martedì 13 luglio 2021

In 200 sul Monte Bianco: è la più grande cordata al mondo

Per festeggiare 200 anni di vita e attività, la Compagnie des Guides de Chamonix ha deciso di puntare in alto, sia come quota che come obiettivo. Il 10 luglio 200 persone, 30 guide francesi e italiane e 170 fortunati “clienti”, selezionati mediante un concorso avviato a giugno, hanno affrontato in cordata la traversata del Monte Bianco dall’Aiguille du Midi (3842 m) a Punta Heilbronner (3462 m). 6 km attraverso la Vallée Blanche. Si tratta della più grande cordata al mondo.

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Tofana di Mezzo, recuperato escursionista bloccato dalla stanchezza

È stato raggiunto e recuperato da una squadra a piedi un escursionista tedesco rimasto bloccato ieri dalla stanchezza in cima alla Tofana di Mezzo, dopo essere salito dalla Ferrata di Punta Anna.

L’allarme era scattato attorno alle 18. Dopo i tentativi di avvicinamento in serata da parte dell’elisoccorso di Pieve di Cadore vanificati dalle nubi basse, l’uomo, in accordo con il Soccorso alpino di Cortina che aveva verificato che non avesse problemi, ha passato la notte nel bivacco dell’arrivo della funivia.

All’alba l’escursionista ha fatto sapere che non se la sentiva di muoversi da solo. Purtroppo, le forti raffiche di vento e la chiusura repentina delle nuvole non hanno permesso all’elisoccorso, pronto alle 6.40 per l’eventuale intervento, di avvicinarsi. Considerato il maltempo in arrivo, l’elicottero ha quindi imbarcato due soccorritori per lasciarli più in alto possibile, all’altezza del laghetto sopra il Rifugio Giussani. La squadra è risalita per alcune centinaia di metri di dislivello a piedi ed è arrivata al bivacco.

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Le cascate del Carlone in Val Trebbia (PC)

 

La Cascata termale del Carlone si trova in un luogo incontaminato nella valle del torrente Carlone nei pressi di San Cristoforo di Bobbio, area in cui vi sono situate numerose cascate e cascatelle. Ai suoi piedi c'è un laghetto d’acqua termale con proprietà termominerali e una fonte salina di acqua salsa. La fonte della Cascata del Carlone contiene acque salso-bromo-iodiche-solforose ricche di magnesio e l'acqua del torrente Carlone ha proprietà termali, a causa dell'alta concentrazione di minerali di sale.

Come arrivare:

Dall'abitato di Bobbio (272 m.) si imbocca via del Bargo e si prosegue fino alla piccola frazione di San Cristoforo (600 m.) a circa 6 km, un antico borgo arroccato del X secolo, famoso per le sue case e tetti in pietra locale, specie la chiesa parrocchiale (650 m.) e la Casa-Torre fortificata circolare. In corrispondenza di un tornante inizia il sentiero (segnavia Cai 160) da percorrere a piedi per giungere alle cascate. In circa 15' si giunge ad un bivio: scendendo a sinistra si va alla prima cascata (cascata termale del Carlone) mentre salendo a destra si arriva alla cascata alta del Carlone. Il sentiero Cai 160, antico collegamento con la Via del Sale, è percorribile anche dal paese di Moglia (circa 40') o salendo da Bobbio, dove si collega il sentiero per Carana e l'antico borgo di Brugnello, dopo l'abitato si attraversano i campi ed i boschi ed i castagneti della Piana. Da San Cristoforo il sentiero sale al paese delle Mogliazze (800 m.) e da li il sentiero sale sulla Costa Ferrata (1.000 m.) con l'antico Bosco del Comune dei monaci, il sentiero prosegue verso il confine lombardo dopo la Fontana dei Ramari (1.200 m.) scende al Brallo di Pregòla (PV) congiungendosi con l'antica Via del Sale che dalla Liguria risaliva la Pianura Padana verso Pavia, Milano ed il Sacro Romano Impero passando in luoghi fortificati dai marchesi Malaspina a mezza costa sotto il complesso dei monti Prelà, Antola, Carmo, Chiappo, Lesima, Penice fino a raggiungere l'Oltrepò Pavese.

Fonte: FAI
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SAN CRISTOFORO-CASCATE DEL CARLONE





lunedì 12 luglio 2021

Dal Trentino l’incredibile video di un incontro tra orso e lupo

Di fronte alle immagini rubate nei boschi dalle fototrappole non manchiamo mai di stupirci ed emozionarci. In modalità “Grande Fratello”, abbiamo modo, senza interferire con la vita degli abitanti delle nostre montagne, di scoprirne la vita quotidiana, di vedere cose che noi umani possiamo solo immaginare. Come l’incontro tra un orso e un lupo. Nei mesi scorsi, Massimo Vettorazzi, ingegnere ambientale appassionato di fotografia naturalistica, è riuscito a riprendere nei boschi del Trentino, attraverso una fototrappola posizionata nel posto giusto al momento giusto, una scena di estrema rarità: un orso e un lupo a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. Una manciata di secondi in cui il tempo sembra restare sospeso, in attesa della reazione di uno dei due sfidanti, che stanno lì immobili a fissarsi negli occhi. Una fuga? Uno scontro? Cosa ne verrà fuori? La risposta la trovate nel meraviglioso video qui di seguito.

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Weekend senza sosta per il Soccorso Alpino. E il meteo non aiuta

É stato un weekend senza respiro per le squadre di soccorso quello appena trascorso. Redigere una lista degli interventi condotti su Alpi e Appennini comporterebbe la stesura di un compendio. Numeri inevitabili di fronte al crescere delle presenze in quota che, come evidenziava pochi giorni fa il Presidente del Soccorso Alpino abruzzese in occasione dell’arrivo dell’antenna RECCO in Appennino, è un riflesso “dell’aumento dell’appeal della montagna” e “la dimostrazione che dobbiamo continuare a diffondere la cultura della prevenzione. Un compito cui puntiamo anche noi nel nostro piccolo, raccontandovi settimanalmente alcuni degli incidenti occorsi, perché siano spunto per riflettere su rischi, errori, fatalità.

Malori, perdita dell’orientamento, cadute su sentiero, incidenti in parete e ferrata, impossibilità di tornare a valle a causa del maltempo. Questa la panoramica delle principali tipologie di intervento del fine settimana che ci siamo lasciati alle spalle. In molti casi si è trattato di storie a lieto fine. Purtroppo non sono mancate le vittime. Partiamo proprio dalla cronaca nera per poi procedere ad analizzare alcuni degli interventi più impegnativi.

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Lasciati ispirare!

Il sole splende alto nel cielo e le giornate sono ancora lunghe! Hai già una meta per le tue avventure estive? Vogliamo ispirarti a trascorrere l'estate in montagna. Prepara lo zaino e la voglia di camminare per avventurarti a piedi su una delle classiche Alte Vie che si snodano tra le montagne italiane. O ancora vai a goderti i paesaggi incontaminati della Haute Maurienne Vanoise, nel cuore della Savoia, a due passi dalla frontiera italiana. Con Outdooractive la pianificazione della tua estate è più facile, scopri tutto sulla funzione La mia mappa, crea subito la tua mappa personale!

Esplora il fascino delle montagne italiane da vicino percorrendo le Alte Vie, itinerari in quota che si snodano tra le Alpi, le Dolomiti o gli Appennini.
Vai alla conquista delle cime più affascinanti del nostro Paese scegliendo uno di questi trekking di più giorni e spostandoti da un rifugio all'altro a piedi. Gli elementi indispensabili per questa avventura sono: uno zaino, indumenti tecnici da montagna, scarponi, bastoncini e soprattutto tanta voglia di camminare e un pizzico di allenamento! Numerose tappe sono adatte anche come escursioni giornaliere.

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L’ultima goccia d’acqua: un bene prezioso in rifugio

Le montagne sono ormai sempre più frequentate anche in estate, ma non tutti, tra visitatori vecchi e nuovi, conoscono in dettaglio le difficoltà dal punto di vista idrico dei rifugi. Come funziona la gestione ad alta quota, e come è meglio comportarsi per non sprecarla?

Questo rifugio non è un albergo

Quello che non bisogna mai scordare è che un rifugio non è un ristorante, né un hotel: come noi ci siamo arrivati con fatica, anche tutto quello che vi troviamo è stato difficoltoso da portare a quell’altitudine, e il trasporto con mezzi a motore deve essere minimizzato, per i costi, ma soprattutto per l’inquinamento. Non ci si può aspettare un trattamento pari a quello che si riceve in città: se si parte già consapevoli del fatto che il tempo passato in rifugio non potrà contemplare gli stessi servizi, comfort e abitudini che abbiamo a casa, il proprio soggiorno sarà sicuramente più piacevole, e il lavoro per i gestori più semplice.

Come comportarsi per non sprecare acqua in rifugio

Come arriva, poi, l’acqua in rifugio? Ci possono essere molti modi, a seconda della posizione del rifugio stesso, non tutti sostenibili: sorgenti, torrenti, laghi, fusione della neve, ghiacciai, rete idrica – anche se raramente -, oppure può essere trasportata per via aerea o terrestre. Se per molti ormai il rifugio viene visto come punto d’arrivo della propria escursione, in realtà dovrebbe essere considerato come il punto di partenza.

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domenica 11 luglio 2021

Tra le vette norvegesi emerge un leggendario villaggio dei Vichinghi

ghiacci della Norvegia, al pari del resto del mondo, stanno andando incontro a un progressivo scioglimento che non manca di regalare agli archeologi grandi sorprese. Nel 2011, un team di ricercatori della contea di Innlandet, impegnati nel progetto “Secrets of the Ice”, ha effettuato una scoperta sensazionale, che fornisce importanti informazioni sul popolo vichingo, e per certi versi ne modifica quella che è la visione generale che di essi tendiamo ad avere. Abitanti dei fiordi, grandi navigatori, siamo portati a immaginarli così i Vichinghi. Ebbene, la scoperta effettuata 10 anni fa ci racconta di grandi spostamenti effettuati dai guerrieri scandinavi, attraverso le montagne della Norvegia.

Il mistero del passo montano di Lendbreen

Tra gli anni Settanta e Ottanta, in corrispondenza del passo montano di Lendbreen, a 1900 metri sulla Lomseggen ridge nelle Jotunheim Mountains, a circa 300 Km NO da Oslo, hanno iniziato a emergere in conseguenza dello scioglimento dei ghiacci, vari reperti risalenti a differenti epoche storiche. Analizzando la tipologia dei ritrovamenti, in particolare lance, gli esperti hanno concluso che a partire dal I secolo d. C. fino almeno all’epoca dei Vichinghi, ovvero attorno all’anno Mille (in virtù del ritrovamento di una lancia vichinga), la zona fosse stata utilizzata come sito di caccia alle renne.

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sabato 10 luglio 2021

Rifugio Alpino Lago della Vecchia

Sagliano Micca (BI) - 1872 m

Il rifugio del Lago della Vecchia, posto a quota 1872 m. (rif. carte n. 9 IGC) ai piedi del Colle della Vecchia (m. 2187), si trova a 10 min. di cammino dall’omonimo lago, affascinante è la vista del Monte Cresto che domina sul Bacino Glaciale. E’ questa una meta classica delle prealpi biellesi per molti escursionisti.

Lago della Vecchia

Il rifugio è di proprietà della Comunità Montana Valle del Cervo la Bürsh (BI).

Sono disponibili 20 posti letto, più altri 7 del bivacco invernale Maria Cristina, che rimane aperto anche nel periodo invernale.

E’ a vostra disposizione acqua calda per una rigenerante doccia, illuminazione con pannelli fotovoltaici, riscaldamento e radio di soccorso. Siamo provvisti di coperte, sacchi lenzuolo monouso e lenzuola in stoffa su richiesta.

Piatti tipici e buon vino locale vi verranno offerti da coloro che vi accoglieranno. Le torte non mancano mai, così neppure le grappe e la buona compagnia.

ACCESSO

Da Piedicavallo
Dalla pittoresca località alpina di Piedicavallo (1037) parco Ravere, si sale alla piazzetta del parcheggio superiore. Si imbocca la Via al Lago della Vecchia (segnavia E50) e superata la gradinata e il filare di case vecchie, ci si immette nella mulattiera fiancheggiata da due muretti che conduce per gli alpeggi del Rosei (1179 m), Casette-Canabà (1410 m) e superando i pendii più ripidi con diversi tornanti, dapprima alla diroccata baita dell’alpe La Vecchia Inferiore (1710 m) e poi a quella Superiore – Rifugio della Vecchia (1872 m – 2 h). L’omonimo lago si trova a 10 min. di cammino in piano dal Rifugio.

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Non solo Resia. Il fascino delle chiese sommerse nei laghi di montagna

Senza il suggestivo campanile che spunta dalle sue acque, il lago di Resia probabilmente perderebbe parte della sua magia. Naturalisticamente parlando resterebbe una perla incastonata tra le Alpi, ma verrebbe meno l’aura di mistero che lo circonda. E noi tutti dal mistero siamo profondamente affascinati. Forse è per questo che campanili e chiese sommerse che emergono dai laghi di montagna, raccontando un passato più o meno lontano, rappresentano una vera e propria attrazione turistica. Scarponi ai piedi e fotocamera alla mano, andiamo a scoprire insieme, accanto al nostrano lago di Resia, le storie di altri 4 specchi d’acqua resi celebri dalla propria chiesa sommersa, neanche troppo distanti da casa nostra.


Lago di Resia

Il lago di Resia (o Reschensee) è un bacino artificiale realizzato in Alto Adige sul finire degli anni Quaranta del secolo scorso. Tra il 1947 e il 1949 fu infatti costruita nel territorio di Curon Venosta (BZ), nelle vicinanze del Passo di Resia, una diga, che andò ad alterare il paesaggio preesistente. Nell’area erano presenti prima di allora tre laghi naturali più piccoli dell’attuale che misura 6,6 km di lunghezza per 1 km di larghezza: il Lago di Resia, il Lago di Curon ed il Lago di San Valentino alla Muta. E una serie di villaggi. La diga portò alla unificazione del lago di Resia originale e quello di Curon, con sommersione totale della vecchia Curon Venosta e parziale del villaggio di Resia. La nascita del lago comportò in sintesi un disagio non da poco, con evacuazione totale della popolazione di Curon Venosta e la scelta, da parte di tanti, di emigrare di fronte agli esigui risarcimenti proposti.

Il campanile che ancora oggi ammiriamo in ogni stagione, appartiene alla chiesetta sommersa di Sant’Anna della vecchia Curon Venosta, risalente al 14° secolo. Secondo la leggenda, in alcuni giorni si possono udire le campane del campanile risuonare sul fondo del Lago di Resia.

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Guida e cliente bloccati sul Cervino dal maltempo, recuperati dall’Air Zermatt

Sono illesi i due alpinisti, una guida alpina spagnola con il proprio cliente, recuperati mercoledì sul versante svizzero del Cervino dopo essere rimasti bloccati una notte in parete per il maltempo.

I due, dopo aver trascorso la notte al Rifugio Hörnli (3260m), erano partiti martedì per affrontare la normale svizzera del Cervino. Quando gli alpinisti non sono rientrati alla sera, il gestore ha dato l’allarme, che nel frattempo era stato attivato anche da un famigliare della guida alpina.

L’operazione di soccorso è partita la mattina. Dato il maltempo, l’elicottero dell’Air Zermatt non è riuscito a sorvolare la zona per cercare la guida e il cliente, si è deciso così di trasportare le squadre di soccorso a 3500m, la quota più alta possibile dato il meteo, e da lì iniziare una ricerca via terra. 100 metri più in alto sono stati trovati i due spagnoli che sono stati aiutati a tornare al Rifugio Hörnli, da dove sono stati evacuati dall’Air Zermatt. I due erano illesi, sebbene il cliente fosse esausto dopo la notte passata all’addiaccio.

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venerdì 9 luglio 2021

Piemonte: Scenario Montagna, festival di camminate e concerti in Val di Susa, Val Chisone e Val Pellice

Assistere a uno spettacolo di teatro o nouveau cirque nel mezzo del bosco, godersi un concerto di musica classica sdraiati su un prato, esplorare piccoli borghi montani sulle note di musicisti dal vivo e passeggiare tra i sentieri di alta quota insieme a guide esperte e artisti di spettacoli itineranti: un mix di teatro, musica e circo tutto rigorosamente immerso nella natura.



Il Festival Scenario Montagna: camminate e concerti alla scoperta delle valli piemontesi


Scenario Montagna è un festival unico nel suo genere, dedicato a chi ama la montagna e a chi ha voglia di scoprirla (e riscoprirla).

Un festival per tutti: famiglie, giovani, gruppi di amici o esploratori solitari, esperti o alle prime esperienze ad alta quota.

Per questa sua vocazione di inclusività e scoperta, il festival rientra nel programma di Settimane della Scienza 2021

Val di Susa, Val Chisone e Val Pellice: gli eventi di luglio e agosto


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7 consigli per stare bene camminando e godersi un trekking al 100%

Camminare è uno dei modi più semplici e meno costosi per rimanere in forma. Sia che tu voglia camminare per fare esercizio fisico, per perdere peso o semplicemente per stare bene, ecco alcuni suggerimenti che ti possono aiutare a ottenere maggiori benefici dalla tua camminata.

Camminare fa bene e fa stare bene.

Tuttavia, come in ogni altra attività fisica, anche andare a piedi può diventare controproducente se si commettono alcuni errori di approccio.

Di solito si tratta di errori per eccesso.

Così nel caso di chi sia sovrappeso od obeso e decida di voler dimagrire 10 kg in un mese, camminando su dislivelli che non ha mai provato in vita sua.

Anche la semplice camminata non deve mai sfidare il buon senso e la realtà della propria forma fisica in un dato momento.

In altri casi, invece, una buona e salutare camminata può essere rovinata dalla mancanza di piccoli accorgimenti o trucchi che i trekker più esperti conoscono bene.

Vediamone alcuni, ricordando che l’obiettivo fondamentale di chi va a piedi dovrebbe essere, molto semplicemente, quello di stare bene.

1. Investi sempre in buone scarpe

Questa è la prima e fondamentale attrezzatura del camminatore e merita un piccolo investimento.

Quando vai in negozio, indossa il tipo di calzini che usi quando camminerai.

Ricorda che probabilmente avrai bisogno di una scarpa più grande di quella a cui normalmente sei abituato, se prevedi di indossare calze spesse.

Le scarpe devono offrire un buon sostegno plantare e un tacco leggermente rialzato con materiale rigido per sostenere il tallone quando si cammina e devono ammortizzare le oscillazioni.

Leggi qui alcuni consigli più approfonditi sulla scelta della scarpa da trekking

2. Riscaldati: un piccolo sforzo preliminare per goderti la tua camminata

Se hai deciso di intraprendere un programma di camminate a ritmo sostenuto, non partire subito a mille.

Riscaldati sempre un poco camminando a passo lento per almeno cinque minuti prima di raggiungere la velocità di crociera.

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Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: un paradiso per il trekking

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane è Patrimonio dell'Umanità Unesco: andiamo alla scoperta delle sue montagne, della natura selvaggia, delle tradizioni delle genti che lo abitano da secoli, dei profumi, dei sapori e della cultura di un territorio unico.

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: la bellezza Patrimonio dell’Umanità

Le Dolomiti Friulane, con Piancavallo, le Valli Pordenonesi, i Magredi sono un territorio unico, di intatta suggestione, dove saperi e sapori autentici segnano il paesaggio naturale e culturale in ogni sua sfumatura.

Selvagge per natura, con un grado di wilderness difficilmente riscontrabile in altre zone dell’arco alpino, hanno paesaggi incontaminati di rara bellezza.

Montagna vera, natura intatta, come vere e intatte sono le antiche tradizioni, il senso dell’ospitalità, i cibi rustici e genuini, le austere architetture in pietra con ballatoi in legno che le sue genti hanno preservato con ostinazione e passione.

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SENTIERI e PERCORSI – Al laghetto dei fiori di loto (o delle ninfee)

Serravalle Scrivia (AL)



Oggi fa molto caldo ma io amo l’estate e camminare al sole non mi fa paura.

Ho saputo che i fiori di loto del laghetto de “La Marchesa” sono sbocciati e, come ogni anno, voglio andare ad ammirarli, ad immergermi in quell’oasi di pace a pochi passi da casa mia.

Quindi, faccio una telefonata e chiedo il permesso ai proprietari: il lago è privato e voglio fare le cose in regola.

Metto la borraccia in uno zaino, calzo scarpe da ginnastica e mi avvio.

Dalla Bollina prendo la strada del Castellone, a Serravalle la conoscono tutti, è molto frequentata da chi vuole camminare un po’ senza allontanarsi dal paese ma oggi, a quest’ora, non c’è nessuno perché fa davvero caldo: sono le tre del pomeriggio i camminatori più prudenti di me arriveranno più tardi.

Percorro l’asfalto fino al primo incrocio e svolto a sinistra, dopo il primo gruppo di case arrivo alla Madonnina e le regalo un girasole che ho raccolto a bordo strada. Riparto e mi fermo quando arrivo al recinto dei pony per salutarli. Uno di loro si avvicina , forse spera che io abbia qualcosa di buono da offrirgli ma non ho nulla e si allontana deluso.

Ora l’asfalto va in leggera discesa e dopo qualche decina di metri svolto sulla sterrata a sinistra per entrare nelle vigne e arrivo al casolare abbandonato dove faccio una sosta per bere un sorso d’acqua dalla mia borraccia. Proseguo sulla sinistra e poi a destra in discesa.

Il lago appare all’improvviso, è immerso nel verde delle palme sulla riva e dai molti alberi che gli fanno corona. Non c’è un alito di vento e il silenzio è quasi assoluto. Una papera nuota tranquilla seguita dai suoi paperotti, ogni tanto gracida una rana.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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