mercoledì 25 febbraio 2009

Un passo e poi un altro e un altro ancora

Un passo e poi un altro e un altro ancora.

Al ritmo silenzioso dell'anima

Mentre si snoda la strada è il gomitolo del cuore che comincia a dipanarsi l'alternarsi dei piedi si fonde con un dentro- fuori un oggi-ieri, un io un tu… un io che si guarda allo specchio. Nel silenzio si sollevano i piedi e i ricordi. Le emozioni di ieri si saldano all'oggi.

Passato e presente diventano cerchio, completezza dell'essere. Ma non solo come individui: c'è una completezza, una totalità ancora più vasta che si risveglia e si ricompone nel camminare a piedi nella natura. E' lo scoprire il nostro essere vibrare con gli alberi, l'acqua di un torrente, l'azzurro del cielo, le forme di una nuvola.

Soli e interi, ma interi perché parte di un tutto. E anche la memoria della nostra cultura, del nostro essere storia/cultura risuona in modo nuovo e diverso: è da dentro che si colgono i significati più profondi delle parole ereditate da chi ci ha preceduto, nella nostra e in altre culture.

Da Lucrezio, a Ovidio, ai Celti, agli indiani d'america, solo per citare a caso…. E cambia il modo di guardare.

Le immagini diventano forme, suoni, colori, spazi che fluiscono in noi, come collegati da un cordone energetico. Non è più solo vedere o ascoltare, ma Essere.

Sentirsi nella totalità.

Adriana Passari

Fonte

2 commenti:

cantohondo ha detto...

ohibò, mi ritrovo con questo mio vecchio scritto, nel tuo blog.Mi fa piacere.Un saluto e l'augurio di buone cose e buone camminate.Adriana P.

Roberto ha detto...

Comunque ho sempre citato la fonte.

Grazie, ciao

Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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