martedì 22 maggio 2018

Dall’Alba al Tramonto (…..nelle parole di Roberto Moro)

Cantalupo Ligure (AL), Porte di Pietra 2018.   È dal 2006 che sento parlare della gara. Ho pensato di provarci, in ogni edizione, da quando ho cominciato a correre e frequentare i Trail da apprendista. Mi è sempre mancato il coraggio. Troppo lunga (72Km), troppo irta (4.000 mt di dislivello positivo), troppe ore sulle gambe. Quest’anno l’ho fatta, anche aiutato dagli allenamenti e dall’entusiasmo del gruppo riunito sotto la paziente guida di Andreino Boggeri. Una bella fatica, certo, ma chiuderla in 14 ore e venti mi è andata bene assai. Il tempo limite era 17 ore ed il terreno, per lunghissimi tratti, quasi impraticabile. Sono state Porte di Pietra e di Fango. I partecipanti alle quattro gare in programma (con più di seicento iscritti) non si dimenticheranno presto la saponaia nella quale siamo rimasti impiastricciati per tutto il percorso. Diamo però un ordine alla corrente dei ricordi freschi di giornata. Per essere puntuali allo start delle 7 (e pur dormendo al paese in Valle) occorreva alzarsi presto. Sono lento e metodico, al mattino i miei riti cominciano all’alba. Appuntamento con Paolo sotto l’esplosione dei grappoli di fiori d’acacia che biancheggiano nel cortile. Quest’anno gli alberi ne sono così carichi che i rami si piegano al suolo, la festa delle api. Dopo il breve briefing ed il conto alla rovescia partiamo per il prologo collinare di cinque chilometri. Attenzione a non farsi trascinare dalla forza dei primi e dall’entusiasmo collettivo. Si rischia di arrivare già stanchi al ponte che attraversando il Borbera introduce alla mitica salita alla Croce degli Alpini.

Cominciamo ad assaggiare il fango e l’alta erba maggese fradicia ed odorosa. Il sentiero in discesa, calpestato dai primi, sembra una pista di bob di lucido ghiaccio verde. Oltre il torrente attacchiamo in serrata fila indiana il sentiero ripidissimo. Alcuni tratti sono dotati di corde e catene. Ci vorrà più di un’ora per fare il chilometro e poco più che porta alla croce. Per ora il tempo è bello ma in partenza ci hanno detto che la giornata virerà verso piogge e forse temporali. A guardare il cielo, ora, sembra improbabile. Discesa nella valletta che porta alla pietrosa carrareccia verso Roccaforte. Primo cancello, ci stiamo comodi. Siamo in gruppo di quattro, due Paoli e due Roberti. Età e percorsi diversi ma la voglia di rendere omaggio alla Valle, alla quale tutti apparteniamo, vivendola da dentro, nella fatica della corsa. Proseguiamo, dopo Bric delle Camere ed il borgo da presepe di Caprieto arriviamo al secondo check point. Siamo a Costa Salata. Il bello viene ora. Affrontiamo il salitone nel bosco ed il fango nei tratti bassi ed in ombra. Siamo alla chiesetta di San Fermo. Ci è venuto incontro l’amico Elio, un angelo che ci rifornisce generosamente di focaccia e Coca Cola. Ripartiamo verso il monte Buio con la preoccupazione dei temporali che ormai in effetti si fanno sentire forti e chiari tutto intorno. Il cielo di un tono grigio plumbeo e l’aria pesante non tranquillizzano. I tuoni si susseguono, per ora lontani.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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