lunedì 27 settembre 2010

1, 2 e 3 ottobre: Via Francigena

a Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Fu soprattutto all'inizio del secondo millenio che l'Europa fu percorsa da una moltitudine di anime "alla ricerca della Perduta Patria Celeste". Questa via attesta infatti l'importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi (per ragioni penitenziali) con un percorso di 20-25 kilometri al giorno e portava in sé un fondamentale aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai Luoghi Santi della religione cristiana. È noto come tre fossero i poli di attrazione per questa umanità in cammino: innanzitutto Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, dove l'apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace e naturalmente Gerusalemme in Terra Santa. Il pellegrino inoltre non viaggiava isolato ma in gruppo e portava le insegne del pellegrinaggio (la conchiglia per Santiago de Compostela, la croce per Gerusalemme, la chiave per San Pietro a Roma). Va detto che queste vie di pellegrinaggio erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e che le stesse venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti.
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mercoledì 22 settembre 2010

Domenica 25 settembre: “Genova Città del Trekking”

Sabato 25 settembre Genova ospita la Prima Giornata Nazionale delle Città del TREKKING, un evento imperdibile per tutti gli appassionati di escursionismo.
La Città di Genova rappresenta una sintesi della ricchezza paesaggistica della Regione Liguria.
La valorizzazione storica, architettonica e naturalistica della città si fa contesto di due itinerari di visita, che porteranno alla scoperta del Grande Centro Storico medievale e della Via dell’Acquedotto Storico, un percorso che offre passaggi altamente spettacolari, come l'attraversamento dell'aereo ponte sifone sul torrente Veilino, appositamente aperto per l'occasione.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Itinerario del centro storico
Ritrovo: Piazza della Commenda
durata escursione: 2 ore circa, con arrivo in Piazza Sarzano

Itinerario dell'Acquedotto
Ritrovo: presso la Chiesa parrocchiale in Via Salita alla Chiesa di San Gottardo
Durata escursione: 2 ore circa, con arrivo in Via delle Ginestre

Per entrambi i percorsi è prevista una partenza al mattino (ore 9,00) e una al pomeriggio (ore 14,30)
Lungo gli itinerari verranno organizzate varie attività ed eventi di intrattenimento
“Genova Città del Trekking” non solo cultura e divertimento, ma anche invito ad uno stile di vita sano, concentrato sul connubio “camminata-benessere”.

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lunedì 20 settembre 2010

25/26 settembre Trekking della storia

Monte Pasubio - Strada 52 gallerie (Vicenza)

Escursione di grandissima soddisfazione, un percorso storico che tutti gli appassionati di escursionismo, e a maggior ragione coloro che s'interessano di storia, dovrebbero almeno una volta frequentare. Il Pasubio è un massiccio calcareo situato al confine fra le province di Vicenza e di Trento, fa parte delle Prealpi Vicentine e congiunge le Piccole Dolomiti all’Altopiano di Folgaria. Il massiccio fu teatro dei cruenti combattimenti della Prima Guerra Mondiale ed in particolare la prima linea passava proprio in corrispondenza del suddetto crinale. Lasciata l’auto al colle Xomo (1.058 m.) si prosegue per la strada degli Scarrubi che ci porta al rifugio Generale Achille Papa alle Porte del Pasubio (m.1.935). Per chi volesse proseguire è prevista facoltativamente la salita in circa 1 h. 15' al Monta Palon ( 2235 mt. ) e alle zone di combattimento in trincea. Da questa cima vista panoramica a 360 gradi: in primo piano i solchi delle trincee ed i Denti Italiano ed Austriaco. All'orizzonte il Monte Baldo, l'Adamello, le Dolomiti di Brenta, lo Stelvio, la Catena dei Lagorai/Cima d'Asta, l'Altipiano di Asiago con dietro il Monte Grappa. Sulla destra le 'Porte del Pasubio', il Priaforà, il Summano e la pianura veneta. Discesa successiva al rifugio e pernottamento.
Il secondo giorno discesa attraverso la famosa strada delle 52 gallerie, costruita nella roccia per rifornire le postazioni militari al riparo dai colpi di mortaio. Opera straordinaria di ingegneria militare con dislivello di circa 750 metri. Si percorrono gallerie molto ardite, anche con curve e biforcazioni, ed è indispensabile una affidabile torcia elettrica. È una mulattiera lunga circa 6300 metri, percorribile esclusivamente a piedi, dei quali ben 2300 distribuiti in 52 Gallerie, ed i restanti intanagliati a mezza costa nella roccia viva. È la più famosa via d’accesso al Pasubio ed è stata costruita nel corso della Prima Guerra Mondiale e rappresenta una delle maggiori opere belliche di tutto il conflitto, che non ha probabilmente pari in nessun luogo. Questa permetteva all’esercito italiano il collegamento fra la base del monte e la zona alta al riparo dal tiro nemico. Non vi sono particolari difficoltà o pericoli, bisogna però prestare attenzione a non sporgersi oltre l'arditissima stradina e a non inoltrarsi in gallerie secondarie, spesso semicrollate o pericolose. Il fondo del sentiero è sempre buono, ma specie nelle gallerie alcuni tratti sono scivolosi causa il continuo stillicidio d'acqua. L'intero paesaggio del Pasubio è sconvolto dai combattimenti durati tre anni e mezzo: ovunque la superficie è martoriata dai crateri delle bombe, si notano ancor oggi le trincee e i camminamenti, non di rado si trovano gallerie e ricoveri. La stessa fitta rete di sentieri che permette di percorrerlo in ogni direzione è stata ottenuta nel corso della guerra, sfruttando anche i preesistenti percorsi utilizzati dai pastori, unici abitanti del luogo. Il fascino del Monte Pasubio è grande, ma è ancora più grande il rispetto e la commozione che si provano nel percorrere i suoi sentieri, nell'ascoltare il silenzio delle sue pietraie.

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mercoledì 15 settembre 2010

Domenica 19 settembre: trekking urbano alla scoperta di Sardagna

Domenica 19 settembre: un tour per conoscere luoghi dalla natura rigogliosa e incontaminata, panorami mozzafiato e tesori nascosti.

Dalla funivia alla zona dei castagni e poi nel centro storico del paese con i murales a grandezza naturale e gli affreschi di Marcello Fogolino nella chiesetta di SS Filippo e Giacomo.
Tornano gli itinerari di trekking urbano organizzati dall’APT di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi in collaborazione con il Comune di Trento: un modo originale per coniugare la voglia di una passeggiata con la possibilità di scoprire luoghi insoliti del capoluogo.
Appuntamento per domenica 19 settembre: destinazione  Sardagna ed il suo panorama mozzafiato.
Un percorso che offre una suggestiva panoramica su Trento da una terrazza naturale di origine glaciale. Punto di osservazione privilegiato, che spazia fino alle cime della Paganella, completamente immerso nella natura rigogliosa e che porta alla scoperta di murales e affreschi preziosi.
Dopo aver lasciato la stazione a monte della funivia ci si immerge in un bosco rigoglioso di secolari castagni, noccioli, carpini, pini silvestri, faggi ed aceri campestri si fa poi ritorno a Sardagna.
Qui una dozzina di murales del centro storico dipinti a grandezza naturale sulle pareti esterne delle case consentono di apprezzare scene di vita contadina fra l’800 e il ‘900.
Infine i preziosi affreschi di Marcello Fogolino nella quattrocentesca chiesetta dei SS. Filippo e Giacomo, sita a poca distanza dalla famosa cascata del Rio Sardagna. Fogolino, pittore veneziano a cui si deve l’affermazione della pittura rinascimentale in Trentino e che già operò al castello del Buonconsiglio e a Trento.
Lungo l’intero itinerario guidato sono previste soste enogastronomiche, approfondimenti storico-culturali e momenti di intrattenimento.


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martedì 14 settembre 2010

Val Bognanco



Bognanco, una valle verdissima, un angolo di Piemonte lontano da ogni forma di inquinamento, con un clima molto dolce e con sorgenti termali che l' hanno reso famosa nel mondo.
La stagione termale, da maggio ad ottobre, é allietata da una miriade di manifestazioni.
Una qualificata assistenza medica, una piscina termale coperta, un centro medico per la balneoterapia, inalazioni, palestra, sauna, ecc., manifestazioni, una rinomata ospitalità alberghiera consentono una sana vacanza a tutto relax.

Ma Bognanco non è solo Terme: ampio, solenne e suggestivo è l'anfiteatro alpestre che la sovrasta, dal Fornalino al Monscera, dove le latifoglie lasciano posto alle conifere ed ai liberi pascoli: itinerari ideali per escursioni nella zona del confine italo-elvetico, il Pioltone, l'Azoglio, il Pizzo Straciugo dalla cui sommità si gode un incomparabile panorama sulle Alpi e sul Lago Maggiore.


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martedì 7 settembre 2010

Domenica 12 settembre: Passo del Brallo - Monte Penice (Pv)

Escursione che ci porta a ripercorrere parte dei sentieri utilizzati in passato dai pellegrini che dalla Val Trebbia si recavano al Santuario di Santa Maria al Monte Penice e dagli abitanti delle zone montuose che, proprio in occasione della festa al Santuario che si celebra da sempre la seconda domenica di settembre, raggiungevano la vetta per trascorrere in allegria, con abbondanza di cibo e vino, la tradizionale festa sui prati.
La chiesa attuale risale al XVII secolo, ma la prima costruzione avvenne nel periodo in cui il territorio era governato dai longobardi.
Una delle leggende, forse la più credibile, oggi conosciuta narra che San Colombano riuscì a far avvicinare il popolo alla chiesa e come ricompensa la regina Teodolinda regalò al monaco un ampio appezzamento dove venne costruita la chiesetta: nacque così il Santuario.
La nostra escursione inizia dalla piazza del municipio di Brallo (m 950), paese forse povero di storia ma molto ricco di bellezze naturali.
Lasciato il Passo si percorre il sentiero che attraverso boschi di essenze varie, conduce al rifugio “la Faggeta” (m 1.107 - ore 0,45); in un susseguirsi di saliscendi, in faggeta su un tratto della “Via Longa”, si raggiunge la strada (purtroppo asfaltata) che conduce al Passo Scaparina (m 1108 - ore 1,50): qui troviamo il bar che potrebbe fungere da servizio ristoro.
Fra la strada che conduce ai Tre Passi e quella per Ceci, inizia il sentiero per il Monte Penice, che all’inizio sale dolcemente ma quasi subito, in località Casa Prato del Broglio (m 1.200 - ore 2,15) si fa molto ripido: manca poco più di 1 km alla meta ma bisognerà faticare parecchio prima di raggiungerla, considerando anche il fondo molto sconnesso.
Ecco la vetta del Monte Penice (m 1.460 - ore 3,00) con il Santuario proprio in cima: però al tempo di Teodolinda non c’erano...ripetitori, peccato che ci siano ora a deturpare il paesaggio.
Ora cercheremo di dedicarci degnamente alla festa sui prati.
Il ritorno avviene, in circa 2 ore e 30 minuti, sullo stesso percorso dell’andata.
A Brallo è in programma un’altra festa (della patata): noi dovremmo arrivare in tempo prima della conclusione e magari degustare qualche buon prodotto locale. Giusto per ben finire l’escursione festaiola.


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lunedì 6 settembre 2010

Domenica 12 settembre a Garbagna (Al)

Piazza del Mercato 

Una domenica con il Soccorso Alpino

Gara di arrampicata

dalle ore 10:00

per informazioni: 349 5027211

rotaract-tortona@hotmail.it



mercoledì 1 settembre 2010

Marcarolo Film Festival 2010

Ritorna il Marcarolo Film Festival!

La terza edizione della rassegna cinematografica a tematica ambientale, organizzata dal Parco naturale Capanne di Marcarolo e dall'Ecomuseo di Cascina Moglioni, si svolgerà dal 31 agosto al 12 settembre 2010 nel territorio dellla montagna di Marcarolo e nella città di Gavi.


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LIGURIA DA LEVANTO A MONTEROSSO

Una escursione con il vento ed il profumo del mare che ci accarezzano la pelle.
Partendo dal paese di Levanto ed attraversando il promontorio di Punta Mesco giungendo alla meta nel centro di Monterosso al Mare.
Potrebbe essere una continuazione del sentiero delle Cinque Terre percorrendolo al contrario.
Una facile escursione in un promontorio selvaggio e a dir poco spettacolare......... solo da provare per capire!


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martedì 31 agosto 2010

Domenica 5 settembre: Valpelline (Ao)

La Valpelline è una valle laterale della Val d’Aosta. Prende il nome da uno dei comuni della valle: Valpelline. Si trova ai piedi del monte Gran Combin, anche se la vetta di quest’ultimo è totalmente in Svizzera, perché la linea di confine passa a sud dello stesso. La valle ha costituito un posto di scambio e di scontro con il vicino Vallese. È rimasta sempre di difficile accesso nei secoli, Bionaz è stata raggiunta da strada carrozzabile solamente nel 1953.
La nostra escursione parte dal paese di Ollomont. Lasciato il parcheggio della frazione Glassier (H 1549 m.) si imbocca il sentiero che sale a By. Il percorso è abbastanza ripido, ma reso agevole da gradini di roccia; in certi punti la salita costeggia il torrente Buthier il quale forma cascate e giochi d’acqua. Dopo 1,30 circa si raggiunge By. Qui, nei pressi della chiesetta si svolta a sinistra e si rasenta il muro di sbarramento delle acque di un invaso artificiale (H 1968 m.), lo si supera e si raggiunge una strada agricola, attraversata la quale si continua sulla trattorabile che sale all’Alpe Porchere inferiore (H 2094 m.).
Si prosegue fino a Tsa di Porchere (H 2298 m.) e si continua sul ripido sentiero fino al bivacco (H 2651 m.). L’ambiente è grandioso, la veduta spazia dal Mont Velan fino alla costiera rocciosa dei Morion. In lontananza si scorgono Ollomont e addirittura la periferia di Aosta.
Dopo la meritata sosta si ritorna percorrendo il sentiero che porta all’Alpe Chesal (H 2048 m.), attraversata la strada interpoderale nelle vicinanze del torrente Bereuà si imbocca un tortuoso sentiero che attraversando una folta vegetazione, in prossimità di una stupenda cascata, ci riporta di nuovo a Glassier.

Ritrovo e partenza: ore 06,00 presso Gruppo Micologico, ex Caserma di Cavalleria, (entrata da Via Kennedy)
Accesso: raggiungibile con pullman (con minimo 35 partecipanti), oppure con mezzi proprii
Tempo di percorrenza: ore 7 circa (soste escluse)
Dislivello complessivo: m. 1200
Difficoltà: E
Pur non essendoci tratti pericolosi, l’escursione è abbastanza impegnativa, quindi consigliata a persone con un buon allenamento

Segnavia: Sentiero N. 3 (frecce gialle)
Pranzo: al sacco
Attrezzatura: equipaggiamento normale per escursionismo di alta montagna

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Fonte: Gruppo micologico vogherese

domenica 29 agosto 2010

A Gavi camminata enogastronimica

A Gavi nella frazione di Pratolungo, domenica 5 settembre, si svolgerà la Gavilonga 2010, organizzata dai Cavalieri del Raviolo e del Gavi e dalla locale Pro Loco.
La partenza della “camminata” enogastronomica di circa 7 chilometri, nella splendida cornice delle colline gaviesi, é prevista per le 10 del mattino nel centro di Pratolungo.
Il programma : ritrovo nel piazzale antistante la sede della Pro-Loco di Pratolungo a Gavi; ritiro, da parte dei soli iscritti, del berretto Gavilonga, del collare contenente il bicchiere da degustazione e la mappa del percorso. 

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martedì 24 agosto 2010

Domenica 29 agosto: Pelvo d'Elva m. 3064 - Lago Camoscere m. 2644

Alpinismo - Pelvo d'Elva m. 3064


Dislivello: 779 m.


Difficoltà: EE, EEA, Facile (alpinistica).


Tempo di salita: 3 h; dalla vetta al lago 1h 30 min.; dal lago alla Bicocca 3 h.

Ritorno: per il colle Camosciera, aggirando a ovest il m.te Camoscere x scendere all’omonimo lago (m. 2644).

Escursionismo – Lago Camoscere m. 2.644


Dislivello: 500 m. circa.

Difficoltà: EE
Tempo: andata al lago 3h 30 m.; ritorno 3 h per la stessa via dell’andata.

Pranzo: al sacco sulle rive del lago

Viaggio: in auto.
Partenza: ore 6 dal Comando Vigili Urbani di Voghera (per ragioni di parcheggio al Colle della Bicocca è importante arrivare di buon’ora).
Percorso: Autostrada A21 per Torino fino ad Asti indi A33 per Alba. Da Alba si prosegue per Bra, Fossano, Cuneo, Dronero. Si risale la Val Maira fino a Stroppo ove si prende a dx per il colle di Sampeyre. Al colle si piega a sx per prendere una sterrata che in 6 km. conduce al colle della Bicocca, dove si lascia l’auto in un piccolo parcheggio. La sterrata è disagevole con fondo sconnesso, si consiglia auto fuoristrada o comunque con discreta altezza da terra. 


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Fonte: C.A.I. sez. Voghera

giovedì 12 agosto 2010

Domenica 22 agosto: Il Forte di Fenestrelle (To)

La grande muraglia piemontese… e il paese di Usseaux

Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle».  Edmondo De Amicis.

La Fortezza in cifre:
3 km di lunghezza
1.300.000 mq 
3 Forti 7 Ridotte 28 Risalti
Scala coperta 4.000 gradini
Scala Reale 2.500 gradini
122 anni di costruzione
14 ponti di collegamento
5 ponti levatoi
Mattinata: Visita guidata di 3 ore al Forte (percorso di media difficoltà)
Pranzo al sacco
Pomeriggio: Spostamento per il paese di Usseaux m. 1400 s.l.m. (circa 6 km dal Forte)
Usseaux è un piccolo Comune in Alta Val Chisone, ancora oggi è un esempio di realtà agricola e contadina di alta montagna. Una incantevole cornice alpina alla scoperta di fontane, lavatoi, case di pietra e legno segni ancora evidenti della cultura, della lingua e delle tradizioni dei popoli che nel tempo vi hanno vissuto. Il Villaggio di Usseaux ci farà scoprire degli artistici murales, dipinti della vita contadina e della natura, ma Usseaux è anche il paese del pane con l’antico Mulino ad acqua ancora funzionante e il suo mugnaio, testimonianza della tradizione contadina.
Partenza ore 7,00 dalla Stazione F.S. di Tortona (AL)
Spostamento in pullman – prenotazione obbligatoria entro il 13 agosto
Costi € 25,00 per i tesserati € 28,00 per i non tesserati
La quota comprende il costo del pullman, il biglietto di entrata al Forte, una guida turistica e la copertura assicurativa
Si consiglia: Scarpe da tennis, pranzo al sacco ed eventuali binocolo e macchina fotografica.
Info  339.5913281 - 338.5291405

martedì 3 agosto 2010

Notte in castello...


Escursione notturna sul “Passo dell'Aquila”


Dal castello di Verde (Valverde) al castello di Oramala (Val di Nizza).

Appuntamento domenica 8 agosto per la seconda edizione di: Notte in castello…

Lunghezza del percorso: circa 8 chilometri.
Dislivello: circa 240 metri effettivi.

Ritrovo: ore 19.00 a Ponte Nizza (PV) e spostamento in auto per la Croce di Verde (circa 12 chilometri).
Partenza dalla Croce di Verde per l'escursione alle ore 20.00.
Sosta ai “Tre Termini” , a circa metà dell'itinerario per uno spuntino offerto a tutti i partecipanti.
Arrivo previsto al castello di Oramala alle ore 23,00 per la visita al fortilizio e rinfresco.
Ritorno con navetta.
Escursione adatta a chiunque con un minimo di allenamento.
Si consiglia: scarpe da tennis e felpa.
Obbligatoria la torcia elettrica.

L'iniziativa è gratuita.

Info 338.5291405 - 338.4994045
assopietraverde@yahoo.it   www.lapietraverde.info

Emozionante escursione notturna tra le valli Valverde e Valdinizza (PV), attraversando immensi boschi di castagno e pinete lungo antichi tracciati lasciati nei secoli dall'uomo.
Organizzata dall'Associazione La pietra Verde, in collaborazione con la Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese, le Guardie Ecologiche Volontarie della Comunità Montana Oltrepò Pavese,  i Comuni di Valverde, Val di Nizza, il Museo di Scienze naturali di Voghera e l'Associazione “Amici di Poggio Ferrato”.

Descrizione dell'itinerario:
Dalla Croce di Verde, si prosegue in direzione Sud su strada sterrata attraversando terreni coltivati ormai rimboschiti da essenze spontanee miste di carpino, frassino, roverelle e noccioli, fino ad arrivare nei pressi della sommità del Monte Bruno 865 m s.l.m. In direzione Ovest ora è possibile vedere in lontananza sagoma del castello di Oramala che si erge sui contrafforti della media Valle Staffora. Procedendo su tratto pianeggiante che attraversa una pineta si giunge nel punto di confine dei Comuni di Valverde, Val di Nizza e Varzi chiamato “Tre Termini”.
Tre termini è il sito contraddistinto da tre pietre naturali, poco sporgenti dal terreno e quasi insignificanti, ma che indicavano oltreai tre confini comunali, anche il termine delle faticose salite, di andata e ritorno, percorse settimanalmente dagli abitanti della valle, carichi di merci e bestiame da vendere al mercato di Varzi o carichi di beni acquistati per le necessità familiari.
Si avanza attraversando boschi di castagno, raggiungendo il  Monte Cucco 866 m s.l.m. per poi proseguire tra le valli Staffora e Nizza. Nei pressi dei ruderi della casa Ariassa si incontra la strada provinciale Casa Ponte - Varzi da percorrere a sinistra, per 400 metri, fino al piccolo borgo di Oramala dominato dall'omonimo castello 758 m s.l.m.

domenica 1 agosto 2010

Parte la Carovana delle Alpi Bandiere contro il degrado

L'iniziativa

Al via la campagna di Legambiente sullo stato di salute dell'arco alpino, per accendere i riflettori sul consumo di suolo, la cementificazione selvaggia e il turismo pirata. Premi ai comuni montani virtuosi. Fino a ottobre trekking ed escursioni alla ricerca di lupi, linci e orsi di MONICA RUBINO

NOVE bandiere nere e nove verdi per denunciare le situazioni più gravi di degrado e cementificazione, ma anche per segnalare le buone pratiche sulle Alpi. Sono i riconoscimenti consegnati dalla IX spedizione della "Carovana delle Alpi", la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il ministero dell'Ambiente, che ogni anno effettua il check-up dell'arco alpino con un'attenzione particolare al tema della biodiversità.

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Fonte
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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