le antiche tradizioni, il senso dell’ospitalità, i cibi rustici e genuini, le austere architetture in pietra con ballatoi in legno che le sue genti hanno preservato con ostinazione e passione.

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SENTIERI e PERCORSI – Al laghetto dei fiori di loto (o delle ninfee)

Serravalle Scrivia (AL)



Oggi fa molto caldo ma io amo l’estate e camminare al sole non mi fa paura.

Ho saputo che i fiori di loto del laghetto de “La Marchesa” sono sbocciati e, come ogni anno, voglio andare ad ammirarli, ad immergermi in quell’oasi di pace a pochi passi da casa mia.

Quindi, faccio una telefonata e chiedo il permesso ai proprietari: il lago è privato e voglio fare le cose in regola.

Metto la borraccia in uno zaino, calzo scarpe da ginnastica e mi avvio.

Dalla Bollina prendo la strada del Castellone, a Serravalle la conoscono tutti, è molto frequentata da chi vuole camminare un po’ senza allontanarsi dal paese ma oggi, a quest’ora, non c’è nessuno perché fa davvero caldo: sono le tre del pomeriggio i camminatori più prudenti di me arriveranno più tardi.

Percorro l’asfalto fino al primo incrocio e svolto a sinistra, dopo il primo gruppo di case arrivo alla Madonnina e le regalo un girasole che ho raccolto a bordo strada. Riparto e mi fermo quando arrivo al recinto dei pony per salutarli. Uno di loro si avvicina , forse spera che io abbia qualcosa di buono da offrirgli ma non ho nulla e si allontana deluso.

Ora l’asfalto va in leggera discesa e dopo qualche decina di metri svolto sulla sterrata a sinistra per entrare nelle vigne e arrivo al casolare abbandonato dove faccio una sosta per bere un sorso d’acqua dalla mia borraccia. Proseguo sulla sinistra e poi a destra in discesa.

Il lago appare all’improvviso, è immerso nel verde delle palme sulla riva e dai molti alberi che gli fanno corona. Non c’è un alito di vento e il silenzio è quasi assoluto. Una papera nuota tranquilla seguita dai suoi paperotti, ogni tanto gracida una rana.

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giovedì 8 luglio 2021

Bloccati dal temporale per tutta la notte sul Civetta, due alpinisti recuperati dal Soccorso Alpino

 

Un intervento impegnativo per il Soccorso Alpino quello per il recupero questa mattina di due alpinisti bloccati da tutta la notte in parete dopo essere stati colpiti dal temporale sul 24° tiro della Via Colonne d’Ercole alla Punta Tissi sul Civetta, in Veneto. L’allarme era scattato attorno all’una di notte quando i due scalatori avevano contattato il 118, fradici e infreddoliti.

La missione si soccorso è riuscita a partire in mattinata: alle 6:20 il Pelikan di Bolzano ha imbarcato il Tecnico di elisoccorso di base a Pieve di Cadore ed è volato verso la parete nord ovest del Civetta. Purtroppo, la nebbia non ha permesso l’avvicinamento dell’eliambulanza fino alle 8:30 circa, quando è stato possibile salire in volo sopra la cengia, dove i due alpinisti avevano bivaccato, e calare il tecnico con un verricello di 50 metri. Le nubi si sono richiuse appena il soccorritore e uno dei due scalatori si stavano allontanando con il verricello e, grazie alla bravura di pilota e tecnico aeronautico, il Pelikan è rientrato al Rifugio Tissi. Poiché la nebbia si alzava e richiudeva in tempi brevissimi, l’equipaggio ha atteso una ventina di minuti, finché si è presentata un’apertura tale da permettere il decollo e il recupero del secondo alpinista, avvenuto con le stesse modalità.

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La montagna che cura, quattro escursioni con Cai e Centro Down

Ciclo di camminate organizzate dal Club Alpino: primo appuntamento alla scoperta della collina di Montei, a Serravalle Scrivia (AL)


NOVI LIGURE (AL) — Può sembrare un’idea romantica pensare alla montagna come a una cura, ma chi la frequenta abitualmente sa quanti benefici se ne possono ricavare. La montagna mette alla prova la nostra pazienza, spinge a essere autonomi, ci insegna la prudenza, crea aggregazione e solidarietà, attiva i sensi facendo scoprire nuove sensazioni. Ed è adatta a tutti, perché l’ambiente montano offre infinite possibilità e basta individuare le caratteristiche più adatte al gruppo e agli obiettivi che ci si propongono.

Non a caso si parla di “Montagnaterapia”, un approccio terapeutico ed educativo finalizzato alla riabilitazione di individui portatori di problematiche fisiche e psichiche.

La sezione Cai di Novi Ligure in collaborazione con il Centro Down di Alessandria ha organizzato una serie di escursioni proprio con questo scopo, intitolate “Il primo passo”. La prima uscita si è svolta sulle colline di Montei, a Serravalle Scrivia.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai 12 ragazzi partecipanti e dai 14 accompagnatori. Il gruppo era coordinato dai soci Cai Mela Cocozza, Grazia Gavazza, Emma Bricola, dalla dottoressa Francesca Re e dal presidente della sezione Antonio Repetto.

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mercoledì 7 luglio 2021

Sabato 10 luglio: Crepuscolo lungo un'antica via del sale

Capanne di Cosola - Alta Val Borbera (AL)


Un'escursione al crepuscolo rappresenta l'occasione giusta per osservare il panorama da uno dei terrazzi naturali più suggestivi dell'alta Val Borbera. Nelle ore che precedono il tramonto, quando il sole colora il paesaggio con sfumature dorate, l’aria dei monti inizia a rinfrescarsi e le piante emanano i loro profumi. Anche gli animali iniziano a prepararsi alla sera: si silenziano quelli diurni, iniziano a svegliarsi quei notturni.

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Domenica 11 luglio

Per prenotazioni o info scrivere a :info@vinovia.it

 

martedì 6 luglio 2021

All'Ecomuseo di Cascina Moglioni - Parco delle Capanne di Marcarolo

 

Spettacolo dedicato al lupo che andrà in scena domenica 18 luglio alle 16.30 nel Teatro nella Natura dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni a Capanne di Marcarolo (Bosio AL)
Sul palco ci sarà Davide Fabbrocino attore residente a Gavi che ha fatto parte del Laboratorio Artistico di Zelig, specializzato nella Stand Up Comedy, monologhi comici senza censure in cui l’artista si esibisce "in piedi”, mentre per il Teatro, nei suoi spettacoli tratta spesso temi legati all'ambiente, al lavoro, alla storia, all'amore, alle diversità.
Con lo spettacolo Ecce lupo affronta la questione del ritorno del predatore in modo appropriato e documentato con un approccio artistico divertente, coinvolgendo il pubblico in una riflessione che parte dal lupo per arrivare al rapporto tra uomo e Natura.
Il palco sarà un’aula di tribunale dove dovrà essere giudicato un allevatore, accusato di aver avvelenato un lupo, dopo aver subito l’ennesimo attacco al bestiame. Il pubblico sarà coinvolto in qualità di Giuria Popolare e dovrà esprimersi sulla sua innocenza o colpevolezza. Con un linguaggio che alterna il sarcasmo all’invettiva fino alla confessione intimistica, si susseguiranno le appassionate e contrastanti deposizioni dell’accusato e dei testimoni: un biologo, un cacciatore, un attivista anti-caccia e altri due a sorpresa. Le domande con le quali gli spettatori-giudici si dovranno confrontare diventeranno sempre più incalzanti e sorprendenti, fino ad arrivare al cuore del rapporto tra gli umani e gli altri esseri viventi.
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domenica 4 luglio 2021

Da Gubbio a Roma a piedi per i centri antiviolenza: il cammino di Giuliana a 73anni

A piedi da Gubbio a Roma, per un totale di circa 200 km, in solitaria con lo zaino sulle spalle. Questa è l'impresa vinta da Giuliana Baldinucci, un'arzilla signora di 73 anni che ha deciso di intraprendere il cammino della via Francigena per raccogliere fondi per i centri antiviolenza del suo territorio. Un viaggio durato un paio di settimane e che è terminato con un incontro alla Casa Internazionale delle donne insieme all'associazione Befree.

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I primi 4000, i consigli delle guide alpine

Ogni anno d’estate molti amanti della montagna accarezzano il sogno di scalare il loro primo 4000. Se sì è allenati a camminare non è affatto un’impresa impossibile, ma per le prime volte è sicuramente consigliabile avvalersi dell’esperienza delle Guide alpine: a costi abbordabili si possono vivere esperienze indimenticabili, imparando a gestire con tranquillità fatica, pericoli e quota grazie all’insegnamento dei professionisti della montagna. Non resta che chiedersi: da quale 4000 cominciare? La risposta arriva dalle Guide Alpine.

I 4000 delle Alpi da cui iniziare

Le montagne di 4000 metri nelle Alpi sono 82. Come fari all’orizzonte si fanno notare da lontano, persino dalle città di pianura, svettando su grattacieli e tetti con le loro cupole sempre bianche. Non sono tutti uguali in termini di difficoltà: alcuni presentano salite più dolci e meno esposte, altri invece comportano la capacità di superare tratti tecnici e più pericolosi. Per questo per iniziare a esplorare il mondo dell’alta quota è bene partire da escursioni più semplici, che ci mettono in contatto con un ambiente unico e affascinante facendocene innamorare, senza sottoporci a rischi e fatiche superiori alle possibilità dei meno esperti.

Dove andare dunque? Il Gran Paradiso è una delle mete possibili: supera i 4000 di pochi metri, si sale in due giorni con pernottamento in rifugio e presenta difficoltà tecniche contenute. Altre vette gettonate sono quelle del Gruppo del Monte Rosa, che permettono di portarsi in quota con l’utilizzo degli impianti di risalita: il Breithorn Occidentale (4165 metri), la Punta Giordani (4046 metri), il Castore (4.228 metri), la Piramide Vincent (4.215 metri) o la Capanna Margherita (4.554 metri) alla punta Gnifetti, per esempio. Per chi avesse già esperienza, fiato e gambe, le Guide alpine propongono anche un giro di più giorni nella zona, noto come lo “Spaghetti tour”: uno spettacolare viaggio alpinistico glaciale che ogni giorno tocca la vetta di un 4000 con pernottamento in quattro rifugi italiani del versante italiano del Monte Rosa.

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GEOTURISMO CON BORBERAMBIENTE...

E' finalmente pronto il programma delle escursioni estive con attività per tutti i livelli e per tutti i gusti. La maggior parte degli eventi, descritti in dettaglio sulla pagina BorberAmbiente, sono collegati a degustazioni di prodotti locali. Di seguito il programma di luglio...vi aspetto!

 


 

Monte Rosa, due alpiniste morte di ipotermia

Intervento complesso quello sul Monte Rosa nella giornata di ieri e che si è concluso tragicamente in tarda notte.

Tre alpinisti, due donne e un uomo, avevano lanciato ieri l’allarme riferendo di essere bloccati dal maltempo e indicando di trovarsi sul Cristo delle vette. I soccorritori, via terra non potendosi alzare l’elicottero per le condizioni meteo, avevano sospeso dopo diverse ore le ricerche non trovando nessuno nella zona indicata (il telefono dei dispersi non era più raggiungibile) rientrando in serata al rifugio Mantova. Una seconda chiamata di uno degli alpinisti ha permesso di capire che i tre si trovavano poco sotto la cima della Pyramide Vincent e così i soccorritori sono di nuovo partiti via terra riuscendo a raggiungerli solo in tarda notte a quota 4150 m.
Portati al rifugio Mantova, le due donne, nonostante le operazioni di rianimazione cardiopolmonare, sono decedute a causa dell’ipotermia severa. L’uomo, ipotermico e con congelamenti, è stato poi trasportato dall’elicottero di Air Zermatt, riuscito nella notte a raggiungere in rifugio, in ospedale. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
Le squadre di soccorso, formate da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano a cui si sono aggiunti i soccorritori di Alagna e del Sagf di Cervinia, hanno operato in condizioni estreme a causa della bufera e del vento forte, che ha impedito all’elicottero di Air Zermatt di avvicinarsi al luogo del recupero.

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A spasso per il Piemonte: l’escursione ai laghi Verdi nelle valli di Lanzo

PIEMONTE – Con l’estate che avanza a grandi passi, per la rubrica A spasso per il Piemonte abbiamo deciso di andare in luoghi freschi. Proprio come quelli dei laghi Verdi nelle valli di Lanzo. Si tratta di un percorso adatto a tutti e volendo si può fare un giro ad anello che riporta da dove si è partiti. Una volta arrivati ai laghi si passa dal lago Paschiet (percorso 216) per poi scendere a valle verso la frazione Cornetti.

Con l’automobile raggiungete Lanzo Torinese e proseguite in direzione di GermagnanoPessinetto e Ceres. Da qui si prosegue lungo la provinciale della val d’Ala sino a Balme dove, prima dell’abitato, inizia una strada in discesa che porta alla frazione Cornetti. Parcheggiate l’auto nel piazzale in fondo al borgo e imboccate a piedi l’evidente sterrato che in cinque minuti porta sino alla frazione Frè. Terminata la strada è necessario attraversare il torrente e inoltrarsi in un rado boschetto di larici. Si dovrà nuovamente guadare un piccolo corso d’acqua e alla fine della vegetazione si raggiunge l’alpe Pian Salè. Da qui bisogna proseguire verso sinistra in un boschetto di larici, si accede così al selvaggio vallone del Paschiet.

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Escursionista di Tortona disperso per ore sulle alture delle Strette di Pertuso: salvato

Sono intervenuti i vigili del fuoco del Distaccamento di Novi Ligure, insieme con il Soccorso alpino

VAL BORBERA (AL). Si era perso oggi pomeriggio, 3 luglio, vicino alle Strette di Pertuso, il canyon scavato dal Borbera tra alta e bassa Val Borbera.

Un tortonese di 44 anni era finito in una zona impervia, nel territorio di Borghetto Borbera.

Dato l’allarme, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del Distaccamento di Novi Ligure, insieme con il Soccorso alpino, che lo hanno rintracciato poco fa, intorno alle 20 in prossimità di un canalone: l’uomo risultava vigile e collaborante ma stremato.

Riferisce il soccorso alpino: «L'escursionista stava percorrendo la via del Sale da Tortona a Portofino in due giorni. Avendo smarrito il sentiero si è trovato su salti di roccia. È stato aiutato a scendere sulla strada della valle Borbera affaticato ma in discrete condizioni».

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giovedì 1 luglio 2021

Il catasto delle frane d'alta quota nelle Alpi italiane

Utile a definire possibili scenari di pericolosità e rischio

Anche le frane hanno un loro catasto, per lo meno quelle di alta quota nelle Alpi italiane: un 'inventario' che consentirà di individuare e definire possibili scenari di pericolosità e di rischio. A realizzare e mettere in rete il catasto è il gruppo di ricerca GeoClimAlp dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi).

"L'instabilità naturale degli ambienti alpini - rilevano i ricercatori - è un indicatore e un effetto dei cambiamenti climatici, utile per definire i possibili scenari di pericolosità e rischio. Il progetto, realizzato secondo gli attuali standard di fruibilità (FAIR-Data), rappresenta uno strumento per cittadini, comunità scientifica e decisori politici".


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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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