sabato 27 dicembre 2008
Auguri e prossimo appuntamento
porgere a tutti i nostri AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO.
Inoltre Vi annuncio che la serata di presentazione del programma
escursionistico 2009 si terra' VENERDI' 9 GENNAIO, dalle ore 21.00, presso
la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona (g.c.).
Nei primi giorni del nuovo anno riceverete comunque un nuovo messaggio di
invito con i dettagli del caso.
Ancora Buone Feste, a presto!
Il Presidente
lunedì 22 dicembre 2008
Venti d'Appennino che s'avvicinano
Un traguardo, una sfida vinta ma che deve diventare un punto di partenza per migliorarsi ancora di più, con programmi accattivanti ed iniziative sempre nuove per avvicinare al bellissimo mondo della montagna e far conoscere i nostri splendidi luoghi a quante più persone possibile.
Auguro al Presidente, ai membri del direttivo, agli iscritti ed anche a tutti quelli che mi stanno leggendo, un Natale sereno ed un 2009 ricco di soddisfazioni.
Che l’entusiasmo non vi manchi mai,
Roberto
sabato 20 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
Abbigliamento
Come già accennato, l'abbigliamento deve essere appropriato: può capitare di iniziare la gita con una maglietta ma poi? Indipendentemente da quello che indossiamo alla mattina, nell'arco della giornata possono cambiare tante cose, anche solo perché il percorso si sviluppa su più versanti: ad un tratto esposto al sole ne segue un altro in cui il vento o la stessa ombra determinano sensazione di freddo. L'ideale è essere dotati di un abbigliamento a strati (tipo cipolla!), per vestirsi o spogliarsi a seconda delle condizioni meteo che, come già detto, possono cambiare in fretta. E' chiaro che molto dipende, ad esempio, dalle quote che raggiungiamo (in teoria al salire di 1000 m corrisponde una diminuzione della temperatura di circa 6°), o dalle condizioni meteo (il vento contribuisce a far calare la temperatura corporea).
In commercio ormai si trovano vari tessuti che permettono una corretta traspirazione della pelle e che asciugano in poco tempo: magliette in capilene, tute in terinda (o dupont), maglioni di pile (magari anche wind stopper!), giacche di goretex ..... e chi più ne ha più ne metta. Dipende solo dal nostro portafoglio. In generale direi solo di evitare assolutamente i pantaloni di jeans: non tengono assolutamente il vento, non mantengono la temperatura della pelle, in caso di pioggia o neve asciugano dopo una settimana...ecc. In compenso portatevi sempre un paio di guanti, un cappello (dalla testa si ha la maggior dispersione di calore!), un poncho (magari di quelli larghi che coprono anche lo zaino) e un ricambio: calze, pantaloni e maglietta.
E' sicuramente importante un ricambio da lasciare in macchina, ma anche nello zaino non guasta: se ci coglie un acquazzone durante la gita e abbiamo la possibilità di ripararci in qualche rifugio, perché restare bagnati? Un piccolo suggerimento: il ricambio, è meglio tenerlo dentro un sacchetto di plastica.... in caso di pioggia si può bagnare lo zaino, ma gli indumenti rimangono senz'altro più asciutti!
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martedì 16 dicembre 2008
Escursionismo
Con poca attrezzatura è possibile effettuare bellissime gite a contatto con la natura: percorsi più o meno facili, anche ad anello, permettono di frequentare ambienti suggestivi e spettacolari
| L'ALLENAMENTO Anche l'Escursionismo richiede una certa preparazione fisica e comunque un po' di allenamento, soprattutto se le gite prevedono il superamento di dislivelli notevoli. Generalmente, nei cartelli che si trovano sui sentieri o nella descrizione della gita riportata sulle guide, è indicata la lunghezza del percorso espressa in ore di cammino o in metri di dislivello. Mediamente si possono percorrere 350 m di dislivello in un'ora di cammino in salita (ovvio che questo dipende dall'allenamento e dal fisico di ciascuno di noi), mentre si considera la metà del tempo per l'identico tragitto in discesa. E' evidente che se una gita prevede di superare 1000 m di dislivello in circa 3 ore, sottintende che l'escursionista abbia un allenamento tale da permettergli di camminare per diverse ore senza arrivare stremato alla meta, considerando che poi deve anche tornare indietro. Questo solo per sottolineare che è importante scegliere un itinerario adatto alle proprie capacità tecniche e fisiche. |
Ma non preoccupatevi: la montagna offre di tutto. Anche le gite più brevi per chi inizia a muoversi per la prima volta su sentiero o per chi desidera fare una bella passeggiata con la famiglia o i figli più piccoli: anche nell'escursionismo esistono itinerari con difficoltà più o meno accentuate. E qui torno sul discorso di saper scegliere le proprie gite: in tutte le guide è indicato il grado di difficoltà complessivo dell'itinerario, secondo sigle convenzionali.
Al riguardo consiglio di dare un'occhiata alle "scale delle difficoltà".
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domenica 14 dicembre 2008
SCALA DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE
E = escursionistico. Qui l'itinerario supera decisamente le tre ore, è complesso, si svolge su sentiero difficile ed anche fuori pista, il terreno è sconnesso, possono mancare i segnali. I dislivelli superano i 500 metri e talvolta i 1000. L'ambiente solitario e la distanza dai punti d'appoggio richiedono capacità nell'orientamento, conoscenza di carte e bussola, esperienza di montagna e dei pericoli, allenamento, equipaggiamento adeguato.
EE = escursionistico per esperti. Sono itinerari che richiedono lunga esperienza, allenamento e forza fisica da parte di chi li percorre. È necessario sapersi muovere con perizia anche nei terreni pericolosi: ghiaioni, ripidi pendii o tratti scoscesi, macchia fitta, alta e senza riferimenti, passaggi in roccia, assenza di sorgenti. La difficoltà del terreno e la distanza dai punti d'appoggio richiedono una totale autonomia. La necessità di portare al seguito materiale da bivacco come la tenda, sacco da bivacco, fornello, viveri, richiede allenamento, energia e forte motivazione.
EEA = escursionistico per esperti attrezzati. Come il precedente ma che in più richiede l'uso dei dispositivi di auto assicurazione.(corde, imbrago, discensore, moschettoni etc.)
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giovedì 11 dicembre 2008
mercoledì 10 dicembre 2008
Il Sentiero Frassati Liguria
L'amico Piero Bordo, Coordinatore del Sentiero Frassati della Liguria del CAI, mi ha chiesto di produrre uno schema cartografico della zona della Baiarda è non ho saputo tirarmi indietro perché era da una ventina di anni che avevo in mente di rappresentare sulla carta la valle del Rio Baiardetta.
Peraltro avevo già collaborato nel disegno di alcune tavole nella "Guida della Baiarda" di MAURO DE CESARE sulla mitica palestra dei "Bagouin de Zena" e Bordo ha sfondato una porta aperta.
(Ndr.: Come Cortina ha "Gli scoiattoli" e Lecco ha "I ragni", anche Genova e la Baiarda avevano ed hanno i Bagoni).
Il percorso ha una biforcazione in località Fontanin tra percorso F "facile" e F1 "difficile". I viandanti non si lascino però, troppo intimidire dalla scritta "F1 per escursionisti esperti" perchè, nei punti maggiormente esposti, sono presenti delle ottime funi corrimano. Personalmente consiglio maggior cautela nella discesa nel sentiero F tra la Cappellina (703) e la Colletta di Termi (420) su una traccia piuttosto sconnessa e faticosa.
I due itinerari F e F1 si ricongiungono alla cappellina della Baiarda.
La roccia della Baiarda (Bielenite) più compatta e pesante è stata utilizzata per i rivestimenti dei muri di Corso Andrea Podestà e a lato del Ponte Monumentale di via XX Settembre a Genova. Questa roccia in alcuni tratti (ad es. nel tratto inferiore e mediano del settore del Gran Diedro) si presenta color ruggine, molto compatta e dalla tessitura omogenea. Grossi cristalli fuoriescono dalla matrice rendendo oltremodo ruvide le superficie.
In altri punti (ad esempio nel settore sommitale del Gran Diedro) prevale una struttura scagliosa tipica del serpentino che quindi è decisamente più scivoloso ed infido. Il colore tende di più al verdastro.
Le rocce della Baiarda mi ricordano questi versi dell'Alighieri...
Luogo è in inferno detto Malebolge,
tutto di pietra di color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.
Nel dritto mezzo del campo maligno
vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
di cui suo loco dicerò l' ordigno.
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Inferno, XVIII
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venerdì 5 dicembre 2008
Parco Naturale Regionale dell'Antola

Natura, storia e tradizione in una delle zone più suggestive dell'Appennino ligure
L'opera dell'uomo e la natura si fondono in uno spettacolo senza uguali durante il periodo delle fioriture che caratterizzano la vetta del Monte Antola e i pascoli montani di cui questo territorio è custode. L'architettura di quest'area con il suo magnifico Castello della Pietra, costruito tra due inconquistabili torrioni, e i suoi antichi borghi rappresenta una testimonianza di come questo territorio è stato abitato fino al secolo scorso grazie anche alla presenza di storiche vie di comunicazione dal mare alla pianura padana. La vicinanza con la città di Genova rende questo Parco ideale per chi vuole abbinare il mare con la montagna.
Itinerari
Alta Via dell'Antola
Vobbietta, 323 m. s.l.m. - Gorreto, 522 m. s.l.m.
- Segnavia F.I.E. (colore giallo)
- Tempo di percorrenza: 17 ore
Il percorso di crinale non presenta particolari difficoltà, tuttavia è consigliabile percorrerlo a tappe, suddivise in più giorni; attraversa da ovest ad est il Parco dell'Antola e collega l'Alta Valle Scrivia con l'Alta Val Trebbia.
Vobbietta è il punto di partenza dell'itinerario; nell'alternarsi di castagneti, boschi misti e prati incolti, si raggiunge il Bric delle Camere a quota 1016 m; in corrispondenza del Passo di Costa Salata (il valico un tempo era attraversato da un'antica Via del Sale), il sentiero incrocia la strada provinciale 145, si prosegue giungendo così in una radura su un colle a 1177 m., presso la Cappelletta di S. Fermo.
Dal Passo di S. Clemente si arriva alle pendici nord-est del Monte Buio (m. 1400 s.l.m.); oltrepassato il crinale si scende sul versante sud fino all'incrocio con i sentieri provenienti da Tonno e da Crocefieschi.
Giunti in prossimità della vecchia casa Musante si può proseguire per la vetta caratterizzata, nei periodi primaverili-estivi, dalla presenza di una ricca flora tra cui spiccano orchidee, genziane, narcisi, botton d'oro; dalla cima dell'Antola si scende gradualmente ammirando suggestivi scorci panoramici sul versante ligure e su quello piemontese.
Si prosegue fino a Casa del Romano dove è possibile ristorarsi e pernottare; si procede poi per Capanne di Carrega fino alle pendici del Monte Carmo, si raggiungono il Monte Pecoraia, il Monte Zovallo fino al Passo della Maddalena; di qui l'itinerario, sfiorando il Monte Busasca, scende lungo una faggeta giungendo rapidamente a Gorreto.
mercoledì 3 dicembre 2008
Castello della Pietra
Aggrappato a due enormi rocce , il torrione ovest ed est, il Castello della Pietra è appeso così nel vuoto sopra di noi. Una brevissima escursione, che in realtà si trasforma in un lunghissimo viaggio nel tempo. Dal verde rilassante dei castagni lo sguardo si sveglia d’improvviso abbagliato dal grigio pietra del Castello, mentre nell’ultimo tratto e giunti ormai all’interno del monumento, ci manca il fiato non per la fatica ma per il panorama mozzafiato. Il fiume Vobbia, Monte Reale e tanta natura fanno da spettatori, all’imponenza del Castello che dall’alto domina la Val Vobbia. Preferisco invitarvi a scegliere il percorso di questa escursione dal sito ufficiale, dell'Alta Valle Scrivia, esprimendo tanta simpatia per questi luoghi dove ho passato tante estati. Davide.(foto da http://www.altavallescrivia.net)
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lunedì 1 dicembre 2008
Il meteo del weekend Zaino in Spalla
Non mi stancherò mai di ripeterlo... prima di tutto la sicurezza!!!
E sicurezza vuol dire anche cercare di anticipare gli eventuali problemi.
Le condizioni meteo sono sicuramente tra i fattori decisivi per la buona riuscita di una gita; questo è il motivo per cui cerco di seguire quotidianamente l'andamento del meteo e di interpretare i segni della sua evoluzione.
Fonti di informazioni:
- ARPA Lombardia
- Meteo Svizzero e meteo Svizzero centrale (più dettagliato)
- ARPA Piemonte (vecchio bollettino testuale)
- Regione Val d'Aosta
- Arpa Liguria
- Arpa Veneto (emesso dal centro di Arabba)
- Meteo Trentino
- Meteo provincia di Bolzano
- Arpa Friuli Venezia Giulia
- Arpa Emilia Romagna
- Meteo Toscana
- Meteo Marche a cura della Regione (vedi il bollettino testuale in formato PDF)
- Meteo Umbria
- Meteo Abruzzo
- Meteo Campania
- Meteo Chamonix per il lato francese del Monte Bianco
- Mappa dei fronti al suolo fornita dall'Arpa Liguria
I bollettini nivologici, per chi va fuori pista
Leggi questo documento dell'Istituto federale svizzero per lo studio della neve e delle valanghe, che spiega come leggere questi bollettini
- Raccolta di webcam italiane
- Valtellina e Valchiavenna
- Webcam della Val d'Aosta a cura della Regione
- Webcam dalla Liguria
- Webcam in Svizzera
- Altro sito di Webcam svizzere
I radar meteo per osservare in tempo reale le precipitazioni al suolo
- Italia nord-occidentale (a cura di Meteo Liguria). Mostra le ultime 2 ore di rilevamenti
- Svizzera. Mostra l'immagine dell'ultima mezz'ora
- Trentino Alto Adige . Mostra l'animazione con l'ultima ora
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domenica 30 novembre 2008
Trekking come attività motoria
Trekking come attivita’ motoria ed effetti del trekking sull’organismo umano |
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Trekking come attività motoria.
Il nostro corpo ha bisogno continuo di movimento per conservare una buona efficienza. E' risaputo che ogni forma di attività fisica, in generale, porta molteplici giovamenti alla salute dell'organismo in toto: da una sensazione di benessere generale riscontrata negli sportivi, si notano anche particolari miglioramenti dell'apparato locomotore, cardiocircolatorio, respiratorio, e del sistema nervoso.
Oggi, tutto questo è testimoniato, infatti, dall'enorme successo che hanno riscontrato le palestre e i centri fitness: gli inscritti aumentano sempre di più, e tutti sentono il bisogno di ritrovare la forma fisica ideale, condizionati anche dai modelli di successo proposti dai media.
Purtroppo, non tutti questi centri offrono elementi davvero positivi, e pur avendo strutture moderne e tecnologicamente d'avanguardia, non si curano minimamente della salute del cliente. Infatti, talvolta viene a mancare il rispetto del corpo, che diviene materia plastica da modellare a proprio gusto e piacimento, spesso utilizzando mezzi pericolosi e nocivi per il benessere dell'organismo stesso.
Il trekking è un'attività motoria profondamente diversa da quella tradizionale eseguita in palestra, proprio perché, innanzitutto, è da effettuarsi all'aria aperta, e quindi in un atmosfera salubre e pulita, al contrario dell'aria viziata e pesante di certi ambienti chiusi, ma anche perché il ritmo relativamente lento del cammino, insieme al silenzio della natura, portano ad un rilassamento che è lontano anni luce dall'estenuante foga delle attività come step e aerobica, accompagnate da ritmi musicali velocissimi e volumi acustici assordanti.
Inoltre il trekking non spaventa le persone sedentarie, abituate alle comodità della poltrona o costrette a passare ore ed ore di tempo seduti alla scrivania per lavoro. Infatti l'immagine della fatica, del sudore e dell'affanno dello sportivo durante lo sforzo fisico, non invita certo l'anziano, il pigro o il lavoratore stanco ad affrontare un ulteriore sforzo. La figura invece di una camminata tranquilla nel bosco, in compagnia di un amico, stimola queste persone ad alzarsi dalla propria sedia e a cominciare il movimento.
La mancanza di movimento, malattia nominata da Kraus, Raab e Rusk come ipocinesi porta a lungo andare all'invecchiamento precoce di organi ed apparati: il tessuto muscolare diventa flaccido e debole, le ossa più fragili, le articolazioni meno mobili, la cartilagine degenera, la coordinazione generale peggiora, aumentano i difetti posturali, e quindi i rischi di dismorfismi della colonna vertebrale. Ma quello che è più grave è l'effetto che si ha a livello delle funzioni vitali: il cuore si indebolisce e il miocardio perde la capacità di contrarsi efficacemente per svolgere la funzione di pompa; il sangue scorre con difficoltà e la parete dei vasi si indurisce aumentando il rischio di malattie cardiocircolatorie; l'efficienza dei polmoni diminuisce e la capacità di introdurre ossigeno risulta sempre più difficoltosa; il metabolismo rallenta e le malattie come obesità e diabete sono più frequenti.
Conoscere gli effetti negativi dell'ipocinesi può essere uno stimolo in più a concedere spazio al movimento, alla personalità, alla fantasia: dalle nostre poltrone, apriamo la porta e cominciamo a camminare… i benefici saranno grandiosi!
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giovedì 27 novembre 2008
Alimentazione e salute naturale durante i trekking
Basta pensare a quello che stiamo facendo.
Ci stiamo mettendo in viaggio a piedi, con i nostri mezzi e la nostra forza, per immergerci nella natura, per lasciarci toccare e attraversare da essa. Per ognuno di noi il viaggio e il camminare rappresentano un’esperienza individuale, certo, ma non possiamo dimenticare il comune denominatore uguale per tutti: siamo Natura nella Natura.
Possiamo imparare dunque a fare delle scelte che rispettino entrambi questi aspetti della natura (la natura che siamo noi e la natura che ci ospita)?
E’ semplice: il rispetto per la natura inizia dal rispetto per l’ambiente naturale che noi stessi siamo, e il rimedio naturale è efficace e pulito, non inquina né noi stessi né il mondo esterno. Per lo stesso motivo come associazione La Boscaglia scegliamo di inserire nei pacchi viveri cibi puliti, che vuol dire provenienti da coltivazioni biologiche.
Tutto ciò faciliterà il processo di depurazione che camminare mette in atto.
Perché il pacco viveri oltre ad essere biologico è anche vegetariano? Siamo convinti che le carni (a meno che non provengano da allevamenti biologici, il che è rarissimo, o da produzioni locali, e in questo caso ognuno potrà soddisfare il proprio desiderio di cibarsene nei posti tappa) siano uno degli alimenti più inquinati che arrivino sulle nostre tavole. Ricche di ormoni, antibiotici, residui di erbicidi e pesticidi, da animali allevati con farine non meglio identificate (spesso manipolate geneticamente) e in condizioni di stress molto elevato. Inoltre le carni conservate, le uniche eventualmente inseribili in un pacco viveri, sono aggiunte di conservanti e coloranti nocivi per la nostra salute.
Scegliamo dunque di non inserirle nella nostra alimentazione durante il trekking.
Quali sono gli alimenti naturali di cui preferiamo nutrirci durante il cammino, e che vi consigliamo, e perché.
Cominciamo dalla colazione: (1) Tahin o burro di sesamo da spalmare insieme a (2) miele o (3) marmellate dolcificate con malto quando possibile su (4) pane integrale. Il cibo integrale fornisce le fibre necessarie per il buon funzionamento dell’intestino e fornisce un tipo di energia utilizzabile più a lungo nel tempo, oltre a nutrienti assenti nei cibi bianchi, raffinati e impoveriti. Il Tahin è un grasso vegetale molto digeribile che fornisce calorie e insieme al resto è un’ottima fonte di energia per chi cammina. Malto invece di zucchero raffinato perché non crea picchi glicemici (alti e bassi di energia). (5) Muesli (miscela di fiocchi di cereali integrali con frutta secca) o fiocchi d’avena.
Da bere thè bancha (tonico ma non stimolante, privo di caffeina e teina) e caffè di miscela di cereali tostati.
Durante il cammino: (6) barrette di cereali integrali e frutta secca o misto di frutta secca (mandorle – nocciole – pinoli – uvetta – mele – banane ecc.). Cioccolata – non troppa. Frutta, ortaggi e formaggi, che di solito si consumano a pranzo, si comprano sul posto, quindi di qualità variabile, a seconda dell’offerta.
La cena: quando non in ristorante (e dunque anche con carne per chi vuole) è a base di (7) zuppe liofilizzate di cereali integrali e verdure, o cous cous (semola di grano duro) e (8) seitan (proteina vegetale proveniente dal grano). Naturalmente nelle scelte degli alimenti teniamo conto anche del loro peso nel nostro zaino.
Un posto a sé merita il (9) miso, alimento a base di soia fermentata. Oltre a essere alimento di grande valore proteico e minerale, è anche un farmaco naturale, utile tutte le volte che ci siano problemi intestinali (infiammazioni con diarree) o problemi di stomaco che non permettono una alimentazione solida. Ricco com’è di minerali, vitamine, proteine ed enzimi, può sostituire un pasto, o integrarlo. Si dice fosse l’alimento dei Samurai prima del combattimento, per l’energia forte ed equilibrata che dona. Quindi può anche essere sciolto in acqua calda (si presenta come una pasta) e bevuto la mattina prima di partire, affiancato o no dalla normale colazione (tenendo presente che è salato).
Quali sono i malanni più frequenti lungo il cammino e come porvi rimedio
Camminare muove tutto ciò che stagna e dunque a seconda del nostro stato d’intossicazione psico-fisica possiamo vivere disagi lungo il cammino.
Di solito, anche se dopo può aumentare la stanchezza, sono i primi tre giorni quelli più carichi di tensioni e malesseri, come succede anche nel digiuno.
Il movimento e la fatica fisica, specie su di un organismo non allenato e dunque rigido, possono causare strappi, dolori muscolari e articolari di origine infiammatoria. La liberazione e l’eliminazione delle tossine, cioè il lavoro di disintossicazione, si può manifestare con mal di testa, problemi gastro-intestinali, malumori e pensieri negativi e conseguente difficoltà a vivere nel gruppo.
La necessità di adattarsi a situazioni nuove, a cambiamenti di clima e di temperatura, a disagi a volte avvertiti come pericoli, ai raggi ultravioletti, e un’alimentazione diversa, rappresentano un superlavoro per il nostro sistema di difesa, il cui indebolimento può causare raffreddori, febbri, herpes.
A mio parere il camminare stesso è il rimedio per eccellenza ai malesseri che durante il cammino emergono; comunque credo vada integrato con vari rimedi naturali che aiutano il nostro organismo ad essere più forte e a prevenire i malesseri o a risolverli se si presentano.
Di seguito una tabella con i principali rimedi utili lungo il cammino.
Pronto soccorso naturale da trekking
Rimedio naturale
Utilizzo e descrizione Dosi
ASPIRSALICE Miscela di diverse piante ad azione anti-infiammatoria e antidolorifica, tipo Aspirina vegetale.
Dolori muscolari, mal di testa, febbre. 2 compresse 2-3 volte al dì
RIBES NIGRUM MG (macerato glicerico) Antiallergico, antiinfiammatorio, buono anche per raffreddori e febbri. E’ anche tonico.
Attenzione: ipertensivo. 50-100 gocce 2-3 volte al dì
VITAMINA C A dosaggi alti riesce a bloccare in tempo il raffreddore.
Insieme all’Immune Action migliora la risposta immunitaria (anche per gli herpes e cistiti). 1-5 grammi al dì
RAME E’ un antibiotico naturale: per raffreddori, febbri, mal di gola, cistiti. 2,5 ml. 3 volte al dì per 3 giorni
1 volta al dì per 4 giorni
IMMUNE ACTION E’ una miscela di piante a sostegno del sistema immunitario 2-4 volte al dì
ARICA POMATA Per uso esterno, se non ci sono ferite o escoriazioni. Per strappi e contusioni.
*Per casi gravi usare anti-infiammatori di tipo farmaceutico (Aulin, Niflam, ecc.) q.b.
RESCUE CREAM Rimedio di emergenza dei Fiori di Bach in crema.
Per strappi e contusioni, ma anche per qualunque problema di pelle e piccole ferite.
Adatto anche per le punture di insetti e per le scottature. Cospargere la parte
PROPOLI Rimedio prodotto dalle api, ottimo antibiotico e antinfiammatorio naturale per le vie aeree, stomaco, intestino, vie urinarie: raffreddori, mal di gola, cistiti, problemi gastrointestinali.
Utile anche come cicatrizzante e disinfettante di ferite. 30 gocce 2 volte al dì
Per uso esterno q.b.
GUARANA’ Energetico contenente caffeina.
Utile per diarree dovute al caldo e alla stanchezza, per mal di testa, ipotensione.
Controindicato per ipertesi e cardiopatici Da una punta di cucchiaino a 1 cucchiaino in ½ bicchier d’acqua
MACA Alimento energetico peruviano, non stimolante, alternativa al guaranà, al ginseng e simili. Aiuta ad adattarsi a sbalzi di temperatura e di altitudine. 1-2 capsule la mattina prima di partire. Eventualmente ripetere nel pomeriggio.
RESCUE REMEDY Rimedio di pronto soccorso dei fiori di Bach contenente 5 fiori adatti alle emergenze: colpi di calore, collasso, paure, panico, stress, situazioni estreme.
Adatto anche per le punture di insetti (uso esterno). 2-3 gocce sotto la lingua, ripetuto anche ogni 5 minuti in situazioni d’emergenza.
Alcune gocce sulla puntura. Far seguire da applicazioni di Rescue cream.
SEMI DI POMPELMO Va diluito perché rimedio molto forte per uso esterno (herpes).
Per uso interno è utile per stimolare le difese e per infiammazioni di vario genere, dalle vie aeree a quelle intestinali a quelle urinarie.
5 gocce in ½ bicchiere d’acqua.
OLIO DI IPERICO Ottimo per scottature sia solari che non. Cospargere la parte.
OLIO ESSENZIALE DI GERANIO E CITRONELLA Come preventivo per difendersi dagli insetti. Alcune gocce su polsi e caviglie.
ARGILLA Astringente e disinfettante per problemi gastrointestinali. 1 cucchiaino in ½ bicchiere d’acqua.
ZENZERO IN POLVERE Come sopra 1 cucchiaino in 1 bicchiere di thè
VIRULIP POMATA Per l’herpes, uso esterno. Ripetere l’applicazione più volte.
MISO Alimento fortificante, rimineralizzante, ricco di enzimi. Per problemi gastrointestinali. 1 cucchiaio sciolto in una tazza d’acqua calda.
A cura di Maria Nicoletta Bucchicchio – La Boscaglia
Il dentifricio verde
Il dentifricio verde: Salvia (Salvia officinalis)
Da "Passeggiate tra fiori e piante"
Succede ogni volta che si mangia a sacco, durante un'escursione o una passeggiata, che a fine pranzo si sente il bisogno di rinfrescarci la bocca, appesantita da salumi, formaggi o cioccolate. Per eliminare questo fastidio non è necessario armarsi di spazzolino e dentifricio ma basta una semplicissima foglia di salvia. Se ne trovate una pianta lungo il cammino raccoglietene una bella foglia o se ne avete una pianta a casa, coglietela prima di partire e al bisogno, prima strofinatela ben aperta sui denti e poi masticatela per qualche secondo; l'effetto è sicuro.
Recita un proverbio che "chi ha la salvia nell'orto ha la salute in corpo" e in effetti le proprietà medicinali della pianta sono riconosciute e sperimentate da secoli. Per saperne di più vi rimando a testi specializzati ma il mio consiglio è di tenerne una pianta anche sul balcone di casa.
(*) guida La Boscaglia, esperto del riconoscimento e uso alimentare e curativo delle piante
martedì 25 novembre 2008
Per partecipare ad un trekking...
2 Impara a vivere in gruppo.
Accetta le dinamiche del gruppo in cui sei inserito; i singoli componenti possono anche non piacerti tutti, ma ora tu fai parte di quel gruppo, per alcuni giorni impara a conviverci. Metti a disposizione del gruppo le tue conoscenze ed eventualmente le tue cose, e chiedi agli altri ciò che ti manca (conoscenze e cose materiali).
3 Informa il gruppo delle tue sensazioni e dei tuoi stati d’animo: tenerli per te non aiuta il gruppo a capire cosa desideri. Informa la guida dei tuoi problemi: se può, farà di tutto per risolverli.
4 Impara ad accettare gli imprevisti.
Niente è irrimediabile e durante un trekking gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci.
5 Non caricare la guida di troppe aspettative.
La guida è a tua disposizione per risolvere ogni problema, ma non scaricarti su di lei se la tua scelta non era sufficientemente motivata e ponderata. Chiediti piuttosto perché hai partecipato al trekking, quali erano le tue aspettative e dove sono venute meno.
6 Il trekking richiede un buono spirito d’adattamento. Lo spirito d’adattamento ti farà apprezzare esperienze che non avresti mai pensato di avere (dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena, - per esempio - è una cosa che pensavi di non fare mai, e invece...).
7 Non correre! Scopri la pace interiore della lentezza consapevole, impara a camminare con passo lento, guardati intorno, c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che ti stupiranno. Il trekking non è una competizione, anzi il ritmo del gruppo si deve adattare al ritmo del più lento.
8 Scopri il silenzio! E' bello il viaggio in gruppo perché si conosce gente nuova, si comunicano esperienze e si approfondiscono gli altri e noi stessi. ...noi stessi. Durante il cammino riscopriamo anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il proprio respiro, i suoni della natura. I compagni di cammino ce ne saranno grati!
9 I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Si scoprirà allora che cosa è necessario mangiare e cosa invece è abitudine, si scoprirà cos’è necessario nell’igiene quotidiana, nelle comodità, ecc. Eliminando il superfluo dagli zaini e dalle menti tutto sarà più leggero.
Fonte
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.
Immanuel Kant
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