Dal 2014 nessuna traccia delle compensazioni per la zona umida distrutta nella ex cava Cementir. L’Appennino Piemontese ha bocciato il progetto presentato a febbraio dal consorzio, dopo la protesta di Legambiente. I 5 Stelle: “Regole non rispettate, intervenga la Commissione Ue”
Da sei anni sette specie animali dell’alta Val Lemme sono state cancellate insieme al loro habitat. Rospo comune, rana dalmatina, rana temporaria, rana verde maggiore, tritone alpestre, natrice viperina e natrice dal collare, che vivevano nella zona umida della ex cava Cementir, sono state spazzate via insieme alla loro “casa” dalla costruzione del deposito di smarino del Terzo valico, nella ex cava Cementir di Voltaggio. Il Cociv avrebbe dovuto ricostituire, per quanto possibile e in tempi ragionevoli, un nuovo habitat ma non l’ha ancora fatto, mentre la grande opera va avanti a spron battuto. Infatti, domani, lunedì 4 maggio, i lavori ripartiranno dopo la pausa forzata a causa del coronavirus. Le Aree protette dell’Appennino Piemontese, ente gestore del sito di importanza comunitaria Capanne di Marcarolo, all’interno del quale si trova l’ex cava, di recente hanno bocciato il progetto delle cosiddette opere compensative proposto dal Cociv, presentato a metà febbraio. L’ente ha dato tempo fino al 31 ottobre al consorzio di imprese per presentare una proposta adeguata.
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domenica 3 maggio 2020
sabato 2 maggio 2020
Elicottero salva l'escursionista ferita. Ma il peggio per la 75enne è venuto dopo
Brutta avventura per una donna di 74 anni rimasta ferita durante un'escursione sulla montagna di Piestewa Peak, a Phoenix, in Arizona. Durante il trasporto in elicottero la barella sospesa in aria, su cui la donna era stata adagiata dai soccorritori, ha cominciato a roteare paurosamente a grande velocità
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Genova, cade e si ferisce ai laghetti di Nervi, soccorsa da un poliziotto. Era con un’amica, multata perché fuori zona
Genova - Va a fare un giro con un amica ai laghetti di Nervi, ma cade e sbatte la testa contro un sasso. A soccorrerla è stato un poliziotto fuori servizio. L'amica è stata invece sanzionata.
L'agente ha sentito delle urla e si è avvicinato. Vicino alla donna che urlava ce ne era un'altra stesa a terra con il viso immerso nell'acqua sporca di sangue. Il poliziotto ha soccorso la ferita e poi ha chiamato l'elicottero dei vigili del fuoco che hanno trasferito la donna in ospedale. L'amica è stata multata perché era fuori zona e senza motivo.
venerdì 1 maggio 2020
Sui ghiacciai alpini le tracce del disastro di Chernobyl
Radioattività anomala frutto di test e incidenti nucleari
I ghiacciai alpini conservano ancora la memoria del disastro nucleare di Chernobyl: lo dimostra la radioattività anomala registrata sulla superficie del ghiacciaio dei Forni in Italia e del Morteratsch in Svizzera. Sebbene non vi siano conseguenze ambientali e di salute per gli ecosistemi a valle, ulteriori studi saranno necessari per comprendere gli effetti nelle aree prospicienti ai ghiacciai.
A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista The Cryosphere da un gruppo internazionale di ricerca con l'importante contributo dell'Italia. Le misure di radioattività, infatti, sono state effettuate in gran parte all'Università di Milano-Bicocca. Hanno inoltre partecipato l'Istituito nazionale di fisica nucleare (Infn), l'Università di Genova, l'Università Statale di Milano e l'Università di Pavia.
Lo studio ha analizzato la crioconite, il sedimento scuro che si accumula sulla superficie dei ghiacciai durante la stagione estiva. Al suo interno sono stati trovati elementi radioattivi non solo naturali, come il piombo-210, ma anche artificiali. Il cesio-137, ad esempio, rivela come le Alpi abbiano subito una forte contaminazione in seguito all'incidente di Chernobyl del 1986. La presenza di altri radionuclidi, come gli isotopi di plutonio e americio o il bismuto-207, è invece riconducibile ai test nucleari effettuati in alta atmosfera negli anni '50 e '60 del secolo scorso.
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Per il 1 maggio una fuga virtuale nel Parco Nazionale del Gran Paradiso
Il 1 maggio che ne dite di coniugare il consueto appuntamento con la rubrica Mountain and Chill ad una escursione collettiva nel Parco Nazionale del Gran Paradiso? Naturalmente nel rispetto di ogni disposizione ministeriale, restando comodamente sul divano di casa. A regalarci questa occasione di fuga virtuale è il Parco stesso, che a partire da stasera alle ore 21, renderà disponibile sul proprio canale Youtube, sul sito www.pngp.it e sulla pagina facebook del Parco il documentario “Tutto è più chiaro visto da quassù”.
Fase 2: il CAI scrive a Giuseppe Conte: “Chiediamo chiarezza per la tutela della montagna”
“Mi manchi”. Un video delle Guide Alpine lombarde per tutti coloro che sognano il ritorno in montagna
Si scalerà il 4 maggio?
Oggi pubblichiamo l’articolo di Andrea Gennari Daneri perché riassume perfettamente i dubbi che hanno gli alpinisti e gli escursionisti in questi giorni. In coda presentiamo il contenuto della lettera che ieri, 30 aprile 2020, il presidente del CAI Vincenzo Torti ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Si scalerà il 4 maggio?di Andrea Gennari Daneri
(pubblicato su pareti.it il 28 aprile 2020)
(pubblicato su pareti.it il 28 aprile 2020)
Tre pareri autorevoli sul DPCM del 26 aprile 2020
Nella notte non sono arrivate novità che ci riguardano. In questo maldestro decreto ci sono lacune talmente più grandi della “nostra” che i tecnici ministeriali hanno dovuto scegliere. E si sono dedicati al tema del ricongiungimento parentale, chiarendo (?) il termine “congiunti” con un ancora più generico “affetti stabili”. E ora, in quel settore, siamo in pieno caos. Allora, senza nessuna pretesa né di esaustività, né tantomeno di verità dogmatica, siamo andati a chiedere il parere di tre persone più titolate di noi a leggere correttamente i sibillini commi A e F del decreto, quelli che si occupano degli spostamenti e dell’attività sportiva consentita. Un avvocato, un amministratore pubblico e un rappresentante delle forze dell’ordine. Con un “difetto” comune: sono tutti e tre climber e quindi è presumibile (ma non necessario) che tendano a vedere le cose con un occhio un più favorevole alle esigenze del nostro mondo.
Nella notte non sono arrivate novità che ci riguardano. In questo maldestro decreto ci sono lacune talmente più grandi della “nostra” che i tecnici ministeriali hanno dovuto scegliere. E si sono dedicati al tema del ricongiungimento parentale, chiarendo (?) il termine “congiunti” con un ancora più generico “affetti stabili”. E ora, in quel settore, siamo in pieno caos. Allora, senza nessuna pretesa né di esaustività, né tantomeno di verità dogmatica, siamo andati a chiedere il parere di tre persone più titolate di noi a leggere correttamente i sibillini commi A e F del decreto, quelli che si occupano degli spostamenti e dell’attività sportiva consentita. Un avvocato, un amministratore pubblico e un rappresentante delle forze dell’ordine. Con un “difetto” comune: sono tutti e tre climber e quindi è presumibile (ma non necessario) che tendano a vedere le cose con un occhio un più favorevole alle esigenze del nostro mondo.
Senza ripetere tutta la questione che potere vedere riassunta qui, cerchiamo di capire da loro se, come e con quali mezzi potremo raggiungere e frequentare le nostre benamate pareti a partire dal 4 maggio 2020.
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| Melloblocco (SO). Qui certamente NO. |
L’Amministratore pubblico
Partiamo da Lorenzo Minganti, amministratore pubblico come servizio e avvocato come ordine di appartenenza. “Come ormai noto anche ai sassi: ci si può spostare (cioè uscire dalla propria abitazione) per sole tre ragioni: lavoro, necessità e salute. Attività motoria si poteva in precedenza svolgere solo “in prossimità dell’abitazione” (ed era già un possibile motivo di spostamento); e si è lungamente discusso su come interpretare il concetto di “prossimità”. Ora il dpcm rimuove questo limite, per introdurne e/o confermarne altri. Viene ribadito l’obbligo della distanza interpersonale di un metro (che già vigeva ex dpcm 10 aprile) e vengono aggiunti i limiti della “individualità” (lett. f) e della “regionalità” (lett. a, che non comprende lo spostamento per “necessità”). Viene poi introdotta la nuova categoria “attività sportiva” per la quale è richiesta una distanza interpersonale di due metri (e non uno). Interessante sarebbe capire la differenza fra attività sportiva e motoria. Forse il discrimine potrebbe stare nell’impegno sportivo maggiore? Comunque la distinzione rileva solo per quale distanza tenere… Risultano invece ancora vietate le attività ludica e ricreativa (che evidentemente sono cosa diversa da quelle motoria e sportiva). Io non ravvedo altri limiti. In tanti mi chiedono se sia possibile spostarsi con un mezzo privato per recarsi a svolgere l’attività sportiva. A mio avviso non sussistono limiti a ciò, o almeno io non li vedo: dal momento in cui l’attività motoria è uno dei legittimi motivi di spostamento (cioè l’uscire di casa) non vedo perché questo non possa essere preceduto da un percorso tragitto con un qualsiasi mezzo privato.
Partiamo da Lorenzo Minganti, amministratore pubblico come servizio e avvocato come ordine di appartenenza. “Come ormai noto anche ai sassi: ci si può spostare (cioè uscire dalla propria abitazione) per sole tre ragioni: lavoro, necessità e salute. Attività motoria si poteva in precedenza svolgere solo “in prossimità dell’abitazione” (ed era già un possibile motivo di spostamento); e si è lungamente discusso su come interpretare il concetto di “prossimità”. Ora il dpcm rimuove questo limite, per introdurne e/o confermarne altri. Viene ribadito l’obbligo della distanza interpersonale di un metro (che già vigeva ex dpcm 10 aprile) e vengono aggiunti i limiti della “individualità” (lett. f) e della “regionalità” (lett. a, che non comprende lo spostamento per “necessità”). Viene poi introdotta la nuova categoria “attività sportiva” per la quale è richiesta una distanza interpersonale di due metri (e non uno). Interessante sarebbe capire la differenza fra attività sportiva e motoria. Forse il discrimine potrebbe stare nell’impegno sportivo maggiore? Comunque la distinzione rileva solo per quale distanza tenere… Risultano invece ancora vietate le attività ludica e ricreativa (che evidentemente sono cosa diversa da quelle motoria e sportiva). Io non ravvedo altri limiti. In tanti mi chiedono se sia possibile spostarsi con un mezzo privato per recarsi a svolgere l’attività sportiva. A mio avviso non sussistono limiti a ciò, o almeno io non li vedo: dal momento in cui l’attività motoria è uno dei legittimi motivi di spostamento (cioè l’uscire di casa) non vedo perché questo non possa essere preceduto da un percorso tragitto con un qualsiasi mezzo privato.
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martedì 28 aprile 2020
Fase 2 e montagna: rifugi da ripensare. "Pochi posti letto? Useremo le tende"
Il trekking ai tempi del virus: solitario e... con prenotazione. Le novità imposte dal Coronavirus. Anche per non sovraccaricare il soccorso alpino
"Le montagne sanno aspettare". Il Club Alpino Italiano l'ha lanciato come slogan e gli appassionati se lo sono ripetuti come un mantra, in queste lunghissime settimane di isolamento da coronavirus. Ma se la montagna sta ferma, l'economia che le gira attorno deve muoversi. Dalle guide ai rifugisti, dagli albergatori ai ristoratori, dai soccorritori al personale degli impianti: c'è un mondo che ruota attorno alle terre alte e attende che le istituzioni dicano come si potrà vivere la montagna al tempo del Covid-19. Le domande sono mille (e il presidente del Cai Milano, Massimo Minotti, aveva già offerto interessanti punti di riflessione a Gazzetta Active). In che condizione saranno i sentieri, dopo due mesi senza manutenzione? Saranno aperti i rifugi? Come ci si potrà dormire? E le funivie, come funzioneranno con il distanziamento? Si potrà valicare quella forcella, anche se l'altro versante è in un'altra regione o in un altro Stato?
I rifugi "Il 4 maggio non sarà il giorno del "tana libera tutti" - attacca Vincenzo Torti, presidente del Cai -. Non sappiamo cosa sarà scritto sulle norme, ma di certo ci sarà il distanziamento fisico. Qui iniziano i problemi: la montagna si associa agli spazi aperti ma in realtà si sta anche vicini". Come nei rifugi. "Che sono uno diverso dall'altro - aggiunge Torti -. Quelli con tante camerette hanno meno problemi ma cosa fare con i cameroni? Rischiamo di passare da 30 posti letto a 10". I prati vicino ai rifugi potrebbero ospitare delle tende, aveva proposto Torti alcuni giorni fa. "Un suggerimento - spiega ora - che permetterebbe al rifugista, che è anche imprenditore, di poter comunque offrire colazione e cena a queste persone.
I rifugi "Il 4 maggio non sarà il giorno del "tana libera tutti" - attacca Vincenzo Torti, presidente del Cai -. Non sappiamo cosa sarà scritto sulle norme, ma di certo ci sarà il distanziamento fisico. Qui iniziano i problemi: la montagna si associa agli spazi aperti ma in realtà si sta anche vicini". Come nei rifugi. "Che sono uno diverso dall'altro - aggiunge Torti -. Quelli con tante camerette hanno meno problemi ma cosa fare con i cameroni? Rischiamo di passare da 30 posti letto a 10". I prati vicino ai rifugi potrebbero ospitare delle tende, aveva proposto Torti alcuni giorni fa. "Un suggerimento - spiega ora - che permetterebbe al rifugista, che è anche imprenditore, di poter comunque offrire colazione e cena a queste persone.
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Fase 2| Sport consentiti| Lunedì 4 maggio
„Fase 2: quali sport si potranno praticare dal 4 maggio“
Fase 2| Sport consentiti| Lunedì 4 maggio
„Fase 2: quali sport si potranno praticare dal 4 maggio“
Sul sentiero c'è un serpente, ma decide di proseguire lo stesso: l'animale reagisce (e lei anche)
L'autore di questo video girato il 22 aprile in Nord Carolina, Usa, ha raccontato così la sua esperienza: "Io e la mia ragazza abbiamo fatto un'escursione e ci siamo imbattuti in un serpente nero. Lei è terrorizzata dai serpenti. Ho iniziato a fare il video e le ho detto che potevamo tornare indietro, ma ha deciso di affrontare le sue paure. Alla fine siamo riusciti a fare una bella passeggiata. All'inizio era un po' arrabbiata, ma poi è andato tutto bene".
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lunedì 27 aprile 2020
Trekking e Outdoor: dal 4 maggio avremo più libertà di movimento
Maggiori spostamenti, ma non “libera tutti”: facciamo un po’ di chiarezza sul D.PC.M. presentato dal Premier Giuseppe Conte in merito alle attività motorie e agli spostamenti
Il decreto
Con il D.PC.M. presentato dal Premier Conte, avremo la possibilità di allontanarci dal proprio domicilio nel rispetto del distanziamento sociale.
Analizziamo questo decreto in maniera più approfondita: come già accennato, la novità più importante introdotta dal Governo è la revoca della prossimità di domicilio. In base alle nuove disposizioni, avremo la possibilità di allontanarci dalla nostra abitazione per svolgere attività motoria individuale. In questa fase è necessario che ognuno di noi agisca consapevolmente, nel rispetto delle disposizioni dettate dal Governo e usando il buonsenso.
Restano sempre vietati gli assembramenti di persone. Non si potranno in alcun caso effettuare attività motorie come escursioni organizzate, trekking e camminate che coinvolgano un gruppo di persone.
Inoltre, il decreto che entrerà in vigore il 4 maggio fino alla mezzanotte del 17 maggio, sancisce che la distanza minima per le attività sportive (una corsa ad esempio) sia di 2 metri tra le persone, mentre basterà rispettare la distanza di 1 metro tra le persone per l’attività motoria semplice (per esempio una passeggiata).
Veniamo adesso al dubbio che più interessa gli appassionati del mondo del trekking e dell’outdoor. Sono consentiti gli spostamenti al di fuori del proprio comune per svolgere attività motoria? In sostanza, se devo uscire dal mio comune per fare un’escursione in montagna lo posso fare?
La risposta è NO! Rimarranno proibiti gli spostamenti tra un comune e l’altro che non siano motivati da ragioni di lavoro, salute o stretta necessità.
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IL CAMMINO DELLA LINEA GOTICA
Il Cammino della Linea Gotica è una proposta che vuol combinare il piacere dell’attività sportiva nella natura con il desiderio di conoscere meglio un passato che rappresenta, seppur tragicamente, il crogiolo di quei, comportamenti, idee e valori da cui è nata la Costituzione italiana. Se da un lato, dunque, c’è il gusto di camminare in mezzo al verde, su sentieri, mulattiere, carrarecce (e brevi tratti di provinciali poco trafficate), dall’altra – riprendendo l’invito di Piero Calamandrei (“Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo in cui è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”), è da considerarsi per l’appunto un pellegrinaggio laico, votato a quella religione civile che in Italia, purtroppo, non è stata mai coltivata a sufficienza. Per questo il Cammino tocca tanto il cuore della Linea Gotica (dove furono costruite le fortificazioni e si scontrarono Tedeschi ed Alleati), quanto i luoghi delle distruzioni e delle stragi e, non ultimo, i luoghi in cui donne e uomini della Resistenza, spesso sacrificando la vita, lottarono contro gli occupanti e – riscattando la vergogna dell’Italia fascista – gettarono le basi morali dell’Italia repubblicana. Non può essere dimenticato: la democrazia di cui godiamo oggi è nata qui, dalla tenacia di chi ha resistito alla barbarie e ha contribuito a far trionfare i valori della giustizia, della libertà, dell’uguaglianza.
La Linea Gotica interessò un’estesa fascia di territorio (larga dai 15 ai 40 km); al suo interno è certo possibile individuare più di una traccia di cammino. Quella qui proposta è stata scelta tenendo conto di tre esigenze: 1) delineare un percorso che si possa definire “cammino” nel senso proprio del termine, dunque accessibile a tutti; 2) toccare il maggior numero possibile di luoghi significativi rispetto al tema; 3) agganciare località utili in termini di presenza di strutture di accoglienza, per consentire un frazionamento adatto a tutti (ove possibile, posti tappa sono i paesi, con varie soluzioni di accoglienza; per alcune tappe però è inevitabile riferirsi a una sola struttura. In questi casi è d’obbligo contattare i gestori, assicurandosi che sia aperto e vi sia posto).
Come riferimento cartografico generale, si ricorda i due fondamentali siti della Rete Escursionistica della Toscana: e della Rete escursionistica dell’Emilia Romagna: vi si trova l’intera sentieristica delle due regioni. Come carte specifiche si rinvia invece prioritariamente a quelle delle edizioni Kompass e Multigraphic (disponibili in cartaceo e in digitale).
Tappe e indicazioni di tempi di marcia sono orientative: in linea di massima tengono conto del passo anche di chi non è particolarmente allenato, per cui esiste la possibilità di accorpamenti, ma – al limite – anche di ulteriore frammentazione, specie qualora si desideri approfondire la visita di alcuni luoghi.
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domenica 26 aprile 2020
Cammina Italia. Lungo i sentieri della Resistenza
La storia di Ugo Forno, partigiano a 12 anni; quella di Irma "Anty" Marchiani, partita da Firenze a Sestola per curarsi e diventata vicecomandante del Battaglione Matteotti; il racconto di Sergio Rossi che il 22 maggio del 1944 era nel Capanno Tassoni insieme ad altri 16 partigiani, attaccati da 200 soldati tedeschi e fascisti; le gesta della Brigata Maiella che dall'Abruzzo partì per andare a liberare Bologna; la Repubblica Partigiana di Montefiorino e la Zona Libera di Carnia e Alto Friuli. Storia e storie che ci hanno donato la libertà e la democrazia. Le raccontiamo dall'appennino tosco-emiliano, percorrendo i sentieri di montagna, gli avamposti, i luoghi dei combattimenti che, lungo la Linea Gotica, permisero ai partigiani e agli alleati di sfondare le difese tedesche e liberare le città del nord dai nazifascisti, fino alla liberazione di Milano il 25 aprile 1945.
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venerdì 24 aprile 2020
Anche l’Uncem appoggia l’appello per le libere camminate in montagna
«L’outdoor è l’unica strada vincente per il nuovo turismo montano post Covid-19». E aggiunge un invito: «Sosteniamo le comunità e gli esercizi commerciali delle terre alte»
Camminare in montagna non fa male a nessuno. Anzi, fa bene alla salute. Questo in sintesi l’appello dell’Uncem, l’unione dei comuni, delle comunità e degli enti montani, che appoggia la petizione online per la libera attività all’aria aperta in tempi del coronavirus firmata da guide alpine, scialpinisti, escursionisti di tutta Italia sulla piattaforma Change.org, ottenendo finora quasi 6.500 firme per la causa.
«Siamo d’accordo con i firmatari dell’appello “Lasciateci camminare in montagna”. È importante camminare e pedalare. L’outdoor è l’unica strada vincente per il nuovo turismo montano post Covid-19».
All’invito per le escursioni libere sui sentieri in quota, l’Uncem ne aggiunge un altro, rivolto a chi le escursioni le praticherà quest’estate: «Chi va a camminare, in bici o a fare altri tipi di attività nelle zone montane non dimentichi che lì c’è un paese, una comunità, un territorio che deve vivere. Ci sono negozi, esercizi commerciali di prossimità che vanno sostenuti». Di qui l’appello dell’Uncem «a non portarci tutto da casa: panino, acqua, prosciutto, formaggio, crostata comprati in un supermercato della città» e a «comprare invece i prodotti per la gita in un Comune montano».
All’invito per le escursioni libere sui sentieri in quota, l’Uncem ne aggiunge un altro, rivolto a chi le escursioni le praticherà quest’estate: «Chi va a camminare, in bici o a fare altri tipi di attività nelle zone montane non dimentichi che lì c’è un paese, una comunità, un territorio che deve vivere. Ci sono negozi, esercizi commerciali di prossimità che vanno sostenuti». Di qui l’appello dell’Uncem «a non portarci tutto da casa: panino, acqua, prosciutto, formaggio, crostata comprati in un supermercato della città» e a «comprare invece i prodotti per la gita in un Comune montano».
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mercoledì 22 aprile 2020
Il Cammino dei Ribelli tra Piemonte, Liguria, Emilia e Lombardia
Un #cammino sociale di 130 km tra banditi e partigiani, contadini e camminatori!
A piedi nella sconosciuta Val Borbera, tra #Piemonte, Liguria, Emilia e Lombardia, alla scoperta di storie medievali, feudali e partigiane. Un cammino tra villaggi e natura selvaggia in Appennino, incontrando i testimoni di una ostinata rinascita contadina, sociale e spirituale, sulle sponde del venerato Borbera. Un’esperienza di turismo lento per rilanciare una terra spopolata e bellissima. Un grande anello tra Arquata Scrivia e il monte Antola, percorribile tutto l’anno solo con la guida digitale del Cammino dei Ribelli. E’ possibile pernottare in tenda o in b&b e alberghi, sfruttando la tariffa speciale dedicata a chi presenta la credenziale del cammino.
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La Val Borbera
A piedi nella sconosciuta Val Borbera, tra #Piemonte, Liguria, Emilia e Lombardia, alla scoperta di storie medievali, feudali e partigiane. Un cammino tra villaggi e natura selvaggia in Appennino, incontrando i testimoni di una ostinata rinascita contadina, sociale e spirituale, sulle sponde del venerato Borbera. Un’esperienza di turismo lento per rilanciare una terra spopolata e bellissima. Un grande anello tra Arquata Scrivia e il monte Antola, percorribile tutto l’anno solo con la guida digitale del Cammino dei Ribelli. E’ possibile pernottare in tenda o in b&b e alberghi, sfruttando la tariffa speciale dedicata a chi presenta la credenziale del cammino.
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La Val Borbera
Ribelli al mulino di Magioncalda / ilcamminodeiribelli.it
Escursioni e Trekking di Gruppo a Torino e in Piemonte
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25 Aprile postiamo in Antola
2015, 2016, 2017, 2018, 2019 in Antola... quest'anno il 25 aprile restate a casa ma... restate connessi e... intanto cercate il tricolore... 
— presso
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Posta un tricolore in Antola
Ogni anno il rifugio è impegnato nella commemorazione del 25 aprile, dove vengono chiamati a raccolta gli escursionisti per un momento di incontro. Ogni anno dal 2015 centinaia di persone salgono al monte portando con se una bandiera tricolore; quest'anno purtroppo questo appuntamento non potremo viverlo di persona, ma potremo essere comunque presenti con il pensiero. Ecco l'iniziativa:
dalle ore 6.15 alba in Antola in diretta Facebook;
alle ore 10.00 posteremo una foto sulla Pagina
e nei commenti potrete postare una vostra foto con il tricolore scrivendoci da dove la mandate. Ancora una volta, anche digitalmente, faremo sentire la nostra vicinanza al monte e ai suoi caduti!
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Posta un tricolore in Antola
Ogni anno il rifugio è impegnato nella commemorazione del 25 aprile, dove vengono chiamati a raccolta gli escursionisti per un momento di incontro. Ogni anno dal 2015 centinaia di persone salgono al monte portando con se una bandiera tricolore; quest'anno purtroppo questo appuntamento non potremo viverlo di persona, ma potremo essere comunque presenti con il pensiero. Ecco l'iniziativa:
dalle ore 6.15 alba in Antola in diretta Facebook;
alle ore 10.00 posteremo una foto sulla Pagina
e nei commenti potrete postare una vostra foto con il tricolore scrivendoci da dove la mandate. Ancora una volta, anche digitalmente, faremo sentire la nostra vicinanza al monte e ai suoi caduti!
martedì 21 aprile 2020
Coronavirus, bloccato dall'epidemia in un bosco: "Il mio viaggio si è trasformato in una 'quarantenda'"
Zaino in spalla e pochi soldi in tasca, per dieci mesi Nazario Nesta ha percorso a piedi oltre settemila chilometri prima di ritrovarsi bloccato in Lombardia a causa dell'emergenza coronavirus. Lasciato il lavoro da macellaio, il 28enne era partito il 19 maggio 2019 da San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, dove sarebbe dovuto rientrare una volta completato il giro dell'Italia. Oggi si trova in 'quarantenda', come la chiama lui, in un boschetto alle porte di Chiuro (Sondrio) e grazie ai rami realizza tutto ciò di cui ha bisogno. Per il resto c'è la generosità di chi lo incontra e dei suoi follower sui social, dove condivide il diario del suo progetto 'disegnando l'Italia'. Nell'attesa di rimettersi in cammino l'unica cosa che è cambiata è il nome del viaggio, ironicamente ribattezzato "Resto fermo in Italia".
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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.
Immanuel Kant
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Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia.
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