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lunedì 17 aprile 2017
sabato 15 aprile 2017
Valico di San Fermo - Monte Buio - Monte Antola
Partenza: Valico di San Fermo (Al)
Arrivo: M.te Antola (mt. 1597)
Lunghezza del percorso (a/r): 15 km circa Clicca qui per il percorso Valico di San Fermo - M.te Buio - M.te Antola
Tempo di percorrenza (a/r): 4 h. 30 min. circa
Segnavia: bianco-rosso n. 200
Scheda: il Monte Antola, assieme all'Alfeo, è sicuramente una delle vette più rappresentative dell'appennino delle quattro province, meta di numerosi escursionisti in qualsiasi momento dell'anno. E' raggiungibile da diversi sentieri e, tra questi, uno vede la partenza dal valico di San Fermo, posto esattamente di fronte alla cima del Monte Antola.
San Fermo, che segna il confine tra la provincia di Alessandria (comune di Carrega Ligure) e la provincia di Genova (comune di Vobbia) è un valico situato a circa 1177 mt. di altitudine che funge da spartiacque tra Val Borbera e Val Vobbia, o meglio, tra Piemonte e Liguria, in cima al quale si trova una Cappella - la cappella di San Fermo - dalla quale si gode di una vista meravigliosa a 360 gradi che spazia dalle Alpi, all'Appennino e fino al Mar Ligure.
Per chi fosse interessato a indicazioni sulla storia della cappella di San Fermo, rimando alla lettura del seguente testo, tratto dal sito www.altavallescrivia.it
La cappella, architettonicamente piuttosto scarna ci tramanda una storia millenaria. Il 25 Maggio dell'869 d.C. l'Imperatore Ludovico II (pronipote di Carlo Magno) donava alla consorte Angelberga la Corte di Dova: cioé il territorio in cui sorse in seguito l'Abbazia benedettina di San Clemente, filiazione del cenobio di San Fruttuoso di Capodimonte. Il paese di Dova Superiore sorge, oggi come allora, sul versante borberino del monte di San Fermo. In realtà non esistono documenti che indichino la presenza certa di un'insediamento monastico già in quest'epoca, ma diverse tracce storiche ne rendono verosimile l'esistenza giá ben prima dell'anno 1000. L'abbazia, che fu certamente un insediamento di piccole proporzioni, ospitava monaci dediti all'agricoltura e all'assistenza dei pellegrini e dei viandanti, che percorrevano la "Strada di Lombardia" verso la Pianura Padana o verso Genova.Probabilmente il sito religioso fu distrutto alla fine del X secolo, come altri nella zona, dai pirati Saraceni (o forse da una frana) e al suo posto rimase l'attuale cappella, costruita sulla sommitá del monte, mentre il convento si trovava dove ora sorge il villaggio chiamato San Clemente, in Comune di Carrega Ligure (Al). A confermare l'esistenza di tale insediamento diverse leggende e toponimi, come "la fontana dei frati" situata appunto presso il piccolo villaggio in direzione di Agneto.
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Arrivo: M.te Antola (mt. 1597)
Lunghezza del percorso (a/r): 15 km circa Clicca qui per il percorso Valico di San Fermo - M.te Buio - M.te Antola
Tempo di percorrenza (a/r): 4 h. 30 min. circa
Segnavia: bianco-rosso n. 200
Scheda: il Monte Antola, assieme all'Alfeo, è sicuramente una delle vette più rappresentative dell'appennino delle quattro province, meta di numerosi escursionisti in qualsiasi momento dell'anno. E' raggiungibile da diversi sentieri e, tra questi, uno vede la partenza dal valico di San Fermo, posto esattamente di fronte alla cima del Monte Antola.
San Fermo, che segna il confine tra la provincia di Alessandria (comune di Carrega Ligure) e la provincia di Genova (comune di Vobbia) è un valico situato a circa 1177 mt. di altitudine che funge da spartiacque tra Val Borbera e Val Vobbia, o meglio, tra Piemonte e Liguria, in cima al quale si trova una Cappella - la cappella di San Fermo - dalla quale si gode di una vista meravigliosa a 360 gradi che spazia dalle Alpi, all'Appennino e fino al Mar Ligure.
Per chi fosse interessato a indicazioni sulla storia della cappella di San Fermo, rimando alla lettura del seguente testo, tratto dal sito www.altavallescrivia.it
La cappella, architettonicamente piuttosto scarna ci tramanda una storia millenaria. Il 25 Maggio dell'869 d.C. l'Imperatore Ludovico II (pronipote di Carlo Magno) donava alla consorte Angelberga la Corte di Dova: cioé il territorio in cui sorse in seguito l'Abbazia benedettina di San Clemente, filiazione del cenobio di San Fruttuoso di Capodimonte. Il paese di Dova Superiore sorge, oggi come allora, sul versante borberino del monte di San Fermo. In realtà non esistono documenti che indichino la presenza certa di un'insediamento monastico già in quest'epoca, ma diverse tracce storiche ne rendono verosimile l'esistenza giá ben prima dell'anno 1000. L'abbazia, che fu certamente un insediamento di piccole proporzioni, ospitava monaci dediti all'agricoltura e all'assistenza dei pellegrini e dei viandanti, che percorrevano la "Strada di Lombardia" verso la Pianura Padana o verso Genova.Probabilmente il sito religioso fu distrutto alla fine del X secolo, come altri nella zona, dai pirati Saraceni (o forse da una frana) e al suo posto rimase l'attuale cappella, costruita sulla sommitá del monte, mentre il convento si trovava dove ora sorge il villaggio chiamato San Clemente, in Comune di Carrega Ligure (Al). A confermare l'esistenza di tale insediamento diverse leggende e toponimi, come "la fontana dei frati" situata appunto presso il piccolo villaggio in direzione di Agneto.
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giovedì 13 aprile 2017
Cade mentre scala una parete di roccia e muore: la tragedia in Liguria davanti agli occhi della moglie
Drammatico incidente nei dintorni di Crocefischi a Genova: vittima un
alpinista di Serravalle Scrivia. La donna è stata accompagnata in
ospedale per accertamenti
La moglie, dopo essere riuscita a scendere dalla parete, ma da un altro versante, ha chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e l’elicottero. I tentativi di salvare l’uomo caduto sono risultati vani: troppo gravi le ferite riportate nella caduta.
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| Gli uomini del Soccorso alpino intervenuti per tentare di salvare l’alessandrino |
Pablo Calzeroni
Crocefischi (Genova)
Tragedia in mattinata nei dintorni di Crocefischi. Marito e moglie erano impegnati nella scalata di una parete di roccia, alle rocche del Reopasso, quando il marito ha perso l’appiglio precipitando per diversi metri e finendo sulle rocce sottostanti.La moglie, dopo essere riuscita a scendere dalla parete, ma da un altro versante, ha chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e l’elicottero. I tentativi di salvare l’uomo caduto sono risultati vani: troppo gravi le ferite riportate nella caduta.
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CAMMINANTOLA: Sentieri di Resistenza
Porta un tricolore e sali in Antola
Martedì 25 Aprile 2017
In occasione del 72° anniversario della Liberazione, nell’ambito dell’iniziativa “Porta un tricolore e sali in Antola”, un’escursione guidata dalla loc. Buoni (Pentema) per raggiungere insieme la vetta del M. Antola e partecipare alla commemorazione dell’Anniversario della Liberazione, dei Partigiani e delle Popolazioni delle Valli Trebbia, Scrivia e Borbera con deposizione della corona presso il monumento posto a ricordo dei partigiani che combatterono e caddero su questi monti tra il 1943 il 1945. Ristoro al Rifugio Parco Antola con il “rancio del partigiano” e rientro nel pomeriggio ai Buoni (tempo di percorrenza solo andata 1h 30′-1h 45′, dislivello in salita 500m ca.).
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Webcam Antola
lunedì 10 aprile 2017
Pertuso - Costone della Ripa - Roccaforte Ligure (AL)
Difficoltà: EE (E dal Monte Cravasana a Roccaforte).
Dislivello in salita: 750 m circa
Dislivello in discesa: 320 m circa
Tempo: 3.30 – 4 ore
Il Costone della Ripa è un enorme contrafforte di conglomerato che sovrasta con un'impressionante bastionata rocciosa alta varie centinaia di metri la media Val Borbera, nel tratto tra Pertuso e Rocchetta Ligure. Il “Sentiero Serena e Alessandro” (percorso 260 del CAI) lo percorre integralmente, scavalcandone tutte le cime. È una traversata lunga e impegnativa, in ambiente molto selvaggio. Il primo tratto, fino al Monte Cravasana, è riservato ad escursionisti esperti per la presenza di numerosi passaggi esposti su roccia, attrezzati con corde e cavi metallici; dal Monte Cravasana in poi il costone si fa più ampio e boscoso, quindi il sentiero continua agevole fino a Roccaforte Ligure, meta della traversata.
Accesso: Si esce dall'autostrada al casello di Vignole-Arquata, da cui si risale la Val Borbera. Superate le “Strette” si giunge al piccolo paese di Pertuso (379 m), dove la valle riprende ad allargarsi.
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Il Costone della Ripa
Da Roccaforte ad Avi
Dislivello in salita: 750 m circa
Dislivello in discesa: 320 m circa
Tempo: 3.30 – 4 ore
Il Costone della Ripa è un enorme contrafforte di conglomerato che sovrasta con un'impressionante bastionata rocciosa alta varie centinaia di metri la media Val Borbera, nel tratto tra Pertuso e Rocchetta Ligure. Il “Sentiero Serena e Alessandro” (percorso 260 del CAI) lo percorre integralmente, scavalcandone tutte le cime. È una traversata lunga e impegnativa, in ambiente molto selvaggio. Il primo tratto, fino al Monte Cravasana, è riservato ad escursionisti esperti per la presenza di numerosi passaggi esposti su roccia, attrezzati con corde e cavi metallici; dal Monte Cravasana in poi il costone si fa più ampio e boscoso, quindi il sentiero continua agevole fino a Roccaforte Ligure, meta della traversata.
Accesso: Si esce dall'autostrada al casello di Vignole-Arquata, da cui si risale la Val Borbera. Superate le “Strette” si giunge al piccolo paese di Pertuso (379 m), dove la valle riprende ad allargarsi.
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Il Costone della Ripa
Da Roccaforte ad Avi
sabato 8 aprile 2017
I Sentieri della Libertà in provincia di Alessandria
Il
progetto “La memoria delle Alpi” intende studiare,
rappresentare e trasmettere, in particolare alle giovani generazioni,
la memoria collettiva riferita al territorio
delle Alpi fra Italia,
Francia e Svizzera, nella sua dimensione transfrontaliera.
E’ stato sviluppato il concetto di memoria di una particolare area geografica nelle sue diverse declinazioni: memoria fisica del territorio stesso (la sua storia naturale, la sua morfologia, ecc.), memoria dell’insediamento umano con le sue opere più durature e gli effetti del lavoro sull’ambiente ed il paesaggio, memoria storica di determinati periodi ed eventi che hanno lasciato un segno più profondo, sia nel ricordo delle popolazioni di quei luoghi, sia nel più vasto immaginario collettivo.
Nella prima fase, che si sta concludendo, il progetto si è articolato in due sezioni principali, riferite rispettivamente alla dimensione storica ed alla dimensione storico/etnografica.
La sezione storica della rete museale - intitolata I sentieri della Libertà - è dedicata al periodo della persecuzione antiebraica, della II guerra mondiale e della Resistenza, 1938-1945, in quanto periodo denso di memorie di grande valore morale e educativo ed in grado di trasmettere un forte messaggio di identità: le Alpi da territorio di frontiera e di guerra a luogo di salvezza e di solidarietà, terreno di lotta comune per la dignità dell’uomo e per la libertà, da confine di divisioni e conflitti fra popoli “nemici”, o presunti tali, a riferimento e simbolo della nuova unità europea.
La sezione storico/etnografica è incentrata sulla costituzione di Centri di documentazione sulla cultura materiale nelle aree alpine, a supporto dei musei etnografici e di realtà analoghe diffuse nel territori interessati. Tali centri devono fornire le necessarie basi scientifiche alle realtà locali, diventare punti di riferimento per il censimento, la catalogazione, la conservazione e l’esposizione dei beni materiali ed immateriali collegati alla storia ed alla tradizione locale, nonché per la formazione del personale coinvolto.
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E’ stato sviluppato il concetto di memoria di una particolare area geografica nelle sue diverse declinazioni: memoria fisica del territorio stesso (la sua storia naturale, la sua morfologia, ecc.), memoria dell’insediamento umano con le sue opere più durature e gli effetti del lavoro sull’ambiente ed il paesaggio, memoria storica di determinati periodi ed eventi che hanno lasciato un segno più profondo, sia nel ricordo delle popolazioni di quei luoghi, sia nel più vasto immaginario collettivo.
Nella prima fase, che si sta concludendo, il progetto si è articolato in due sezioni principali, riferite rispettivamente alla dimensione storica ed alla dimensione storico/etnografica.
La sezione storica della rete museale - intitolata I sentieri della Libertà - è dedicata al periodo della persecuzione antiebraica, della II guerra mondiale e della Resistenza, 1938-1945, in quanto periodo denso di memorie di grande valore morale e educativo ed in grado di trasmettere un forte messaggio di identità: le Alpi da territorio di frontiera e di guerra a luogo di salvezza e di solidarietà, terreno di lotta comune per la dignità dell’uomo e per la libertà, da confine di divisioni e conflitti fra popoli “nemici”, o presunti tali, a riferimento e simbolo della nuova unità europea.
La sezione storico/etnografica è incentrata sulla costituzione di Centri di documentazione sulla cultura materiale nelle aree alpine, a supporto dei musei etnografici e di realtà analoghe diffuse nel territori interessati. Tali centri devono fornire le necessarie basi scientifiche alle realtà locali, diventare punti di riferimento per il censimento, la catalogazione, la conservazione e l’esposizione dei beni materiali ed immateriali collegati alla storia ed alla tradizione locale, nonché per la formazione del personale coinvolto.
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venerdì 7 aprile 2017
Spirito libero, sei pronto per un viaggio in autonomia?
Hai scelto un cammino in libertà. È il primo passo per la tua personale crescita da turista come tanti a viaggiatore. E la differenza non è poca. Percorrere i grandi cammini in Italia e altrove, in modo autonomo,
richiede prima di tutto intraprendenza, un buon livello di attenzione, e
poi la capacità di leggere una carta topografica e saper usare una
bussola. Troppo difficile? No davvero!
Non serve essere escursionisti provetti, proprio perché per il tuo viaggio autoguidato, SloWays ti fornisce tutto il materiale di supporto e la possibilità di contattarci in ogni momento in caso di necessità. È un viaggio vero, in autonomia, ma facilitato e strutturato in modo da farti crescere come viaggiatore.
Quando scegli un viaggio in libertà SloWays ricevi a casa:
-
Una vera e propria guida personalizzata che contiene, oltre a una scheda descrittiva del tuo itinerario, tutte le informazioni pratiche, dall’elenco delle cose da portare, ai nostri consigli su come affrontare ogni eventualità, dalla pioggia al guado di un ruscello.
-
La cartografia dettagliata in scala 1:25.000 con evidenziato il tuo percorso: le nostre sono carte molto dettagliate, se le consulti sistematicamente saprai sempre dove sei.
-
Il programma giorno per giorno, con indicati i chilometri da percorrere, e tutte le indicazioni e consigli utili.
-
I voucher con i recapiti degli alberghi dove dormirai, e tutte le istruzioni per raggiungerli.
-
Il QR Code, che ti consente di scaricare e installare sul tuo smartphone o tablet la nostra app con il tuo itinerario personalizzato. In questo modo, e grazie al gps in dotazione al tuo dispositivo, saprai sempre dove ti trovi.
Puoi già assaporare la sensazione di libertà che ti dona un viaggio di questo tipo. Il tuo sarà un cammino spensierato, perché sai che tutto è stato organizzato per te e previsto fin nel minimo dettaglio. Non ci saranno sorprese la sera, nessun ostello spartano affollato, nessuna condivisione di cigolante letto a castello con russatori. I nostri alberghi e B&B sono confortevoli e a gestione familiare. La mattina, ti attende una ricca colazione adeguata allo sforzo che stai per compiere. La sera puoi scegliere tu il ristorante che preferisci e ordinare dal menù quello che più ti piace. E se vuoi viaggiare leggero, noi ti organizziamo anche il trasporto bagagli di tappa in tappa.
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giovedì 6 aprile 2017
In cammino verso Avi, sulle strade della libertà
Una manciata di ruderi del castello un tempo di proprietà della nobile famiglia Spinola ci osservano silenziosi mentre calpestiamo il sentiero verso il Villaggio abbandonato di Avi, nel Comune di Roccaforte Ligure, in Val Borbera.
E’ una bella giornata di sole, la primavera sboccia nell’aria ed è il periodo migliore dell’anno per mettersi in cammino verso quello che un tempo fu il rifugio del primo distaccamento partigiano in Val Borbera, quello comandato da Franco Anselmi, in battaglia conosciuto come “Marco”, medaglia d’argento al valore militare. Il 25 aprile non è lontano, il tempo della memoria si rinnova nei passi di chi ogni anno torna a visitare uno dei borghi abbandonati più suggestivi di questo territorio, benchè ormai non resti più molto da vedere.
Un tempo abitato da famiglie che portavano essenzialmente due cognomi: Rebuffo e Tegaldo, il paese, che si spopolò all’inizio degli anni ’60, era diviso in due parti: Avi di qua e di là, nel dialetto locale “Ovi de chei” e “Ovi de là”. Una mezza facciata coraggiosamente ancora in piedi ricorda la presenza di una chiesetta, dedicata a S. Vito, fulcro della comunità, luogo di preghiera, di consolazione per quella dura vita fatta di sacrifici, ma anche di tanta bellezza e del privilegio di abitare in un angolo di paradiso. Ne troviamo traccia tra le abitazioni in pietra e nelle cantine dove ancora si trovano le botti del vino, camini, solai, travi a vista, e le meravigliose mangiatoie per gli animali, che tutti avevano per il proprio sostentamento. Stalle così belle e ancora così vive, come se gli animali dovessero tornare per compiere il loro lavoro nei campi. Tutto intorno ancora alberi da frutto e addirittura un braciere di qualcuno che ha recentemente acceso un fuoco.
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I Sentieri della Libertà
L'anello di Avi
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mercoledì 5 aprile 2017
Mangialonga, nel 2017 la novità è la Mangiaforte di Sant’Olcese
Genova - Cambiata l’ora legale, con le giornate più lunghe e il
clima più mite arriva un momento che tutti gli appassionati di gite
all’aria aperta aspettano con ansia: quello in cui prende ufficialmente il via la stagione della mangialonga, le escursioni enogastronomiche che
consentono di esplorare paesaggi incredibili, trascorrere una giornata
all’insegna dell’attività fisica e allo stesso tempo gustare prodotti e
piatti tipici del territorio (senza sensi di colpa, vista la fatica
sostenuta per conquistarseli).
In Liguria la tradizione della mangialonga è radicata e coltivata con numerose manifestazioni organizzate ogni anno con l’arrivo della primavera, eventi cui prendono parte tanti turisti, conquistati dalla possibilità di scoprire il territorio, ma anche tanti “locali” che spesso dimenticano quante bellezze e sorprese riserva la regione. Il meccanismo accattivante fa il resto: pagando la cifra fissa per l’iscrizione si procede lungo un percorso che si snoda per diversi km, toccando le tappe più caratteristiche della zona in cui è ospitato.
A ogni tappa, per rifocillare gli escursionisti, banchetti e stand con piatti tipici del territorio da consumare (si spera) sotto il sole: un tripudio di acciughe fritte, trofie al pesto, pansoti, carne alla brace e torte fatte in casa annaffiate da vini dei vigneti locali. Il fischio d’inizio per i buongustai decisi a guadagnarsi il pranzo (compreso di aperitivo, caffè e ammazzacaffè) col sudore della fronte è domenica 25 aprile, non soltanto anniversario della Liberazione, ma giorno in cui a Recco parte la Mangialonga del Golfo Paradiso: raduno alle 8 sul lungomare e partenza (scaglionata) alle 9.30 per un percorso che si snoda sino al Belvedere di Negli per concludere il pasto con un’insalata di frutta.
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In Liguria la tradizione della mangialonga è radicata e coltivata con numerose manifestazioni organizzate ogni anno con l’arrivo della primavera, eventi cui prendono parte tanti turisti, conquistati dalla possibilità di scoprire il territorio, ma anche tanti “locali” che spesso dimenticano quante bellezze e sorprese riserva la regione. Il meccanismo accattivante fa il resto: pagando la cifra fissa per l’iscrizione si procede lungo un percorso che si snoda per diversi km, toccando le tappe più caratteristiche della zona in cui è ospitato.
A ogni tappa, per rifocillare gli escursionisti, banchetti e stand con piatti tipici del territorio da consumare (si spera) sotto il sole: un tripudio di acciughe fritte, trofie al pesto, pansoti, carne alla brace e torte fatte in casa annaffiate da vini dei vigneti locali. Il fischio d’inizio per i buongustai decisi a guadagnarsi il pranzo (compreso di aperitivo, caffè e ammazzacaffè) col sudore della fronte è domenica 25 aprile, non soltanto anniversario della Liberazione, ma giorno in cui a Recco parte la Mangialonga del Golfo Paradiso: raduno alle 8 sul lungomare e partenza (scaglionata) alle 9.30 per un percorso che si snoda sino al Belvedere di Negli per concludere il pasto con un’insalata di frutta.
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lunedì 3 aprile 2017
A piedi dal Messico al Canada per un fine benefico
LONDRA – Lei l’ha definita una “passeggiata” ma è difficile chiamare così un percorso a piedi di 4 mila chilometri dal Messico al Canada. Un viaggio di sei mesi reso ancora più affascinante per il fine benefico che lo anima. Stefania Miravalle, originaria di San Germano, ha il sorriso di chi affronta la vita con entusiasmo e che non si spaventa davanti a nulla. Ha appena finito un percorso di studi a Londra e ha già pronto un lavoro. Prima però si godrà questo viaggio con il suo zaino in spalla.
Stefania, 31 anni, ha frequentato lo scientifico al Balbo di Casale, poi si è laureata in Ingegneria a Torino per approdare in Australia e infine a Londra. Le sue gambe però sono pronte a portarla verso altre realtà e nuovi popoli. Il tutto per cercare di aiutare Casa Hogar Illary’Ika: “Conosco un ragazzo che ogni anno va in questa casa di orfani in Perù. Purtroppo la struttura fa molta fatica a raccogliere fondi.
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domenica 2 aprile 2017
Processionaria: quali pericoli per l’escursionista?
mercoledì 29 marzo 2017
DA RIOMAGGIORE A PORTOVENERE: UN SENTIERO TRA MARE E FALESIE
Una passeggiata tra cielo e mare
Bellissima escursione da Riomaggiore a Portovenere, attraverso la macchia mediterranea punteggiata da pini marittimi, lecci, corbezzoli e lentisco, costeggiando le ripide falesie del promontorio del Muzzerone.
Lo sguardo si perde tra i vigneti e il mare, mentre intorno alle borgate ed alle case sparse i terrazzamenti si spingono, per guadagnare anche pochi metri di terra, fin sul ciglio delle pareti rocciose, delle falesie a picco sul mare, sui bordi dei canaloni e degli orridi, modellando i versanti con le terrazze attorno agli spuntoni e alle creste di roccia. Il panorama spazia da Sestri a Portofino, con la Corsica, le isole toscane e le Alpi marittime. A Portovenere passeggiata per l’antico borgo alla luce del tramonto.Continua qui
Riomaggiore: percorsi tematici
domenica 26 marzo 2017
Sentieri d'autore
Il sito per far viaggiare i tuoi desideri, a piedi e in bicicletta
Il Sentiero dei ricordi, nella Valle dei Campassi
Val Borbera (AL)
Itinerario circolare a piedi alle pendici settentrionali del M. Antola, in provincia di Alessandria, Piemonte.
La memoria delle nostre terre sta nei segni che l’uomo ha impresso nel paesaggio. Come lo scultore delinea da una forma sbozzata e riproduce fino alla perfezione i tratti di un volto, così i contadini diboscando e smacchiando le nostre vallate hanno impresso nuove forme al paesaggio naturale, lo hanno trasformato e colonizzato accumulando esperienze secolari. L’evoluzione di questo paesaggio è costante e prosegue anche quando la presenza umana viene a mancare. E’ il momento in cui quel sottile equilibrio fra uomo e natura si sbilancia a favore di quest’ultima. Il paesaggio muta d’aspetto e si rinaturalizza. Talvolta il tempo di una generazione non ci permette di cogliere gli effetti di un cambiamento. Succede che osservando dall’alto di una montagna il paesaggio che ci circonda, ammirati dalla sua vastità e bellezza, pensiamo che esso sia così da sempre, che nulla sia intervenuto a modificarne l’aspetto. In realtà non è così e i vecchi contadini lo sanno. Bisogna esplorare attentamente i vecchi sentieri, fra i casolari per comprendere il senso di cambiamenti profondi. Sono luoghi dove occorre disegnare nuove mappe e dove quelle vecchie ci aiutano a riconoscere le memorie: campi, boschi da frutto, case, mulattiere, ponti, fontane, cimiteri, cappelle, molini. Queste cose formavano lo spazio vitale di un villaggio ed erano quasi sempre legate a esperienze umane fatte di fatiche e privazioni. E’ giusto dimenticarsene? Crediamo di no, non fosse altro che per la loro commovente bellezza e per l’ammirevole sapienza creativa. Nessuna di queste opere ha mai richiesto l’intervento di un architetto o ha causato danni all’ambiente. Furono il frutto di un linguaggio e di tecniche codificate nei secoli, mai trascritte in un manuale, ma tramandate di bocca in bocca, di gesto in gesto. Farle rivivere sarebbe un sogno, ricordarle è un atto dovuto.
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L’Alessandrino, patria piemontese dei paesi fantasma
Paesi abbandonati
venerdì 24 marzo 2017
Sentieri d'autore
Il sito per far viaggiare i tuoi desideri, a piedi e in bicicletta
Itinerario circolare a piedi nella Val Borbera, Appennino Alessandrino.
Nel lembo sud-orientale del Piemonte si parla ligure per antico retaggio storico, ma anche cibo, tradizione, musica risentono dell’influsso della riviera. Dalle vette dell’Appennino si vede il mare di Genova e nelle valli sono passate per secoli le carovane del sale dirette verso la Pianura Padana sotto l’interessato sguardo dei Malaspina e dei Fieschi, le grandi famiglie feudali che detenevano queste terre. A Cabella Ligure, borgo della solitaria Val Borbera, hanno recuperato un bel sentiero. Si chiama Giro delle 12 Fontane.
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Sentieri d'autore
Giro delle 12 fontane: Piuzzo - Bocche di Crenna - M.te Ebro - M.te Cosfrone - M.te Trappola - Piuzzo (Km 25 c.a. Dislivello m.800 c.a. Tempo previsto 8 ore)
Le 12 fontane della Val Borbera (AL)
Itinerario circolare a piedi nella Val Borbera, Appennino Alessandrino.
Nel lembo sud-orientale del Piemonte si parla ligure per antico retaggio storico, ma anche cibo, tradizione, musica risentono dell’influsso della riviera. Dalle vette dell’Appennino si vede il mare di Genova e nelle valli sono passate per secoli le carovane del sale dirette verso la Pianura Padana sotto l’interessato sguardo dei Malaspina e dei Fieschi, le grandi famiglie feudali che detenevano queste terre. A Cabella Ligure, borgo della solitaria Val Borbera, hanno recuperato un bel sentiero. Si chiama Giro delle 12 Fontane.
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Sentieri d'autore
Giro delle 12 fontane: Piuzzo - Bocche di Crenna - M.te Ebro - M.te Cosfrone - M.te Trappola - Piuzzo (Km 25 c.a. Dislivello m.800 c.a. Tempo previsto 8 ore)
giovedì 23 marzo 2017
Il Movimento lento riapre la sua Casa!
La Casa del Movimento Lento ha riaperto le attività di accoglienza e di organizzazione di eventi culturali, e si prepara ad ospitare i viandanti in cammino sulla Via Francigena e gli appassionati del viaggio a piedi e in bicicletta.
Nella tranquilla cascina di Roppolo, nel cuore delle colline piemontesi, organizzeremo seminari, corsi, soggiorni dedicati sia a chi vuole approfondire i temi del viaggio slow, sia a chi vuole muovere i primi passi con facili escursioni.
“Insieme a mia moglie Susanna ho deciso di
trasformare la nostra casa in un luogo di accoglienza e condivisione”
spiega Alberto Conte, fondatore del Movimento Lento. “Vogliamo
ricreare nel nostro piccolo rifugio l’atmosfera che rende speciali i
cammini, e far conoscere un territorio bellissimo ai viaggiatori
provenienti da tutto il mondo durante il loro cammino
verso Roma”. Una particolare attenzione è dedicata alla divulgazione
della cultura del viaggio lento: “in collaborazione con SloWays, il tour
operator del Movimento Lento, proporremo soggiorni con facili escursioni dedicate a chi vorrebbe mettersi in cammino ma non sa bene come organizzarsi,
e percorreremo insieme brevi tratti della Via Francigena spiegando come
si prepara uno zaino, qual’è la scarpa giusta, come si affronta un
viaggio a piedi o in bicicletta”.
La Casa del Movimento Lento è un “B&B e Rifugio
per viaggiatori” che può accogliere sei ospiti in due ampie stanze
condivise, e che può gestire gruppi più numerosi grazie alla
collaborazione con altri B&B e agriturismi presenti nel territorio,
con cui ci siamo messi in rete creando una sorta di “albergo diffuso”.
Le proposte delle prossime settimane
In occasione del ponte di Pasqua e del ponte del 25 Aprile proponiamo “EasyFrancigena”,
un soggiorno con brevi escursioni che consentano di avvicinarsi
gradualmente a viaggi più lunghi e impegnativi. Alberto guiderà il
gruppo nella prima giornata, mentre i novelli viandanti percorreranno in
autonomia le escursioni dei giorni successivi.
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