mercoledì 6 maggio 2020

Storie di Territori: Bruggi la perla della Val Curone (AL)

In attesa di poter riprendere nuovi viaggi alla riscoperta di bei luoghi sulle nostre vallate, ecco qualche informazione su Bruggi.


Bruggi è l’ultimo paese della valle del Curone che nasce sul suo territorio; incuneato fra la Lombardia a nord l’Emilia a est e la Liguria a sud, ai piedi del monte Chiappo (ca 1700 mt.), situato sulla sponda destra del Curone rivolto verso sud- sud/ovest ha un’altitudine fra i 1000 e 1150 mt. Contornato da boschi di faggi, frassini  e carpini e da boscaglie di noccioli e roveri, ha la pineta più estesa della provincia di Alessandria composta da abeti, larici, douglas e, in quantità minore, di pini, nata da un importante rimboschimento degli anni 30’ su antiche pietraie.
E’ più che probabile che il territorio di Bruggi fosse frequentato o abitato già nel primo millennio. E’ citato per la prima volta in due atti del 1300 e del 1306.
Fu feudo dei Malaspina, citato in un atto del 1369, ed in seguito, dopo la congiura dei Fieschi, dei Doria, sotto la cui amministrazione, l’alta val Curone ha goduto di parziale autonomia amministrativa. Verso la fine del 700 passarono i Francesi di Napoleone che pattugliavano il Carmo ed il Bo­glelio, là dove c’era il confine del Regno Lombardo-Veneto che era sotto la domi­nazione austriaca.
Il luogo ove i Francesi si riposavano che si trovava presso una fontana per l’ab­beveraggio degli animali, fra i monti Carmo e Boglelio, fu denominato dagli abi­tanti la «Piana dei Francesi». Pare addirittura che lo stesso Napoleone abbia occupato il paesino e, di passaggio con le sue truppe, abbia dato origine al nome «Armà» (armata).
L’ andamento demografico racconta che la popolazione dal 1600 al 1850  si è mantenuta fra le 200 e 300 persone, dal 1850 è aumentata fino a superare le 500 unità ad inizio 1900, poi un lento inesorabile declino. Ora per contare gli abitanti dei vari paesi bastano le mani, spesso una sola.
Prima dell’attuale vi era un’altra chiesa situata in centro del paese poco sopra l’ex albergo miramonti con il cimitero attiguo. L’attuale chiesa è dedicata a San Rocco, in seguito ad un voto fatto al santo per salvare il paese da un’epidemia.
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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

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